Addio IMU. Introduzione della Service Tax: i dettagli

Da Alessiamalachiti @amalachiti

Mentre l’IMU esce di scena, si preannuncia l’introduzione della Service Tax. L’imposta, di stampo federalista, verrà gestita dai sindaci delle città. In questo modo, i cittadini saranno  in grado di scegliere chi votare anche in base alle proposte offerte per quanto riguarda la nuova tassa.

Non solo, verrà introdotto il nuovo concetto “Pago, vedo, voto”, che, come spiega Enrico Letta, si trasformerà in una sorta di monitoraggio sull’operato dei sindaci da parte dei cittadini. Sostanzialmente, pagando la Service Tax, vi sarà modo di valutare il modo in cui il sindaco gestirà gli introiti, fornendo così uno strumento utile ad ogni singolo cittadino per decidere se votare nuovamente il primo cittadino in occasione delle nuove elezioni che si presenteranno.

Introdurre una tassa federalista permetterà dunque alle città di gestire in modo diretto gli introiti derivati dall’imposta, andando ad intervenire laddove ve ne è più bisogno nell’interesse pubblico. Il premier ha spiegato: «Il primo Gennaio 2014 nasce la Service Tax, che tocca la Tares e quindi i servizi, non il concetto di proprietà dell’abitazione. Questa decisione sarà formalizzata nella legge di stabilità che presenteremo al Parlamento il 15 Ottobre. Nel frattempo discuteremo la Service Tax con i Comuni».

La nuova imposta sui servizi comunali si suddivide in due componenti: la gestione dei rifiuti urbani e la copertura dei servizi indivisibili. Enrico Letta ha cercato di riassumere, in modo semplice, i princìpi della Service Tax: «Ora c’è un’imposta federalista. Pago, vedo, voto: se il sindaco la applica bene, in modo responsabile e trasparente, lo rivoto, se non applica bene non lo voto. Questo tema è fondamentale».


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