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Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Gazzaniga

Creato il 06 ottobre 2018 da Frailibri

Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Gazzaniga (Rizzoli 2018), illustrazioni di Piero Marcola.

Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Gazzaniga
Le abbiamo toccate davvero io e Nicoletta (8 anni) le stelle. Venti storie di campioni, ben lontane nello stile e nelle intenzioni da altre storie di personaggi alternativi che avevamo, per forza di cose, letto in passato. Ho riscoperto storie che conoscevo, per averle vissute tramite la televisione o i giornali quando ero ragazzina e ho trovato storie nuove di cui avevo solo sentito qualche stralcio. Il valore aggiunto di questi racconti, rispetto a ogni altra narrazione di questo tipo, è l’aver scelto come fulcro della storia non solo l’impresa sportiva, ma l’aspetto umano dei protagonisti e il valore morale, sociale dei loro gesti, e non solo delle loro gesta.

Si dice che per trasmettere valori, infondere fiducia, varcare le barriere l’esempio sia il “metodo” più efficace. Questo libro ne è la dimostrazione pratica.
Ogni racconto può essere letto come una favola, di quelle degli autori antichi, che hanno una storia a cui il bambino o il ragazzo si abbandona, immedesimandosi, e una morale, anzi meglio, un messaggio che rimane molto più impresso se rapportato a un evento, a un caso reale, tangibile, e rappresentato proprio lì, nelle pagine precedenti alla chiusa.

I racconti che Riccardo Gazzaniga ha scelto di condividere hanno tutti una struttura perfetta per lo scopo. Ogni storia ha un focus, una frase che mette in evidenza lo spirito, un’illustrazione che cattura uno dei momenti cruciali ed è sviluppata in tre fasi principali che ne rendono la lettura accessibile ed entusiasmante.
Si parte dalla presentazione di ogni personaggio, la sua attività, il suo sport e poi la “crisi”, con un tono pacato e un ritmo lento; ritmo che sale e si fa incalzante, quasi come in una telecronaca, al momento di inquadrare l’evento sportivo cruciale; la storia culmina in un finale ampio, solare, che chiude con un messaggio lontanissimo dalla tendenza, moderna e social, al moralismo e lascia, dal più piccolo all’adulto, spunti di riflessione e domande sul passato, e sul futuro.
Leggerlo insieme con i bambini o i ragazzi permette di spogliarsi di quella sovrastruttura che a volte ci fa rassegnare, o disperare, davanti a un pregiudizio, a un’ingiustizia; ci fa partecipare, osservare al di là della storia stessa. È quello che è successo a Riccardo Gazzaniga, che tramite la sua esperienza ci dà la chiave di lettura con cui affrontare queste storie. Lui stesso, infatti, davanti alla storia che ha aperto questa sua avventura editoriale, non si è fermato alla superficie di un evento; ha studiato, letto, approfondito per capire perché due ragazzi di colore indossassero un guanto ciascuno sul podio di una finale olimpica di corsa e un ragazzo bianco stesse lì, insieme a loro, a capo chino. E lo ha raccontato sui social, innescando curiosità, condivisioni, traduzioni, discussioni. Da lì è partito il desiderio in lui di scrivere altre storie e nei lettori di ascoltarle.

Il bagaglio che ci si porta dietro da questa lettura è la prova tangibile che a volte il vero successo non è salire su un podio, ma prendere quello stesso podio e smontarlo, liberarlo da ogni sovrastruttura, congettura, consuetudine. Lottare contro chi non permette a una donna di gareggiare; superare una difficoltà oggettiva, rialzarsi anche se sembra impossibile, e tornare a vincere; combattere la discriminazione contro il colore della pelle, il sesso, l’appartenenza; avvicinarsi a un piccolo fan ammalato, prendersene cura, con la dolcezza di un amico più che di una star; spingere a nuoto un gommone che trasporta uomini e donne che scappano dalla guerra.

Non sono tutte storie a lieto fine, così come è la vita; ma anche dove non c’è la vittoria conclusiva, non manca mai la luce della speranza e la gioia di aver lottato fino alla fine, per sé stessi e per gli altri, per un’ideale e per la possibilità di realizzarlo.

Questo è un libro che innesca discussioni (mia figlia mi ha tempestato di domande), crea occasioni per parlare di argomenti forse lontani, poco “quotidiani” per un ragazzo molto giovane e fa partire sotto la pelle emozioni che si diffondono con la potenza di una bella storia raccontata bene, con onestà e con un bel pezzo di cuore, oltre che con i ferri del mestiere.

Qui la scheda del libro e qui la pagina Facebook dell’autore, da cui tutto ha avuto inizio.


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