Acero

Creato il 17 dicembre 2012 da Informasalus @informasalus


Tutte le specie di acero condividono le medesime proprietà medicinali

Nome scientifico: Acer sp.
Famiglia: Aceraceae
Nomi volgari: acero, acero di monte, acero riccio, acero oppio, loppio, acero alpino, testucchio.
Etimologia: Acer, forse dal latino “acer” = appuntito, aspro, duro.
Nelle nostre regioni allignano nove specie di acero.
Crescono nei boschi termofili di latifoglie fino a 1600 m.
Fioriscono in aprile-maggio.
STORIA E TRADIZIONI
Teofrasto scrive che l’acero era prescelto per i mobili di maggiore eleganza e Ovidio (43 a.C.- 17 d.C.) ci ricorda che di acero era il trono di Tarquinio Prisco (616-579 a.C., quinto re di Roma).
Nella mitologia greca l’acero era l’albero di Fobos, il dio della Paura, considerato generalmente figlio di Ares di cui era, col fratello Deimos, il Panico, l’accolito nelle battaglie. Quest’attribuzione era certamente dovuta al colore rosso sangue delle foglie dell’acero pseudoplatano in autunno. Perciò, i Greci e i Romani gli preferivano di gran lunga il platano, le cui foglie non assumono quel colore sinistro, e già a Creta era un albero consacrato all’unione di Zeus e di Europa. Il carattere “funesto” fa sì che sia raramente citato nei testi antichi, e si riflette ancora nel folclore europeo, dove la paura s’è in un certo qual modo capovolta, non colpisce più gli uomini, ma l’oggetto del loro timore, ad esempio i pipistrelli.
Si dice, secondo una leggenda, che in Alsazia e in Germania le cicogne mettessero ramoscelli d’acero nei nidi per tenerli lontani, perchÈ questi piccoli mammiferi volanti ne facevano abortire le uova solo toccandole.
Nell’America del nord gli aceri si prendono una splendida rivincita; è anche vero che si tratta di altre specie, come il famoso acero da zucchero, la cui foglia orna la bandiera canadese, o l’acero rosso, gloria dei boschi autunnali durante l’“estate indiana” nella Nuova Inghilterra.
Dodoens (XVI secolo) riprendendo Serenus Samonicus (medico e poeta latino del III secolo d.C.) consiglia le radici di acero macerate nel vino e bevute per combattere i dolori del costato.
PROPRIETÀ E IMPIEGHI
Tutte le specie di acero condividono le medesime proprietà medicinali.
Dell’acero s’impiegano la corteccia dei rami, la linfa e le giovani gemme.
La corteccia si raccoglie in primavera (badando a non esagerare per non danneggiare la pianta), essiccata al sole e conservata in sacchetti di tela o di carta.
La droga contiene soprattutto tannini e le sono attribuite proprietà astringenti e rinfrescanti. È usata all’interno come antidiarroico e all’esterno per rinforzare le pelli arrossate e delicate.
La linfa è raccolta in primavera e riposta rapidamente in frigorifero, deve essere usata in breve tempo, perché di difficile conservazione. La composizione è ancora mal conosciuta, ma contiene allantoina, trova impiego, all’esterno, come riepitalizzante.
Le gemme di Acer campestre L. sono macerate in un’opportuna soluzione (acqua, glicerina, alcol etilico) e trasformate in gemmoderivato.
Questo macerato glicerico ha proprietà antiinfiammatorie, con particolare tropismo per cistifellea e modificatrici della composizione della bile. È impiegato, all’interno, per ridurre la formazione di calcoli biliari (ed eventualmente sciogliere quelli già presenti), per frenare le contrazioni della cistifellea, come ipoglicemizzante, e per proteggere i vasi nelle arteriosclerosi.
Chi scrive ha ottenuto buoni risultati nel trattamento di herpes oftalmici e recidivanti.
Non sono state segnalate controindicazioni, reazioni avverse o interazioni con altre piante medicinali o farmaci.
ALCUNE PREPARAZIONI
Uso interno
- Decotto (corteccia) 5%: 2-3 tazzine il giorno, come astringente nelle diarree.
- Macerato glicerico: 30-50 gocce, tre volte al dì, prima dei pasti, nelle dismetabolie, nelle
discinesie della cistifellea, come ipoglicemizzante, nei calcoli biliari, nelle nevralgie, nei tic nervosi, negli herpes oftalmici.
Uso esterno
- Decotto (corteccia) 8%: per applicazioni e bagni, come rinforzante e riepitalizzante sulle pelli arrossate e fragili, e sugli eritemi.
- Linfa: idem.


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