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A Tripoli (Libia) c'è invece la crisi dell'acqua a opera della milizia di Brak Al Shati

Creato il 28 ottobre 2017 da Marianna06

LIBIA MISURATA

Alcuni residenti di Tripoli hanno iniziato a scavare pozzi rudimentali alla ricerca disperata di acqua dopo che da almeno dieci giorni i rubinetti sono a secco in diversi quartieri della capitale libica. Il sito web informativo libico “Libya Herald” riferisce che il centro della città è ancora privo di acqua, mentre ieri pomeriggio è ripreso l’approvvigionamento idrico a Suq Al-Juma, un quartiere orientale di Tripoli. A causare la crisi è la milizia di Brak Al Shati (foto), originaria del sud della Libia, che ha chiuso le valvole del grande fiume artificiale (l’acquedotto libico che preleva acqua dolce di origine fossile dal Sahara libico per condurlo lungo la costa, opera faraonica voluta dal defunto colonnello Muhammar Gheddafi) chiedendo la liberazione del loro leader, Mabrouk Ahnish, arrestato dalle forze speciali di Tripoli "Rada" nel quartiere di Warshefana, a ovest della capitale.
I miliziani hanno dato alle fiamme la sala di controllo della sottostazione idrica di Shewerif, che regola l’erogazione dell’acquedotto, fermando l’afflusso di acqua potabile verso la Tripolitania. L'entità dei danni subiti non è ancora chiara. La crisi ha portato in alcuni quartieri di Tripoli a una vera e propria corsa all’acqua, che nel frattempo è diventata cara e spesso non è potabile, essendo estratta da pozzi improvvisati. Gli sforzi per risolvere la crisi, secondo “Libya Herald”, hanno coinvolto anche Abdullah Senussi, ex capo dei servizi segreti di Gheddafi e membro della tribù dei Magarha, da cui provengono anche i miliziani responsabili del blocco dell'acquedotto. (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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