Magazine Diario personale

Acque Chete – III

Creato il 23 luglio 2019 da Pontomedusa @Pontomedusa

Genere: Thriller, Azione

Avvertenze: Viulènza, Tematiche forti, Forse ci scappa un po’ di sesso, Parole sporche

Capitolo 6/31

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Acque Chete – III

III

Violante è sul set fotografico per la nuova campagna che sta seguendo, ma fatica a concentrarsi. Prima di tutto, i suoi pensieri sono sempre rivolti a Randalli. Sa dove abita, i posti che frequenta, chi è la sua puttana preferita, qual è il ricettatore a cui vende il ricavato delle sue rapine a mano armata.

Violante…”

Ma non ha ancora deciso cosa farne di lui. La parte rettile di lei vorrebbe ucciderlo, no…farlo a pezzi. Lentamente. Tagliare via una parte alla volta, e fargliela vedere. Che duri il più a lungo possibile.

La voce intelligente sarebbe anche d’accordo, ma le ricorda che per queste cose si va in galera. È disposta ad andare in galera per avere la sua vendetta? A volte le sembra di sì, altre no. È per questo che esita.

Per questo, e per una vocina che ancora, ogni tanto, si permette di parlare. È la vecchia Violante. Quella che trova orribile, inconcepibile uccidere un essere umano, e torturarlo poi….saprebbe convivere con questo peso sulla coscienza?

Violante…”

E ovviamente, Randalli lo segue di notte. Questo significa che dorme due o tre ore, quando va bene. Si tiene su con la forza dei nervi, ma il suo fisico comincia a risentirne.

Violante! Ma mi senti?”

Eh…?”

Ecco cos’era quel brusio di sottofondo…Giulia, la sua collega, che cercava di dirle qualcosa.

Scusa,” dice Violante, “ero sovrappensiero. Cosa dicevi?”

Quel gran pezzo di figo non ti toglie gli occhi di dosso,” dice Giulia, e le fa l’occhiolino.

Cosa….?” Violante già fatica a rispondere a tono quando si parla di lavoro, se si va sul pettegolezzo si sente veramente persa.

Il fotografo…guarda.”

E Violante guarda, solo perché la voce intelligente le dice che deve fare così, o non riuscirà mai a dare un taglio a questa conversazione che per lei è uno sforzo sovrumano. Ma quello che vede riaccende la sua attenzione.

Il fotografo è un uomo più o meno della sua età, alto, con i capelli neri e la carnagione chiara. Sotto la camicia nera e i pantaloni di pelle, si indovina un fisico atletico. Sta sistemando la macchina sul cavalletto, ma effettivamente ogni tanto alza la testa per lanciare uno sguardo verso di lei, e Violante può vedere che ha gli occhi chiari, non proprio azzurri, grigi piuttosto. Ogni suo movimento è elegante, quasi…felino. La parte rettile del suo cervello le dice che in lui c’è qualcosa di pericoloso, come se si trovasse davanti un predatore. La voce intelligente le dice che non è proprio il caso di aggiungere alla sua vita un altro elemento, o rischia veramente di annaspare e non farcela più. Ma la vecchia Violante (la voce stupida?) le dice che di un uomo così si potrebbe innamorare.

Il fotografo si è accorto che anche lei lo sta guardando, e le lancia un sorrisetto. Violante distoglie subito lo sguardo, ed è sicura di essere arrossita. Dannazione.

Hai visto?” dice Giulia.

Lasciamo stare,” dice Violante.

Ma dai, non mi dire che non ti piace!”

Per favore…” A parte tutto, lei si considera ancora sposata con Giorgio. Ma non ha voglia di spiegarlo a quell’oca di Giulia.

Uff…d’accordo.”

Violante cerca di concentrarsi su quello che deve fare.

Hanno finito di truccare la modella?”

Vado a vedere,” dice Giulia, e sparisce.

Violante tira un sospiro di sollievo.

Randalli è nell’appartamento da due ore, ormai, e non accenna a uscire.

Violante è seduta in macchina, fuma l’ennesima sigaretta e si mangiucchia le unghie fra un tiro e l’altro. Si è chiusa dentro, ovviamente. Questo è un quartiere infrequentabile di giorno, figurarsi di notte. Per una donna sola, poi.

Vista la zona, immagina che Randalli sia andato a trovare il suo spacciatore. Ma ci sta mettendo troppo, avrà deciso di consumare la sua dose sul posto? E se è così, quanto ci vorrà perché sia in grado di uscire di lì? Violante ammette che di queste cose non se ne intende ancora abbastanza.

Finalmente, Randalli esce dal portoncino, ma quasi subito si infila in un vicolo. È troppo piccolo e deserto perché lei possa seguirlo in macchina; anche mezzo fatto come sicuramente è, Randalli la noterebbe di sicuro.

