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A sua immagine, trasmissione di Rai 1, non l’hanno detto ed allora velo dico io. Il Papa in Messico ha fatto il furbo, come sempre.

Creato il 26 marzo 2012 da Slasch16

A sua immagine, trasmissione di Rai 1, non l’hanno detto ed allora velo dico io. Il Papa in Messico ha fatto il furbo, come sempre.Domenica mattina stavo seguendo la Formula 1 e per combinazione, dato che l’hanno spostata su Raiper fare posto alla trasmissione  A sua immagine e ne visto un pezzetto.
A sua immagine èuna trasmissione Rai per conto della Cei e di Avvenire ed è un esempio scandaloso di propaganda e di informazione pilotata.
Non so come si chiama il presentatore, viscido, che presenta il programma ma certamente supera di molto la mitica Lorena Bianchetti quando era in odore di santità, prima che ci mostrasse le cosce, i vestiti trasparenti, e la balconata.
Tanta enfasi sul viaggio di sua santità in Messico con un riguardo particolare alla prossima tappa a Cuba a picconare il comunismo e sul fatto che il Santo Padre è stato accolto da 400.000 persone in estasi come se fosse una rockstar, ma non ha cantato ha recitato l’Angelus.
In Messico c’è stato un incontro fuori programma, a sorpresa, sabato pomeriggio Benedetto XVI ha ricevuto otto famigliari di vittime della violenza dei narcotrafficanti.
Praticamente ha attaccato direttamente la concorrenza ed è una iniziativa lodevole, i narcotrafficanti sono spietati e fanno stragi a ripetizione insanguinando il Paese.
Perchè ho scritto che il Papa ha attaccato la concorrenza? Perchè la chiesa ed i narcotrafficanti trattano lo stesso prodotto ma in modo diverso, la chiesa tratta l’oppio dei popoli, la religione e la violenza l’ha abbandonata da qualche secolo, vado a memoria ma potrebbe essere anche da meno, mentre i narcotrafficanti trattano solo l’oppio e lo fa con la violenza e nel sangue.
Tra un’emozione e l’altra, su Rai 1, il presentatore mostrava la prima pagina dell’Avvenire con il titolone sull’accoglienza ricevuta dal Santo Padre in Messico ed annunciava la prossima visita a Cuba dove ne dirà 4 al comunismo.
Adesso vi devo dire quello che l’Avvenire e A sua immagine non hanno detto e cioè che in questo viaggio non c’è stato spazio per un incontro co altre vittime, quelle che hanno subito abusi da parte dei preti pedofili.
Dice l’Unità, una macchia per la Chiesa che in Messico ha un nome preciso ed ingombrante, quello di Marcial Maciel, il potente fondatore dei Legionari di Cristo.
Il Papa non incontrerà le vittime della pedofilia perchè c’è stata una certa aggressività nel chiedere l’incontro, ha detto il portavoce vaticano, ed io li capisco.
Intanto le vittime dei preti pedofili sono degli ingrate, alle carezze ed ai baci dei preti rispondono in modo aggressivo e questo non è educato e fa tanto male al cuore del Papa  che avrebbe voluto parlare di spiritualità e non di piaceri carnali perversi.
L’Unità non l’ha scritto ma io penso che ci sia un’altra ragione nel mancato incontro con le vittime dei preti pedofili, sono vive, indignate e parlano, potrebbero parlare e denunciare al Papa stesso le violenza che hanno subito e Benedetto XVI non potrebbe perseguire la linea di difesa che ha adottato per difendersi dalle accuse, io non c’ero e se c’ero dormivo.
Alcune delle vittime, in concomitanza con al presenza del Papa, hanno presentato il libro-inchiesta sul fondatore dei Legionari di Cristo: La voluntad de no saber, lo traduco per i leghisti anche se non ne avrebbe bisogno, La volontà di non sapere, scritto dall’ex prete Alberto Athiè, l’ex legionario Josè Barba ed il biografo di Maciel Fernando M. Gonzales, grazie alle rivelazioni di alcuni documenti riservati del Vaticano che dimostrerebbero come nella Curia romana i crimini di Maciel fossero noti da diversi decenni.Come possiamo capire tutti le vittime dei narcotrafficanti non possono parlare, le vittime dei preti pedofili parlano e scrivono libri, meglio stare alla larga e parlare dei comunisti.
Però, l’ho letto ieri su internet, il Papa ha avuto un pensiero per i bambini ed ai 400.000 presenti all’Angelus ha detto: proteggere sempre i bambini. Pensate quanto è buono ed astuto il Papa, da una parte ha fatto sentire in colpa i genitori dei bambini vittime dei preti pedofili e dall’altra ha dimenticato di aggiungere l’avvertimento più importante e cioè indicare dov’è il pericolo.
Pensate se avesse detto la frase compiuta: Proteggere sempre i bambini, in modo particolare se vanno all’oratorio, in sagrestia o fanno i chierichetti.
Avrebbe fatto un’opera pia.
Padre Lombardi, scusate ma non so chi sia, però ha commentato così:  penso che sia veramente ingiusto considerare papa Benedetto come qualcuno che ha lavorato contro la verità e la trasparenza. L’invito a proteggere ed accudire i bambini perchè mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia.
Potrebbe essere un ambiguo riferimento al tema doloroso degli abusi, ed è una vita che la Chiesa fa riferimenti tra le righe senza affondare il coltello nella piaga e non solo sul tema della pedofilia clericale ma anche sui martiri stessi della religione cattolica.
A sua immagine, trasmissione di Rai 1, non l’hanno detto ed allora velo dico io. Il Papa in Messico ha fatto il furbo, come sempre.Come non ricordare che Giovanni Paolo II , beniamino delle folle cattoliche che lo vogliono santo subito senza se e senza ma, nel suo viaggio in America latina ha trovato il tempo per incontrare Pinochet e non ha detto una parola sull’omicidio di Mons. Romero che è stato ucciso mentre celebrava la messa il 24 marzo del 1980.
Ha incontrato la chiesa ufficiale che appoggiava la dittatura, si è fatto fotografare a fianco di Pinochet ed ha permesso i solenni funerali in chiesa del dittatore assassino.
Non ho fatto una ricerca nel web, non so se anche Pinochet ha avuto l’onore di essere sepolto sotto un altare di qualche basilica come Enrico De Pedis, detto Renatino, il capo della banda della Magliana assunto agli onori degli altari per i servizi resi al vaticano ed ai suoi cardinali.
Compresa la carne fresca.
P.S. Nella foto sopra non c’è scritto ma ve lo dico io, risponderà alle vostre domande, ma non a quelle domande. Chiaro, non fate i furbi.


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