Magazine Diario personale

Acque Chete – 3

Creato il 05 giugno 2019 da Pontomedusa @Pontomedusa

Genere: Thriller, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Forse ci scappa un po’ di sesso, Parole sporche

Capitolo 5/31

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Acque Chete – 3

3

Dopo averlo accompagnato nella sua camera, Viola se n’è andata. Paolo si guarda intorno; è una bella stanza, arredata con gusto moderno, e il colore dominante è il verde smeraldo. Paolo si siede sul letto e cerca di convincersi di essere ancora sveglio e cosciente. Adesso che ci pensa, non ha neanche un cambio di vestiti; non è certo venuto all’agenzia con una valigia.

Bussano alla porta. Quando Paolo invita a entrare, compare il biondino della reception.

Ciao! Ti ho portato degli asciugamani. Il bagno è in fondo al corridoio. Io sono Davide, a proposito.”

Piacere…io mi chiamo Paolo.”

Sì, lo so…”

Ah, giusto, te l’ha detto Viola. Senti, grazie per gli asciugamani, ma non ho vestiti puliti…”

Mmmm, vero! Mi pare di capire che tornare a casa tua sia troppo pericoloso, di sicuro Viola non te lo permetterà.”

Potete prestarmi qualcosa?”

Be’…” Davide gli lancia un’occhiata languida. “Mi sembri troppo muscoloso perché ti stia qualcosa di mio…Anche Damon, è bello atletico, ma mi sembra decisamente meno grosso di te…” Davide gli fa l’occhiolino.

Paolo si sente un po’ a disagio. “Be’,” dice, “dubito che Damon vorrebbe prestarmi qualcosa di suo, in ogni caso…”

Davide sospira. “Non gli sei piaciuto, eh? Be’, non mi stupisce, a parte che non gli piace nessuno praticamente…eccetto Viola…e quindi quelli che piacciono a Viola a lui piacciono ancora di meno!”

L’interesse di Paolo si è decisamente svegliato.

Ah…quindi io a Viola piaccio?”

Davide scoppia a ridere.

Eh be’, è venuta ad avvisarti, ti fa stare qui…”

Be’, ma mi vogliono uccidere!”

Che c’entra? Sapessi quante storie del genere vengono a sapere lei e Damon, col loro lavoro…Viola non si smuove mica per tutti…Secondo me le piaci. Che buongustaia!” E Davide gli fa di nuovo l’occhiolino.

Ti prego, smettila! Mi metti a disagio!”

Davide fa spallucce. “Grande e grosso come sei, non dovresti avere paura di me…non posso certo aggredirti! E di sicuro non lo farei comunque.” Davide assume un’espressione severa e un po’ offesa.

Ci credo, ci credo, è solo che…non mi piace questo genere di attenzioni. Non ti offendere!”

Va bene, lasciamo perdere…”

Paolo cerca di cambiare discorso.

L’ha arredata Viola, questa stanza?” chiede, ripensando alle poltrone blu elettrico nel suo ufficio. “Noto un certo gusto per i colori accesi…”

Ahahah sì, è il gusto di Viola…non ho mai visto la camera di Damon perché non vuole che ci entri, ma me la immagino tutta nera…scommetto che dorme in una bara!”

Paolo non sa dargli torto; Damon ha un’eleganza decadente che lo rende ancora più inquietante.

Insomma,” chiede, “si può sapere cosa fate qui?”

Davide torna serio.

Ti assicuro che è meglio per te non saperlo.”

A Damon non ha osato replicare, ma con Davide è un’altra storia.

Basta con questi misteri, sono qui, praticamente mi sono messo nelle vostre mani…lo voglio sapere.”

Come ti ho detto, io sono il contabile…”

E dai…non ci credo che non lo sai. Altrimenti non avresti detto che è meglio per me non saperlo.”

Davide sospira.

Sono sicari a pagamento,” dice.

Paolo ha bisogno di qualche secondo per elaborare l’informazione.

Cosa…?”

Io ti avevo avvisato. Ma se ti può consolare, uccidono solo gente cattiva. Per scelta di Viola.”

Ah. Perché Damon invece…”

Credo che lui ucciderebbe anche me e te, se non ci fosse Viola a tenerlo a bada. Si trattiene solo per fare piacere a lei. Ho la netta impressione che lui si diverta.”

A ammazzare la gente…?”

Esatto.”

E Viola invece…”

No, per lei è una questione di giustizia. Non è malvagia, è spietata.”

Ah. E quale sarebbe la differenza?”

Una persona malvagia fa cose cattive per il gusto di farle, una spietata le fa perché le ritiene necessarie.”

Ah be’, allora…mi sento proprio al sicuro qui.”

Forse è meglio tornare a casa e affrontare dei killer ipotetici, piuttosto che restare qua in mezzo a killer certi.

Ma sì, non hai niente da temere…Viola ti proteggerà.”

Speriamo…”

Te lo assicuro. Vado a chiederle cosa pensa di fare per quei vestiti.”

D’accordo…grazie.”

Quando Viola rientra nel suo ufficio, Damon è ancora seduto sul bracciolo della poltrona.

Sei rimasto pietrificato? La poltrona sarebbe più comoda,” dice lei.

Sulla poltrona vieni a sederti tu, così stiamo vicini.”