Violante impreca. Non può lasciarlo andare così. Infila nella tasca della giacca lo spray al peperoncino. Prende anche le chiavi, ed esce dalla macchina.

Si infila nel vicolo, e quasi subito scorge la sagoma di Randalli. Si sforza di seguirlo senza avvicinarsi troppo, e senza fare rumore.

Ma la parte rettile le dice che c’è qualcosa che non va. Violante continua a camminare, ma intanto cerca un vetro o qualche altra superficie riflettente per controllare se qualcuno la sta seguendo, senza doversi girare. Ma intorno a lei ci sono solo muri di pietra.

Imprecando mentalmente, mette una mano in tasca, stringe fra le dita lo spray, poi si volta di scatto. Prima che riesca a vedere qualcosa nel buio, una mano già stringe il suo polso in una morsa d’acciaio, e un’altra le preme la bocca, impedendole di gridare. La mano sinistra è libera, ma l’uomo è troppo vicino, troppo alto e troppo forte perché possa tentare qualcosa.

Brava incapace, dice la voce intelligente.

Non avere paura,” dice l’uomo che l’ha aggredita. Una voce profonda e sensuale, con un leggero accento inglese.

Violante ovviamente ha paura da vendere, il cuore le batte così forte che sembra voglia uscirle dal petto, e tutti i suoi muscoli sono tesi.

Adesso ti lascio andare,” dice l’uomo, “ma tu promettimi di non gridare. Anche perché non vogliamo che il tuo amico laggiù si accorga di te, giusto?”

Giusto. Randalli. L’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento, e per un minuto Violante si è dimenticata della sua esistenza. Violante fa cenno di sì con la testa.

La mano intorno al suo polso allenta un po’ la presa, senza lasciarla andare però, mentre l’altra le libera la bocca.

Adesso che i suoi occhi si sono abituati al buio e che la paura è un po’ diminuita, riesce a distinguere i lineamenti dello sconosciuto, che le sembra tanto…il fotografo della settimana scorsa?!

Come se le leggesse nella mente, lui le scocca un sorrisetto. Un sorrisetto sexy. La voce intelligente le dice che non è il momento di pensare a certe cose.

Sei tu? Il…fotografo?” chiede, a voce bassa.

Mi chiamo Damon. Piacere.”

Piacere un bel cazzo.”

Lui ridacchia.

Principessina…”

Dai, lasciami andare.”

No.”

Ehi!”

Violante sente di nuovo la paura che le attanaglia le viscere.

No,” ripete Damon. “Dobbiamo parlare. Ma qua è pericoloso. Torniamo alla tua macchina. E lascia andare quello che hai in tasca, su…cos’è…un coltellino svizzero?”

Violante si sente un’idiota.

Spray al peperoncino,” dice, di malavoglia.

Ah, sei più in gamba di quel che credevo.”

Stupidamente, Violante si sente orgogliosa del riconoscimento di Damon.

Comunque lascialo,” continua lui, “e dammi la mano.”

Violante non ha più paura, ma si sente tremendamente irritata.

Guarda che se camminiamo mano nella mano significa che siamo fidanzati,” dice, sarcastica.

È solo perché temo che cercheresti di scappare, mettendoti in guai molto più grossi, in questo posto a quest’ora. Quando arriviamo alla macchina, ti lascio andare.”

Violante si arrende. E, nonostante la situazione, non è poi tanto male tenere la mano di Damon.

Quando sono finalmente in macchina, lui le dice di mettere in moto.

Eh no!” protesta Violante. “Dimmi cosa hai in mente!”

Voglio solo andare in un posto più tranquillo. Poi, parliamo.”

Basta guidare per una decina di minuti, per arrivare in una zona meno pericolosa. Violante parcheggia.

Allora? Cosa diavolo…mi hai seguita?”

Sì bambina…è una settimana che ti seguo.”

Ma è una cosa…malata, da Attrazione Fatale!”

Lui si limita a scoccarle un sorrisetto.

Lo stesso discorso potrebbe farlo il tuo amico. È Alessio Randalli?”

Cosa…?”

Quando ti ho vista sul set, la settimana scorsa…ti ho subito notata.”

Be’, questo prova che hai ottimi gusti, ma…”

Damon ridacchia.

Non solo perché sei carina. Ho visto in te…qualcosa.”

…In che senso?”

Non so, chiamalo…Passeggero Oscuro, o Demone…”

…la voce intelligente?”

Lui fa di nuovo uno di quei sorrisetti che fanno sentire Violante come se il suo stomaco si sciogliesse.

La voce intelligente…” dice lui. “Perché no?”

Lei non tenta neanche di negare.

Ma come hai fatto?”

Perché io, bambina, sono come te. O meglio, tu sei come me.”

Cioè tu…vorresti…pensi di…” Violante si scopre a sussurrare. “Uccidere qualcuno?”

