Adaptation

Da Matteobortolotti @bortolotti

ROMANZO CRIMINALE

Secondo Hugo, un tipetto che di storie se ne intendeva, occuparsi della coscienza umana, cantarla, anche se si trattasse della coscienza del più infimo degli uomini, è materia alta. E’ come fondere tutte le epopee in un’epopea definitiva. La coscienza è il caos delle chimere, è l’antro delle idee di cui si ha vergogna. Ok, con queste parole, maschietti, conquisterete tutte le donne neoplatoniche del quartiere. Parole che riassumono le scelte narrative di Giancarlo De Cataldo, di Romanzo Criminale s’è parlato tanto. Troppo come un romanzo sullo storia d’Italia, poco forse come un grande romanzo di fiction. Un plot point, un punto di snodo della letteratura degli ultimi anni. Un adattamento difficile per un film riuscito, echi scorsesiani che per la prima volta non sembrano una parodia di gangster-movie. Dalle 625 cartelle del testo ai 154 minuti di pellicola c’è solo il rammarico per il commissario Scialoja, che perde un po’ del suo spessore e la sua “caduta” nell’Inferno del Potere-che-logora-chi-non-ce-l’ha sta in un’unica battuta. Ma la versione deluxe della buddy-story c’è tutta, con il Freddo che il sudamerica non lo vede neanche in cartolina. Onore a te, Freddo… e buone storie a voi.

ADAPTATION è stata una rubrica che per qualche anno ho portato avanti sulla rivista FILM TV, siccome mi è stato chiesto di riproporre gli articoli online approfitto del 2.0 e ci aggiungo trailer e copertina del libro. Come dice il titolo, infatti, il pretesto della rubrica è quello di parlare del rapporto che c'è tra libri e film. Come scrittore e sceneggiatore, mi sono occupato di adattamenti per un bel po', e ci ho trovato molti spunti. Spero che ne troverete qualcuno anche voi. Le storie ne son piene.
  
      
      
       
      

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