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A.A.A. deputati offresi. E’prostituzione? Sì, e allora?Per gli altri non c’è una lira

Creato il 14 settembre 2010 da Massmedili

Bankitalia: debito pubblico record E crollano le entrate fiscali Tante cose succedono, e così strane, che si fa fatica a decidere da dove iniziare. Forse dal Bollettino statistico della Banca d’Italia che ci informa, senza anestesia, che il paese va a rotoli… 

…infatti, secondo l’amena pubblicazione già a giugno il debito pubblico italiano era arrivato a 1.838,29 miliardi di euro con una crescita del 4,76 rispetto a un anno prima. Per quelli che ”le cifre mi fanno un baffo” si ricorda che questo vuol dire che ogni italiano, bebé e ottuagenari inclusi, ha 30.633 euro di debito statale in capo. Come capofamiglia vuol dire che ne ho circa 92 mila. Nel frattempo le entrate tributarie sono scese del 3,4% (senza un solo euro di taglio alle tasse sui redditi, if any) e il rapporto debito/PIL continua ad aumentare. Allegri!

Poco da scherzare, allora se l’ottimo Sergio Rizzo (inventore di casta e cricca, grazie Sergio) ci informa dalle pagine del Corriere  che i precari della scuola non sono 200 mila come stimato dal ministero, ma almeno 500 mila (a livello di famiglie, una città come Milano) e che ci vorranno almeno 30 anni per sistemarli. Quelli che nel frattempo sopravviveranno. Ma per Mariastella Gelmini,  ministro della pubblica distruzione (come viene chiamata ormai su molti siti della scuola) la sua riforma “epocale” mette le cose a posto, altro che proteste, che tanto ci sono sempre state!

Ma se i precari della scuola sono mezzo milione, quanti sono i precari in Italia? Tanti, tantissimi. E poco solidali, come testimonia nella stessa pagina di Sergio Rizzo Dario Di Vico che ci informa che le partite IVA (8 milioni) sono furibonde perché si parla troppo dei problemi dei metalmeccanici (2 milioni) e di Pomigliano e mai dei loro e di quelli di un altro mezzo milione di Cocopro, mica un insulto (vagheggino coprofilo, pappagallino merdaiolo o qualcosa di simile) ma, in questo paese, pur sempre un lavoro… Ora, a parte ricordare l’apologo di Menenio Agrippa (non si vede come parlare del malessere di qualcuno possa aggravare quallo di qualcun altro: è la situazione del paese che fa schifo. Qualsiasi gara fra le categorie a dire “io sto peggio di te” non aiuta nessuno, a meno che l’obiettivo non sia quello di improbabili sussidi pubblici di breve periodo) mi pare che le tute blu di Pomigliano non abbiano chiesto tutta questa attenzione, anzi, credo che ne farebbero volentieri a meno… più che altro, almeno, sono brave a farsi notare, il che non si può dire delle Partite IVA, a parte appunto le attenzioni di Di Vico o del Buon Bortolussi della CGIA di Mestre. A parte, ovviamente, la considerazione di fondo, non proprio ottimistica ma probabilmente realistica,  che ha fatto l’ottimo Edmondo Berselli nel suo ultimo libro (postumo), che noi italiani dobbiamo prepararci tutti a tornare ad essere più poveri, e senza molte prospettive di riarricchimento…

Per l’intanto un tale Augello Stracquadanio (il fatto che il nome sia vero e non inventato fa quasi stramazzare) deputato PDL, dichiara pubblcamente che prostituirsi per fare carriera politica è normale, e non è un male, anzi. L’unica voce contraria all’interno del PDL (almeno secondo i media) quella di Alessandra Mussolini (lei poi è pura fantascienza: provate a spiegare a un americano o a untedesco che un’importante figura politica nazionale è un incrocio genetico fra il Duce e Sophia Loren. Vi guardenranno con quell’aria “mi prendi per scemo?” che non vi meritate). Comunque grazie. Stracquadanio giustifica così  i 20 (o più?) colleghi suoi eletti nelle file dell’opposizione che hanno aderito alla proposta (economica) di Berlusconi di votare per il governo. E tanti saluti alla volontà dei sempre invocati elettori… finche regge il collante, perché sul futuro del Governo le incognite mica sono dissipate.

Resta da capire come giustificheranno questi deputati eletti nelle file dell’opposizione, di cui gran parte siciliani,  il loro improvviso amore per il governo più filo libico di sempre con gli elettori di Mazara del Vallo, i cui pescherecci vengono presi a colpi di mitragliatrice (italiana) da motovedette libiche (regalate dall’Italia) con a bordo militari italiani. E peggio il tacon del buso delle scuse filogovernative (italiane) sul “deplorevole incidente”. Maroni, ministro dell’interno, ha detto che si erano sbagliati: i libici avavano preso il nostro peschereccio per una barca di clandestini. Il che significa che i clandestini, grazie al geniale trattato italo libico, vengono fermati con le mitragliatrici: pratica da pirati o da nazisti? Anche l’impavido Frattini, per i libici tappetini, responsabile degli esteri si è affrettato a parlare di “incidente” e a sottolineare fortissimo che “ciò non cambierà affatto gli eccellenti rapporti fra Italia e Libia”. Che deve fare ancora Gheddafi per farci capire che ci considera una merda? Dopo aver devastato mezza Roma con la sua imbarazzante visita bombardare anche un’altra città italiana a caso, possibilmente con materiale bellico che gli abbiamo regalato noi?

Qualcuno replicherà: il solito disfattista. Vorrei rispondere solo: meglio disfattista che strafatto o analfabeta, le uniche condizioni possibili per prendere in mano un quotidiano di oggi e non essere colto da malore.


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