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A spasso…

Da Benben73

NaturaVi è qualcosa di poetico, romantico e struggentemente nostalgico, a tratti triste, nel girovagare in bicicletta per le campagne del mio piccolo paese.

Lasciate alle spalle case, auto, voci e bar, si sprofonda in un dolce smarrimento nell’udire il silenzio, interrotto dal costante fruscio vellutante della ruota che srotola il pallido grigio asfalto.

Poi, d’improvviso, ecco il volo di un airone cenerino sorpreso e spaventato. Un volo che ti sfiora, elegante e fiero.

E’ tenero e buffo scorgere arruffati mici intenti a osservare curiosi qualcosa d’inifinitamente piccolo sul ciglio di un fosso o dietro a un cespuglio d’erba.
E cosa dire delle verdi spighe di grano accarezzate dal vento?

Anche i casolari abbandonati, con i tetti parzialmente crollati, i muri scrostati o vinti dall’edera lasciano agli occhi attenti immagini di sbiaditi ricordi. Così come la costante impressione d’udire il suono di festanti campanelli d’inesistenti biciclette.

Riempire gli occhi e il cuore di fiori gialli, viola e bianchi. Interpretare il canto degli uccelli e accarezzare le piccole verdi foglie. Scorgere nidi sullo sfondo di un cielo azzurro.

E poi, ancora, ecco, nuovamente lo stupore e il sorriso e la voglia di fermarsi, ovunque tu voglia, accanto a un piccolo fosso. Scendere dalla bicicletta e, come allora, perdersi nell’emozione infantile di tener stretto tra le dita un “soffione” e, con un dolce soffio, scapigliarlo tutto solo per vedere da quale parte soffia la brezza profumata di primavera.

Fra qualche giorno o settimana, quando ovunque pioverà il “cotone” dei piumini dei pioppi, non so quanta poesia potrei vivere tra uno starnuto e l’altro, tra un accidenti e l’altro…

:-)

❤ Benben


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