Magazine Cinema

A Quiet Passion di Terence Davies: la recensione

Creato il 14 novembre 2019 da Ussy77 @xunpugnodifilm

A Quiet Passion di Terence Davies: la recensioneQuell’esistenza da reclusa

Biopic che narra la vita di Emily Dickinson, A Quiet Passion possiede la delicatezza poetica della scrittrice e il triste sviluppo di una vita da reclusa. Un prodotto che si aggrappa con forza alle poesie della Dickinson e ne erige un coinvolgente e brillante tratteggio femminile.

Nata nel 1803, Emily Dickinson (dopo aver lasciato il college di Mount Holyoke) comincia a vivere nella sua casa paterna, laddove si dedica alla letteratura.

Diretto da Terence Davies, A Quiet Passion non è un classico biografico, probabilmente perché del periodo di autoreclusione della Dickinson si sa ben poco. Eppure, nonostante il punto di vista del regista intervenga nella costruzione narrativa di una vita fatta di costrizioni e riduzione delle frequentazioni con il mondo esterno, il racconto risulta credibile ed è (di fatto) puntellato con dovizia dalle poesie della scrittrice americana.

Ribelle e cinica umorista, la Dickinson diventa un modello che s’infrange contro il contesto sociale di primo Ottocento, laddove la donna aveva ben poca considerazione dagli editori e da una società principalmente maschilista. E allora ecco che la reclusione (che spinge la Dickinson a chiudersi progressivamente alla vita) diviene il trampolino di lancio nel mondo dell’arte e della letteratura.

Il comportamento dimesso, l’andamento incerto e la scontrosità sono elementi che accompagnano una donna che decide di allontanare il mondo, di farsi scudo con le proprie parole. In ciò grande merito va a una Cynthia Nixon in grado di cogliere gli umori di una donna in preda a una profonda crisi esistenziale, che diviene sempre più rigida nei confronti delle regole che applica a se stessa e che vorrebbe estendere a tutti.

A Quiet Passion racconta l’impossibile ambizione di emergere in un contesto dominato dagli uomini, in cui l’affetto per il padre supera anche il suo ferreo giudizio, mentre l’invidia per la sorella fa sprofondare la Dickinson in momenti di assoluto delirio. Davies s’impegna in un racconto eccentrico, che vuole rifuggire gli standard dei film in costume e che sente il bisogno di raccontare il sommesso mondo di chi ha deciso di escludersi e farsi carico di una situazione femminile sempre più schiava dei pensieri altrui.

Uscita al cinema: 14 giugno 2018

Voto: ***1/2


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog