A proposito di Borgarello e del suo centro commerciale

Creato il 09 maggio 2013 da Antonioriccipv @antonioricci

Ci limitiamo a riportare un articolo apparso oggi su La Provincia Pavese:

Borgarello, davanti al giudice il caso dei terreni del market

Opzione sull’area acquistata dal candidato sindaco Rovelli, il proprietario è un agricoltore cieco Sull’appezzamento il progetto del mega-centro prevede il passaggio della variante dell’ex statale 35

di Maria Fiore BORGARELLO.

Un terreno, a Certosa, su cui dovrebbe passare la tangenziale del centro commerciale di Borgarello. Un terreno di proprietà di un agricoltore, cieco e malato, ma acquistato da Donato Rovelli, storico sindaco del paese, a capo dell’amministrazione dal 1977 al 2004. Rovelli avrebbe comprato il terreno attraverso un preliminare di vendita che gli avvocati dell’agricoltore ritengono illegittimo. Una vicenda intricata, che rischia di avere conseguenze politiche, oltre che giudiziarie. Perché Rovelli, da sempre a favore del progetto del mega-centro, partito proprio sotto la sua amministrazione, è anche attuale candidato sindaco di Borgarello, per una lista civica. Di certo c’è, per il momento, una causa civile in tribunale, proposta da una società che vorrebbe portare avanti la compravendita del terreno nonostante l’opposizione dell’agricoltore. Il nome di Rovelli risulta proprio dagli atti del procedimento civile, ancora in corso, con cui i giudici del tribunale di Pavia sono chiamati a sbrogliare la matassa. I fatti. Nel contratto preliminare al centro della contesa c’è un terreno su cui dovrebbe passare la variante dell’ex statale 35, tracciata nell’ambito del progetto del centro commerciale di Borgarello. Progetto che prevede la realizzazione di negozi e servizi su un’area commerciale di 14.950 metri e di un parco di 32.700 metri quadrati, oltre a un’area di intrattenimento con multisala e attività sportive, un hotel con 90 camere, una stazione di servizio, un nido, una nursery e una pista di pattinaggio. La variante dovrebbe passare proprio sul terreno dell’agricoltore. L’uomo, che ha 57 anni, ha gravi problemi di salute. Dal 2002 le condizioni peggiorano e perde progressivamente la vista, tanto che l’agricoltore comincia a gestire il suo patrimonio con difficoltà. Per questo, nel 2005, l’uomo decide di vendere, con un contratto preliminare, parte dei terreni a una società, la Ge Srl, amministrata da Emanuele Forte, un promotore finanziario che abita a Certosa, attivo anche nel settore immobiliare. A favore di Forte, nel 2007, l’agricoltore decide anche di sottoscrivere una procura generale, per la gestione del patrimonio accumulato in una vita di lavoro. Solo ad aprile del 2012, a causa del peggioramento delle condizioni di salute dell’agricoltore, la sorella dell’uomo viene a conoscenza della vendita dei terreni e dell’esistenza della procura, che sarebbe stata usata anche per portare avanti una serie di operazioni finanziarie di cui l’agricoltore non era a conoscenza. A questo punto l’agricoltore decide di revocare la procura a Forte. Ma una settimana più tardi, attraverso quella stessa procura, davanti a un notaio il promotore finanziario sottoscrive un contratto preliminare di compravendita a favore di Donato Rovelli. Nel documento viene indicato, secondo la famiglia dell’agricoltore, che si rivolge all’avvocato Giuseppe Roccioletti, un prezzo inferiore rispetto al valore dei terreni, acquistati come agricoli, senza tenere conto dei possibili sviluppi legati al progetto del centro commerciale. Inoltre, l’accordo prevede che il prezzo sarebbe stato pagato solo al momento del rogito, da fare nei 5 anni successivi. E ancora: nel contratto non è previsto nessun versamento di caparra o di cauzione, se non a distanza di un anno. Un atto in buona fede e regolare, come sostengono gli avvocati della società? Oppure un modo per mettere al sicuro i terreni in vista della possibile realizzazione del centro commerciale? Anche se i giudici riusciranno a rispondere a questo interrogativo e decideranno se il contratto dovrà essere annullato oppure no, resta la circostanza, tutta da chiarire, dell’intestazione dei terreni a Rovelli. «Non c’entro più nulla con questa storia – spiega il candidato sindaco –. Ho ceduto l’opzione a mio figlio Gabriele attraverso la costituzione di una società. So che ora tra questa società, la Due Srl, e l’agricoltore c’è un contenzioso, ma non mi riguarda. E’ stata la società, peraltro, a fare causa, perché il contratto non è stato rispettato. Come ho conosciuto Forte? Amministrava il patrimonio dell’agricoltore, è stato lo stesso proprietario del terreno a farmelo conoscere. So inoltre che il terreno è stato acquistato a circa 5 euro al metro quadrato». @mariafiore3

Siamo solo all’inizio delle indagini della Procura.



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