Viola ridacchia.

Mai avvicinarsi troppo a te,” dice. “È pericoloso.”

Mi hai messo in casa quel tizio, me lo merito almeno un contentino, no?”

Viola si stringe nelle spalle.

Hai ragione,” dice. Va a sedersi sulla poltrona, e Damon avvicina il viso a un centimetro dal suo, guardandola negli occhi. Viola sostiene il suo sguardo, un sorrisetto sulle labbra.

Insomma,” chiede Damon, “cosa ne vuoi fare di quello scimmione?”

Non è uno scimmione…ha una laurea in informatica.”

A vederlo, avrei detto che fa il taglialegna in qualche posto sperduto sulle Alpi.”

Mmm…non sarai un po’ geloso?”

Di quello? Dovrei?”

Be’…è molto carino.”

Damon si allontana bruscamente da lei.

Non mi dirai che ti piace!”

Lo sai che mi piace, altrimenti avrei lasciato che lo ammazzassero e tanti saluti.”

La possibilità che venga ammazzato rimane molto concreta.”

Damon!”

Damon si limita a socchiudere gli occhi.

Non farmi arrabbiare,” dice Viola. “Tu lo lascerai in pace. Anzi, mi aiuterai a fermare quelli che vogliono ucciderlo.”

Damon digrigna i denti.

No,” dice.

Per favore…”

Non guardarmi così.”

Viola ridacchia.

Ti guardo così perché so l’effetto che ti fa,” dice.

Te ne approfitti, bambina, ma lo sai che scherzi col fuoco.”

Per me è come giocare con una tigre come se fosse un micino. Mi piace…il rischio, il brivido, e il senso di…potere.”

Damon sorride.

Per questo mi piaci…tu sei pazza, lo sai, bambina?”

Pazza mi sembra esagerato…sono imprudente. E comunque, se sono pazza, sono pazza in modo carino.”

Damon avvicina di nuovo il viso a quello di Viola. Lei sente un certo calore nel bassoventre.

Oh, sì. In modo adorabile,” dice Damon.

Allora mi aiuterai?”

Damon sorride, un sorriso assassino, proprio. Viola sente un brivido lungo la schiena, per nulla spiacevole.

E cosa ottengo in cambio?” chiede Damon.

La mia imperitura gratitudine.”

Non sono certo che basti.”

Bussano alla porta. Damon guarda verso l’uscio, senza allontanare il viso da quello di Viola.

Che c’è?” ringhia.

Ehi, è il mio ufficio! Sono io che devo chiedere chi è!” dice Viola.

Insomma,” dice la voce al di là della porta, “sono Davide, posso entrare e basta?”

Sì, vieni pure,” dice Viola. Damon non accenna a allontanarsi da lei, e questo la mette un po’ a disagio, adesso che c’è Davide nella stanza; che, infatti, tossicchia, un po’ imbarazzato.

Scusate il disturbo…” dice Davide. “Paolo, di là, è senza vestiti. Oddio, magari…volevo dire…non ha un cambio di vestiti…”

Viola ridacchia.

Andare a casa sua è troppo pericoloso,” dice. “Prendi la carta di credito aziendale e compragli qualcosa.”

Che bello! Posso portarlo a fare shopping selvaggio?” dice Davide.

No!” dice Viola. “Non deve uscire, tanto meno con te, che non saresti in grado di proteggerlo. Chiedigli che taglia porta e scegli tu. Tanto hai un gusto favoloso per i vestiti,” e gli fa l’occhiolino, “quello che gli comprerai gli piacerà di sicuro.”

Grazie capo, ti adoro!” dice Davide, ed esce dalla stanza.

Damon raddrizza la schiena, allontanando il viso da quello di Viola. Adesso che sono soli, a lei dispiace un po’.

Lo ospitiamo, lo sfamiamo, lo vestiamo…” dice Damon. “Cosa siamo diventati, un fottuto orfanotrofio? Un canile?”

E su, non fare così…è una buona azione per compensare tutte le altre, caso mai esistesse l’inferno,” dice Viola con tono scherzoso. “Allora, me la dai una mano?”

Stavamo parlando della mia ricompensa,” dice Damon, e fa un sorrisetto.

Stavolta è Viola che si avvicina a Damon, ma il suo viso è all’altezza del petto di lui. Lei alza la testa per guardarlo negli occhi, da sotto in su.

Te l’ho detto…imperitura riconoscenza,” dice Viola.

Temo non basti,” dice Damon.

Ma così accumuli crediti…è come una raccolta punti,” dice Viola, e ridacchia. “Se ne raccogli abbastanza, e decidi di esigerli tutti insieme…chissà quale sarà il tuo premio.”

Ti piace proprio giocare con la tigre, eh?” chiede Damon.

Sì. Spero di non prendermi una zampata, ma il rischio è parte del gioco.”

È questo che mi piace di te. Coraggiosa al limite dell’imprudenza, affascinata dal pericolo…”

…allora è sì?”

D’accordo,” dice Damon.

Grazie!” trilla Viola, e si alza dalla poltrona di scatto, poi corre verso la porta. Si gira ancora un attimo a guardare Damon, che la fissa con un’espressione tra la furia e l’adorazione, e poi esce dall’ufficio.

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