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Addio al gesso: nasce l’osso artificiale che si rigenera

Creato il 13 maggio 2016 da Abcsalute @ABCsalute
Frattura ossea
Frattura ossea - iStockphoto.com
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La tecnologia applicata alla medicina non smette di stupire e creare soluzioni perfette per i più comuni disturbi. I ricercatori italiani del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università Milano-Bicocca, in collaborazione con i ricercatori del Dipartimento di Materiali dell’Imperial College di Londra, hanno creato un composto rivoluzionario perché capace di riprodurre artificialmente qualcosa finora presente in natura esclusivamente nel corpo umano: un osso rigenerante.

La soluzione alle fratture arriva dalla stampante

Il team di ricercatori italiani e inglesi ha creato in laboratorio un composto – il bio-vetro – dato da silicio e polimeri speciali con una resistenza e flessibilità tali da poter sostituire un tessuto osseo danneggiato e irrecuperabile. La forza di questo materiale consiste nel riprodurre le caratteristiche proprie di un tessuto naturale: mettendo vicine due estremità del bio-vetro, queste si uniscono formando una sola unità, senza il bisogno di ricorrere a colle o altri saldanti. Esattamente come reagisce, naturalmente, un tessuto che ha bisogno di autorigenerarsi dopo aver subito un trauma.

Un ulteriore punto di forza risiede nella facilità di replicare il materiale: con una stampante 3D, i medici potranno riprodurre esattamente la parte di osso di cui si ha bisogno per curare il paziente. Questo ci porta alla successiva considerazione.

A cosa serve un osso rigenerante?

La realizzazione del bio-vetro ha richiesto lungo tempo di ricerca e studio, ma la risposta alla domanda è semplice: l’osso rigenerante avrà largo utilizzo in campo ortopedico, specie per intervenire nei casi di fratture nette e irreversibili. Ciò permetterà ai medici di operare avendo maggiore certezza dell’esito dell’operazione, e al paziente di ridurre fortemente sia i disagi dovuti all’applicazione di viti e gesso, sia i tempi di ripresa post-operatori.

Intanto, si pensa già alla possibilità di usare il bio-vetro per applicazioni industriali, per esempio per migliorare la resistenza di alcuni dispositivi di uso quotidiano, come lo schermo di PC e smartphone, e i vetri dei finestrini e del tergicristallo dell’auto.


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