Abduction: per fuggire insieme Taylor Lautner è un ottimo partner

Creato il 02 ottobre 2011 da Dejavu
Ci voleva proprio un film sulla crisi d'identità per fare di Taylor Lautner un attore completamente nuovo e ormai libero da quell'ingombrante licantropo che era Jacob.E' giunta l'ora di scendere dall'affollato carrozzone di Twilight per camminare da solo, nella storia del Cinema. 

Abduction rappresenta l'occasione per un divorzio dal passato. Il sottotitolo italiano non a caso recita lo slogan: "riprenditi la tua vita". Ora, non è che la vita di Nathan Harper facesse proprio schifo prima che scoprisse di non essere Nathan Harper: folli corse arrampicato al parabrezza dell'auto, festini da alcoolisti in piscina,  squinzia più bella della classe ai suoi piedi e abitante solo due numeri civici più in giù, (falsi) genitori adoranti e una casa tipo quelle all'Olgiata.Il vero problema è che il suo nido famigliare è costruito sui rami di una pericolosissima menzogna.Complice una ricerca scolastica, salta fuori che il suo vero nome è un altro e che le foto di quand'era bimbo sono pubblicate in un sito di persone scomparse che riporta anche le loro eventuali fattezze da adulti. Come se a Chi l'ha visto? mostrassero l'attuale fisionomia di Denise Pipitone o di Angela Celentano. Nathan si accorge con orrore di far parte di quel sito e viene travolto dalla crescente certezza che il padre e la madre in realtà siano solo due perfetti estranei. Spinto dalla voglia di capire, commette l'imperdonabile leggerezza di rispondere all'annuncio sul web mentre alcuni hacker al servizio di organizzatissimi sicari lo localizzano senza difficoltà. L'inarrestabile procedura per catturarlo è ormai partita. Nessuno di coloro che frequenta sono al sicuro. Non gli resta che la fuga con la sua ragazza e l'aiuto di una dottoressa che non è affatto chi dice di essere.













Taylor Lautner nei panni di Nathan - le rare volte in cui ovviamente è vestito - è assolutamente perfetto nel prestare il corpo ad un film che si regge completamente sull'azione. Lo dice lo stesso Lautner in uno scampolo d'intervista.

“Ho dovuto anche usare una moto da cross. Ho fatto un sacco di prove. Ero un po’ spaventato all’inizio ma è andato tutto bene. Sono scivolato qualche volta, ma niente di grave. C’è una scena di boxe nel film, ho dovuto boxare per due mesi prima delle riprese. Mi sono allenato a casa, sul retro insieme a mio padre. Mi è venuto a trovare anche John [Singleton, il regista ndr]. E’ stato divertente , non avevo mai boxato prima d’ora. Devi mettere in moto tutti i muscoli e ti inzuppi. È molto faticoso… e disgustoso”.
Purtroppo il suo personaggio - Nathan Harper - avrebbe avuto il disperato bisogno di una mimica facciale che meglio esprimesse i tormenti di un giovane ragazzo attorno al quale si crea all'improvviso una voragine di intrighi e tradimenti. Lautner, in questo, è un po' carente. Il suo grado di espressività raggiunge l'apice della seduzione ma tocca un fondo di alabastro quando deve piangere ed emozionarsi.
E' poi lo stesso regista - Singleton - a inciampare in una storia che mescola impropriamente l'action movie e il teen drama, la fantapolitica e la Fanta aranciata, costringendo così due giovani liceali a diventare adulti nel giro di un quarto d'ora passando dalla pomiciata a mitragliata. Però è montato, serrato e intrattiene divinamente. Anche perché può contare sulla recitazione di mostri sacri quali Sigourney Weaver, Alfred Molina e una sempre gradevole e commovente Maria Bello. Misurarsi con loro, per un talento ancora acerbo, dev'essere stato faticoso.
Il dilemma che ora pende su Taylor Lautner però è capire se, lasciata la saga di Twilight si appresti ad entrare in quella diThe Bourne Identity!

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