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A ristorante con i bambini: 5 trucchi per la sopravvivenza dei genitori

Da Sgangerata

Avete presente quelle tranquille cenette a lume di candela? Due calici di vino, luci soffuse, camerieri cordiali, musica di sottofondo o semplicemente placido silenzio…

Dimenticate tutto questo!

A RISTORANTE CON I BAMBINI: 5 TRUCCHI PER LA SOPRAVVIVENZA DEI GENITORI

Andare a cena con i propri bambini, spesso, può trasformasi in una vera propria prova di resistenza.

Negli ultimi anni sempre più locali pubblici tendono a non accettare di buon grado i piccoli clienti, visti come “fastidiosi disturbatori” della quiete dei grandi, tanto da arrivare addirittura a vietarne l’ingresso.

La “moda” si sta espandendo in tutto il mondo, in particolare nei paesi notoriamente baby-friendly del Nord Europa: in Svezia e Germania sempre più resort e ristoranti usano l’etichetta “childfree” come un plusvalore per attirare i propri clienti e, a dispetto di quanto un genitore possa pensare, molto spesso registrano il tutto esaurito!

Già, perché se da mamme e papà abbiamo una predisposizione innata verso i bambini, non tutti condividono questo amore incondizionato.

Più i figli sono piccoli e più è difficile tenerli a tavola composti, limitandone le scenate isteriche e…sì, le occhiatacce dei nostri vicini di tavolo più insofferenti.

Ecco qualche consiglio per sopravvivere alle piccole pesti:

  1. Boicottate i locali pedofobi! Con o senza bambini.

    Scherzi a parte, la scelta del ristorante è fondamentale: prediligete locali con kid-zone o semplicemente con un giardino o un parco dove poter far svagare i più piccoli.

    Al momento della prenotazione, avvisate il personale della loro presenza e della loro età, in modo che possano preparare il seggiolone, nel caso in cui ce ne sia bisogno e disporre il tavolo nella posizione più appropriata (magari vicino alla porta di accesso al parco/ giardino o lontano da coppiette).

  2. Evitate di ordinare piatti che richiedano lunghe attese e se questo non fosse possibile, chiedete che vi portino un pacchetto di grissini o qualcosa da stuzzicare al più presto.

    Soprattutto se si organizzano cene con altre persone, cercare di mantenere gli orari dei bambini è difficile: se per dei non-genitori cenare alle 21 può essere normale, un bambino sotto i tre anni spesso alle 21 è già letto. Per i più piccolini l’ideale sarebbe fare un pisolino in via del tutto eccezionale prima di cena (il tanto temuto pisolino-prima-di-cena che in condizioni normali significa che non dormirà tutta la notte, in questo caso potrebbe salvarci la serata!).

  1. Portate con voi qualche gioco, carta, penna, palloncini… un clown da pochette: qualsiasi cosa possa intrattenere i piccoli durante i “tempi morti”.

    Soprattutto se il bambino non ha compagnia, una distrazione potrebbe aiutarlo nell’attesa che arrivino i piatti o durante i “noiosissimi” discorsi da grandi.

  2. Nel caso in cui non abbiate nulla con voi, siate creativi.

    A seconda dell’età, con un po’ di fantasia, è possibile creare molti giochi: come giocare a tris con posate e bustine di zucchero, creare animali con i tappi, creare origami con i tovaglioli… oppure ideare indovinelli su ciò che vediamo intorno a noi (quale colore avrà la prossima persona che entrerà, la professione dei signori al tavolo davanti a noi o chi finirà per primo la pappa!)

  3. Cercate di coinvolgere i bambini nella conversazione a tavola, evitando di rivolgere la parola solo agli adulti.

    Isolarlo con tutta probabilità creerà un effetto boomerang: il piccolo inizierà a fare capricci con il solo obiettivo di attirare l’attenzione.

    Non importa imbastire un trattato su Peppa Pig, spesso è sufficiente tra una chiaccherata e l’altra fare qualche domanda ai più piccoli.

    Certo, nel caso in cui gli adulti non parlino altro che di banche e finanza, allora avete il sacrosanto diritto di abbandonarvi in uno sproloquio sulla piccola Peppa!

On air: MARTA SUI TUBI – “La Spesa”

L'articolo A RISTORANTE CON I BAMBINI: 5 TRUCCHI PER LA SOPRAVVIVENZA DEI GENITORI proviene da Mamma for dummies.


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