Adaptation

Da Matteobortolotti @bortolotti

STAND BY ME

Philip Roth ha scritto in un bellissimo romanzo una frasetta che mi rispunta fuori quando incontro gli occhi scuri del figlio di un amico, oppure quelli dei ragazzini delle scuole nelle quali mi organizzano incontri. Ne Il complotto contro l’America, dice “nessuna infanzia è priva di terrori”. Bingo, lo sommo a “la vita di un uomo è un cerchio, dall’infanzia all’infanzia”, saggezza di Evans, quello dei cavalli che ascoltano i sussurri… e ci siamo. Da sceneggiatore posso solo aggiungere che ogni personaggio ha il suo “cerchio della storia”, che tutto questo è Stephen King. Reggetevi alla vostra poltrona “Beautiful”… King è uno degli scrittori più importanti della seconda metà del novecento. Genio del polpettone, maestro di leggerezza. Eppure le sue storie fanno così effetto. Il segreto me l’ha svelato Roth: l’infanzia. Questo giro è dedicato a un film sui cerchi che facciamo nella vita, sulle paure che stanno al centro di quelle circonferenze. Rob Reiner (Harry ti presento Sally) ha adattato in maniera raffinata una delle operazioni più letterarie di King, Stagioni diverse. Quattro racconti, quattro stagioni da cui sono nati ben altri due film oltre questo. Il corpo, titolo originale da cui Reiner ha girato Stand by me (1986) è il racconto della fuga da Castle Rock di quattro dodicenni in cerca del cadavere di un loro coetaneo travolto da un treno. Il richiamo all’avventura, la fuga dal mondo comune della piccola cittadina, dal controllo dei genitori. Il pretesto ideale per una storia di formazione che mette a nudo questi ragazzi. Li spoglia della loro infanzia, li mette di fronte alle loro paure, e poi li riveste con le loro magliette sudice e i loro occhialoni dalla montatura di tartaruga. Reiner e Gideon (già sceneggiatore di Starman) sono interpreti perfetti del velluto con cui King sa raccontare i ragazzini a confronto con gli uomini che saranno. I nuclei narrativi vengono spostati per riadattarli ai ritmi della pellicola senza mai stonare. Stasera state a casa, fate partire il DVD e visto che ci siete fatelo in buona compagnia. Il miglior autore di paura è un sentimentalone. Lo dice anche il mio amico Gianfranco Nerozzi. Buone storie.


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