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About noise

Creato il 14 maggio 2017 da Simonostansimone @simonostan

    Questa mostra omaggio a Luigi Russolo, non ha altra ambizione se non quella di raccogliere attorno alla figura del Maestro gli ultimi sviluppi artistici della sua grande intuizione descritta nell’Arte dei Rumori del 1913, poi pubblicato nel 1916 in Milano. 

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    About Noise/Attorno al rumore prende avvio dalla pittura futurista con opere del primo e secondo futurismo. E’ oramai consolidato il giudizio che la prima pittura futurista, molto accesa nelle parole dei manifesti inneggianti al Futurismo, in realtà nelle tele dipinte risentiva più che altro del cubismo francese con colorazioni ancora tardo simboliste. Significativo, all’epoca, fu il dibattito di Marinetti con gli artisti russi, come Malevic e la Goncharova, durante il suo viaggio a Mosca nel 1914 (catalogo mostra: Futurismo & Futurismi, Bompiani 1986). Il suo tentativo di subornarli andò a vuoto e loro rivendicarono la loro originalità. Da ciò si evince che le parole dei vari Manifesti sulla Pittura, Scultura, Foto- dinamismo e Musica erano più progredite este- ticamente che le produzioni artistiche stesse. Ciò che ruppe tutti gli indugi, e fu Futurismo puro, è il manifesto dell’Arte dei Rumori (bruits) di Luigi Russolo. Se Marinetti compenetrava alle parole i suoni, con i suoi Tum Tum, TaTa- Bum, Zang e Tung in funzioni guerresche onomatopeiche, Russolo portò il Rumore, e le sue suddivisioni in classi di rumori, all’interno della musica europea che non conosceva una pos- sibilità del genere, fino ad allora. I rumori erano usati in teatro, all’epoca, mentre nella musica, il rumore e le sue intensità e così i timbri, erano per lo più sconosciuti. Tant’è che gli stessi Stravinskij e Satie ne furono dapprima entusiasti, anche se poi li usarono solo in termini colaterali alla musica. Pur tuttavia la dimensione aperta dai concerti di Londra e Parigi di Russolo trovò nell’ambito europeo grande ascolto e simpatie, tanto da fare di lui uno degli innovatori della musica mondiale. E nella lenta fine del Futurismo, già nel 1919 Carrà e Morandi se la filavano spostandosi verso i Valori Plastici del nostro Tre/Quattrocento rinascimentale, già morto Boccioni nel 1916 (amico del mu- sicista Ferruccio Busoni che andrà in Svizzera e lì insegnerà variazione ritmiche e contrappunto ad uno dei più grandi artisti dadaisti: Hans Richter), Marinetti & Co si iscriveranno al partito fascista: iscrizione mai eseguita da Russolo che per questo non fu più invitato alle manifestazioni dei futuristi e quindi subì l’onta del silenzio. Ma ciò fu probabilmente pure la sua fortuna nel senso che il mondo degli ar- tisti riconobbe in Lui colui che per primo unì l’estetica futurista: velocità, movimenti, guer- ra, e civiltà industriale alla quotidianità banale della vita, unendo così cultura bassa a cultura alta in un binomio artistico tuttora valido. E da qui prende le mosse la nostra mostra che tenta di coniugare le onomatopee belliche dei rumori marinettiani e delle sue composizioni tipografiche alla forza delle nuove macchine “leonar- desche” inventate da Luigi Russolo che producono nuovi suoni. Nuovi rumori che doneranno così linfa vitale alle avanguardie del dopo guer- ra che arriveranno a osar dire (memori dell’assunto russoliano: cultura Alta + cultura Bassa = Bruitisme) che l’Arte è uguale alla Vita e quindi che ognuno di Noi può essere artista, come si potrà vedere nella seconda parte di questa mostra omaggio a Russolo. 

    Boris Brollo 

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    As a tribute to our fellow of Portogruaro Lui- gi Russolo, this exhibition has the primary objective of gathering some of the Master’s latest artistic developments, stemming from the great insight he had, described in The Art of Noises of 1913, and later published in Mi- lan in 1916. About Noise / Attorno al rumore initiates with Futurist painting, and some wor- ks of the first and second periods of Italian Futurism. It is now widely considered that the outset of Futurist painting, highly charged by the words of the manifestos glorifying Futuri- sm, was actually more strongly influenced by French Cubism with colour palettes of the late Symbolists. Of significant relevance at the time was Marinetti’s debate (and exchange) with Russian artists such as Malevich and Goncha- rova, during his trip to Moscow in 1914. (cata- logue from the exhibit: Futurismo & Futurismi, Bompiani 1986). His attempt to win them over was however unsuccessful and they ended up re-vindicating their originality. This is evidence that the words of various Manifestos on Pain- ting, Sculpture, Photodynamism and Music were more aesthetically advanced at the time than the very artistic production of those me- dia. What ended up breaking this cycle, as a form of pure Futurism, was the manifesto by Luigi Russolo entitled The Art of Noises (bru- its). While Marinetti interpenetrated his words with sounds like the onomatopoeic Tum Tum, TaTaBum, Zang and Tung, carrying an almost warlike onomatopoeic charge, Russolo instead brought Noise and its various subdivisions of noise classifications into European music, whi- ch had not considered such possibilities up till then. Such sounds in that period had been used in Theatre, while in Music, Noise, along with its levels of intensity and tonal qualities of timbre were for the most part unknown. Stravinsky and Satie were initially quite enthusiastic with this discovery, even though they only used it in some lateral aspects of their music. Neverthe- less, the open dimension of Russolo’s concer- ts in London and Paris was met with critical acclaim throughout Europe, making him one of the great innovators of the music world. So during the gradual closing stages of Futurism, already in 1919 when Carrà and Morandi were making their way by moving towards the more plastic values of Italy’s 14th/15th century Re- naissance, and with the death in 1916 of Boc- cioni (friends with the musician Ferruccio Bu- soni, who went to Switzerland where he taught rhythmic variation and counterpoint to one of the greatest Dadaist artists Hans Richter), Marinetti & Co subscribed to the Fascist party. That pledge was never made by Russolo; so, for the same reason, he was no longer invited to Futurists events, and he thus suffered an in- dignity of silence. However, this was probably also his fortune, in the sense that the world of artists recognized him for being the one who first succeeding in uniting a futurist aesthe- tic: velocity, movement, war and industrial ci- vilization, to the daily routine of everyday life, thus combining ‘low culture’ and ‘high culture’ into an artistic pairing; one which is still valid and recognised today. And this is where our exhibition sets forth, in attempting to combi- ne the warlike onomatopoeias of Marinetti’s noises and his typographic compositions with the force of the new “Leonardoesque” ma- chines, invented by Luigi Russolo, to produce new sounds. New sounds that would confer the lifeblood to the avant-garde movements following the Second World War and daringly state (conscientiously aware of Russolo’s pro- posal: High culture + Low culture = Bruitisme) that Art is equal to Life, and therefore every one of us can be an artist, as we will see in the later part of this exhibition tribute to Luigi Russolo. 

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