Ah, sei tu. Di già?

Creato il 18 luglio 2012 da Camphora @StarbooksIt

[Riscrivete, continuate, pasticciate, cari autori e commentate, commentate, commentate]

Era una limpida mattina. Il sole splendeva sui prati e sui marciapiedi umidi di brina, si rifletteva sulla vernice lucida delle macchine parcheggiate. L’Impiegato percorreva la strada a passo svelto, sbirciando le sue istruzioni, sfogliando le pagine e aggrottando la fronte. Si fermò per un attimo dinanzi alla casetta stuccata di verde, poi entrò nel vialetto laterale che conduceva al piccolo cortile interno.
Il cane dormiva nella cuccia, col dorso rivolto al mondo. Si vedeva soltanto la coda lunga e folta. «Per amor del cielo!» esclamò l’Impiegato, con le mani sui fianchi. Batté rumorosamente la penna a sfera contro il blocco degli appunti. «Svegliati, tu là dentro.»
Il cane si agitò un po’. Uscì lentamente dal suo riparo, sporgendo la testa, sbattendo le palpebre e sbadigliando alla luce
del sole mattutino. «Ah, sei tu. Di già?» Sbadigliò di nuovo.



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