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Agostino Arrivabene: “L’ERMENEUTICA DEL SEGNO”

Creato il 12 dicembre 2017 da Roberto Milani
A Massa arriva Arrivabene
Agostino Arrivabene: “L’ERMENEUTICA DEL SEGNO”
AGOSTINO ARRIVABENE:
“L’ERMENEUTICA DEL SEGNO”
conil Patrocinio del
Comune di Massa
in collaborazione con l'associazione  Quattro Coronati
15 dicembre - 21 gennaio Inaugurazione Venerdì 15 alle 16,30 VENERDI, SABATO E DOMENICA dalle ore 15,00 alle 19,00
Info:
tel. 0585 499241
face book Museo Diocesano Massa
Email:
[email protected]
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[email protected] 

L’arte di Agostino Arrivabene è colta, seducente, intrisa di simboli, ispirata sia dalla mitologia classica che dai Maestri del XV-XVI secolo ( Leonardo, Dürer, Bosch) e nel passato più recente da Moreau, Redon, Ernst. Chi guarda, osserva, le opere di Arrivabene, inondato dal vortice dei messaggi velati, partecipa (forse inconsciamente) a un viaggio iniziatico che conduce alla rivelazione di una conoscenza di cui l’artista è generatore e dispensatore. Un moderno alchimista, capace di far vivere esperienze di carattere mistico che travalicano i limiti cognitivi dello spettatore, del conscio e dell’inconscio, una continua esplorazione del nostro “universo intimo” tra archè di vite già vissute o vagheggiate. Il percorso espositivo studiato per il Museo Diocesano di Massa consentirà di sondare la varietà composita di espressioni che costituisce la ricerca artistica di Arrivabene in un “dialogo” non di sfida ma di “confronto”, di “scambio”, con le opere dei grandi maestri presenti nel Museo Diocesano , solo per citarne alcuni: Iacopo Della Quercia, Bernardino Luini, Felice Palma, Francesco Marti, Domenico Fisella. Sarebbe errato però pensare ad un universo di riferimento unicamente al passato. L’arte di Arrivabene non nasce dal nulla in questo nostro inizio di secolo la sua arte si presenta come estrema resistenza dell’arte figurativa che non è morta, essa vive e Agostino Arrivabene ne è la testimonianza.
“L’Ermeneutica del Segno” di Agostino Arrivabene sta in questi termini; rivalutare la pittura come “linguaggio” dell’uomo, facendone emergere tutta la potenza spirituale, esistenziale, storica che è insita nella “pittura” che possiede una forza e una forma di significazione spirituale, culturale che deve essere riconosciuta come tale nella sua assoluta contemporaneità.

MUSEO DIOCESANO
Il museo diocesano ha sede in uno dei palazzi più prestigiosi del centro storico della città di Massa, fatto costruire dal Principe Alberico I Cybo Malaspina. Destinato inizialmente ai figli cadetti della famiglia Cybo Malaspina, il Ducal Palazzino subì nel tempo varie trasformazioni ed alterne fortune, fino all’età napoleonica quando fu abbandonato e cadde in grave degrado.
Con la restaurazione, la duchessa Maria Beatrice d’Este ne decretò il recupero. Grazie alla sua intercessione nel 1822 la città di Massa, fino ad allora soggetta alla antica diocesi di Luni-Sarzana, fu eretta a sede vescovile. Al primo vescovo Francesco Maria Zoppi la Duchessa donò, quale residenza episcopale, l’edificio ristrutturato ad opera dell’architetto Giuseppe Marchelli.
Il palazzo ospitò i primi dieci vescovi diocesani fino al 1970, quando Monsignor Aldo Forzoni spostò la sua residenza presso il seminario. Al termine di un lungo restauro alla fine degli anni 90, il palazzo ritrovò la sua antica dignità architettonica e divenne sede del Museo e dell’Archivio storico Diocesano

BIO Agostino Arrivabene Rivolta d'Adda 1967. Frequenta l'Accademia di Brera ma impara l'arte nei musei di tutta Europa, attingendo dagli antichi maestri. Dal 1988 espone in Italia e all'estero la sua pittura misterica più ancora che misteriosa, imbevuta di miti pagani e realizzata in atteggiamento sacerdotale: di particolare importanza la personale del 2013 al Panorama Museum di Bad Frankenhausen, in Germania, e quella del 2016 alla Cara Gallery di New York. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Philippe Daverio, Edward Lucie-Smith, Alda Merini, Vittorio Sgarbi e Giorgio Soavi. Vive nel cuore della pianura lombarda e per la precisione a Gradella di Pandino, uno dei borghi più belli d'Italia.
Raccolte pubbliche o private:
• Fondazione VAF, Frankfurt am Mein (DE)
• Collezione Chateau du Gruyère, Gruyère (CH)
• Collezione Achille Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano (I)
• Fondazione Michetti, Franca Villa al Mare (I)
• Museo delle Cappuccine, Bagnacavallo (I)
• Collezione Maramotti, Reggio Emilia (I)

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