Lui di nuovo sorride; se le tigri sorridessero, lo farebbero così.

L’ho già fatto, bambina. Un sacco di volte. E ogni volta è stato divertente.”

Violante sente un brivido correrle lungo la spina dorsale, e stavolta è una sensazione molto sgradevole.

Scendi dalla mia macchina,” dice, cercando di mantenere un tono calmo. Quest’uomo è pericoloso, e di sicuro non vuole rimanere sola con lui nel piccolo abitacolo di un’auto, di notte.

No. Ti ho già detto che non devi avere paura…non voglio farti male. Voglio aiutarti.”

Aiutarmi…?”

Come ti dicevo, ti ho notata. Così ho chiesto un po’ di te ai tuoi colleghi, sul set. Soprattutto a quell’oca giuliva che lavora sempre con te.”

Ah, Giulia. Ecco perché da una settimana non fa altro che guardarla e ridacchiare.

Così, ho saputo come ti chiami, e che sei rimasta vedova da pochi mesi.”

Sentirlo dire, per Violante, è come prendersi un pugno nello stomaco.

Sapendo il tuo nome è stato semplice scoprire dove abiti,” continua Damon, “e siccome ero curioso, ho cominciato a seguirti. E così, ho scoperto che anche tu segui qualcuno…quel tizio. Immagino sia l’uomo che è stato sospettato per l’omicidio di tuo marito, e se l’è cavata con un paio di amici che hanno raccontato una bella storiella. Anche questo non è stato difficile da scoprire…le indagini di polizia sono atti pubblici.”

Violante non osa fiatare.

Dimmi un po’,” dice Damon, dopo un attimo di silenzio. “Cosa pensi di fare con quel tizio?”

Io…non lo so.”

Damon le lancia un altro dei suoi sorrisetti assassini.

Davvero non lo sai?”

Violante sente che a quell’uomo non ha senso nascondere niente.

Lo vorrei uccidere, ma non uccidere e basta…torturare.” Violante digrigna i denti. “Ma al tempo stesso, ho paura, sento che è sbagliato.”

Hai paura anche delle conseguenze?”

La galera, dici? Tanto, è come se fossi morta da quando Giorgio se n’è andato. Fare la morta vivente a casa o in carcere, è lo stesso. Anzi, almeno in prigione non dovrei più fingere di concentrarmi sul lavoro, o su quello che dice la gente. Però, certe volte, penso che preferirei non andarci, nonostante tutto.”

Da quello che ho visto stasera, comunque, la cosa più probabile è che ti farai ammazzare prima di riuscire a fargli solo un graffietto.”

Violante arrossisce, indispettita. Sa che Damon ha ragione.

È per questo che ti voglio aiutare,” continua Damon. “Ti insegnerò come si fa.”

…ad uccidere un uomo?”

…e a non farsi beccare. Poi, deciderai tu cosa farne dei miei consigli.”

Ma…perché?”

Te l’ho detto. Vedo del…potenziale. Del talento. Il tuo non è solo desiderio di vendetta.”

Vuoi dire che…potrebbe piacermi?”

Penso proprio di sì.”

Io non credo…non voglio neanche che mi piaccia!”

Allora vuoi fare da sola? Sai che non ce la farai, vero?”

Violante lo sa.

D’accordo, Damon. Comincia a…addestrarmi.”

Perfetto. Adesso vattene a dormire, però. La prima cosa che devi fare è avere cura del tuo corpo. Deve funzionare perfettamente.”

Ok…”

A quanto pare, il suo tono non è molto convinto, perché Damon riprende subito:

Non ci riesci, vero? A dormire, intendo. E scommetto che nemmeno mangi. Sei pelle ed ossa.”

Violante arrossisce di nuovo. Damon ha colpito nel segno.

Vuoi venire da me?” chiede Damon.

Cosa…?”

A dormire da me. Abiti ancora nella casa in cui stavi con tuo marito, lo credo che lì non riesci a dormire. Ci sono troppi ricordi.”

Non mi sembra proprio il caso.”

Non fare la sciocchina…non ti tocco. Ti metto a dormire e basta.”

Mi canti la ninna nanna?” chiede Violante con tono sarcastico.

Lui fa un altro dei suoi sorrisetti.

Se vuoi…”

Ovviamente è tutta una follia. Ma le sembra di non fare una notte intera di sonno da sei mesi, e sente che il suo fisico è vicino al tracollo. Follia per follia, tanto vale provare.

D’accordo,” dice Violante. “Ci vengo. Ma mi chiudo a chiave.”

Come preferisci,” dice Damon, e le scocca un altro dei suoi sorrisetti.

Violante mette in moto la macchina, e si sforza di non pensare che, se Damon volesse fare una cosa qualunque, probabilmente una porta chiusa non lo fermerebbe.

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