Adaptation

Da Matteobortolotti @bortolotti

LA GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI 

“Gli uomini, sia nel nostro tempo che da principio, hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia, poiché dapprincipio essi si meravigliavano delle stranezze che erano a portata di mano, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, affrontarono maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l’origine dell’universo.” Aristotele è vissuto fino al 320 a.C. e nessuno aveva ancora inventato l’umorismo inglese. A dire il vero nessuno aveva ancora inventato l’Inghilterra, ma quel tipo di umorismo già c’era, e aveva molto da spartire col filosofare. L’umorismo parla dei rapporti di gerarchia tra gli uomini e quando diventa “assurdo”, ci mette a confronto con l’assoluto. 2298 anni dopo la morte di Aristotele venne trasmesso sulle frequenze di BBC Radio 4, “La guida galattica per autostoppisti”. Un radiodramma di Douglas Adams sulla fine del mondo e sull’unico superstite dell’umanità, costretto per salvarsi a fare l’autostop, chiedendo un passaggio a una navicella spaziale poco prima che la Terra esploda. Negli anni, “la Guida” è diventato un telefilm prima e un film poi. Questa volta parliamo quindi di “re-re-adaptation”. La Guida ha segnato un’epoca per la sua freschezza, intelligenza e assurdità nello stesso tempo. Il primo romanzo che ne venne tratto è un vero e proprio manuale. Leggetelo e poi chiedetevi di Spaceballs, di Futurama… Garth Jennings e il suo sceneggiatore Karey Kirkpatrick (autore di Chicken Run) hanno fatto un buon lavoro nel film del 2005, pur discostandosi spesso e volentieri dagli episodi del romanzo e dello show BBC. Arthur Dent rimane il goffo protagonista, ma aumenta la romance con la giovane Trillian, e viene inventato un personaggio per John Malkovich, Humma Kavula, che sembra arrivi direttamente dalla penna di Adams. Una commedia fantascientifica ben fatta e non una semplice parodia della fantascienza. Basta pensare a Marvin, “paranoid android”, robot dal carattere tanto simile agli uomini da comportarsi come un depresso che non sa amare la vita. Questo è filosofare. Buone Storie!


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :