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Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili

Creato il 07 dicembre 2019 da Romafaschifo
Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa PamphiliDi Villa Pamphili, presa come modello dell'incapacità di questa (e delle precedenti) amministrazioni totalmente inabili a trasformare in opportunità i problemi abbiamo già parlato diffusamente e vi invitiamo assolutamente ad andare a rileggervi soprattutto questo articolo, ma anche non dovete perdervi questo e se avete tempo anche quest'altro.Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili
Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili

Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili

Le fondatrici Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo

 Tuttavia come accade sempre più spesso a Roma, la sensazione di aver toccato il fondo è sempre smentita. Perché il giorno dopo si va più giù, sempre più giù. Villa Pamphili è stata massacrata, due bellissimi progetti di rigenerazione, cultura e ristorazione sono stati umiliati a causa della burocrazia, il disinteresse della Giunta Raggi è stato fragoroso, e ora - tra qualche giorno - chiuderà anche l'ultimo presidio di civiltà dentro questo parco urbano di dimensioni enormi. L'unico luogo capace di offrire una bibita d'estate e un the caldo d'inverno, soprattutto l'unico posto in grado di offrire dei servizi igienici in tutta la villa.
Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili
Gestito da un dinamico team di imprenditrici e fondato nel 2008, ViviBistrot è uno dei pochi esercizi commerciali aperti in spazi di proprietà del Comune a pagare una cifra di mercato di affitto. Questo significa che il Comune non solo genera povertà, disoccupazione, degrado e deficit di servizi, ma oltretutto rinuncia pure ad un introito. E questo perché? Per l'incapacità, in oltre tre anni, di gestire un semplice rinnovo di contratto.
Addio ViviBistrot. Raggi chiude l'unico punto ristoro (e unico bagno!) di Villa Pamphili
ViviBistrot è andato in scadenza di contratto a fine 2015. Non sentendo nulla i titolari dal 2016 hanno iniziato a chiedere conto al Comune per avere una proroga o per fare un nuovo bando ("come è giusto che sia" dicono correttamente dal ViviBistrot). Nulla. Il silenzio. Gli imbarazzanti, ridicoli, inquietanti uffici di Roma Capitale non hanno mai risposto. Mai. "In tre anni" dicono al VB "nessun ufficio comunale ha mai risposto ai nostri appelli. Non sono stati in grado di scrivere un semplice bando. Ora tutto andrà in pasto ai topi e sarà occupato da sbandati".In compenso lo scorso 3 dicembre è arrivata la notifica di sgombero da parte di Roma Capitale. Il 3 gennaio 2020 il ViviBistrot sarà costretto a chiudere. A fronte di centinaia di beni comunali occupati sena titolo, di centinaia di beni comunali affittati a 15 euro al mese, Roma Capitale si è accanita chissà perché contro l'unico bene comunale che era ben tenuto, restrutturato a spese dei tenant, che pagava regolarmente una affitto alto e che offriva servizi e iniziative sociali.
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I miserabili al governo in Campidoglio, tra collusioni, incapacità, idiozia e abisso di cattiva fede, non si smentiscono neppure questa volta. L'amministrazione più disgustosa d'occidente resta coerente con se stessa.Cosa fare? Intanto leggere con la massima attenzione LA PETIZIONE e firmarla. E' l'unico modo per stare vicini al ViviBistrot e per dire all'amministrazione che il loro raccapricciante modo di governare non passa inosservato. Stanno radendo al suolo tutto. Tutto. 

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