Agenda Digitale, Confusione “All’Italiana”?

Da Sicurezzadigitale

Nelle scorse ore l’Agenda Digitale, faraonico progetto che si promette di rivoluzionare i rapporti con la Pubblica Amministrazione per persone e aziende residenti ed operanti in Italia, ha registrato un importante avanzamento, perlomeno dal punto di vista normativo. Il Decreto Digitalia è arrivato, dopo diversi mesi di attesa, in Parlamento, all’interno del Decreto Sviluppo approvato in Camera dei Deputati. Pronto per essere varato, lo stesso presenta già qualche smagliatura purtroppo tipica delle grandi rivoluzioni del nostro Paese.

Il Direttore e Responsabile del colossale progetto di virtualizzazione dei rapporti tra Stato e Cittadino, la cui nomina era stata inizialmente prevista per lo scorso 27 Luglio, è stata rinviata ad un periodo variabile tra fine Agosto e il prossimo mese di Settembre. La nomina, in capo al Presidente del Consiglio Mario Monti, risulta essere stata rinviata non ufficialmente per diverse motivazioni, date dalle conseguenze che la creazione di questa macrostruttura provocherà nel mare nostrum dei Ministeri per l’innovazione, anche digitale, presenti in Italia.

Agenda Digitale, L’Innovazione Per La Pubblica Amministrazione

La prima di questa è la complessità e il numero di funzioni date all’Agenzia, che attraverso la propria nascita andrà a cancellare le prerogative, e quindi il diritto ad operare, di strutture quali il “Dipartimento per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio”, “l’Istituto Superiore delle Comunicazioni”, il “DigitPa”. In seconda istanza la decisione, per essendo presa dal Capo del Governo, vede interessati anche 4 Ministeri della Repubblica, e nessuno di questi sembra voler rinunciare a dire la sua in merito a quale personalità potrebbe essere la più indicata per questo ruolo.

In definitiva l’Agenda Digitale tricolore (avente come obiettivi principali quelli di garantire l’efficacia, l’efficienza, l’imparzialità, la semplificazione e la partecipazione attiva della cittadinanza e delle imprese all’Amministrazione Pubblica) sembra aver aumentato il livello di contrattazione, difetto congenito di praticamente tutto ciò che riguarda il BelPaese.

Il logo ufficiale dell’Agenda Digitale Italiana

Ribadiamo brevemente quali dovrebbero essere le finalità ultime del progetto in via di definizione:

  • progettazione/coordinamento delle iniziative locali per i servizi di Pubblica Amministrazione, destinati a Imprese e Cittadini, fornite in Rete;
  • partecipazione attiva all’attuazione dei programmi europei di implementazione digitale;
  • promozione di protocolli di intesa e di accordi interistituzionali;
  • “consigli”, più o meno velati, relativi alla conformità tecnica ed economica dei beni informatici utili a garantire i servizi, da garantire alle PA.

Per quanto riguarda questo ultimo punto ci sentiamo di definire l’Agenda Digitale, al momento, una rivoluzione zoppa, data l’assenza di strumenti concreti atti ad indirizzare, verificare e correggere i progetti della PA per tutto ciò che riguarda l’interoperabilità tra sistemi informativi, razionalizzazione della spesa informatica e diffusione di Reti informatiche di nuova generazione.


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