Al via il Salone del Gusto: tra gli ospiti Colombino

Da Chiaretto41

Scritto da Redazione   

Martedì 19 Ottobre 2010 15:15

Come ogni due anni, si rinnova a Torino l’appuntamento con l’evento che mette in mostra il meglio della produzione enogastronomica mondiale: dai Presìdi Slow Food italiani e no, alla cucina di strada. Al via, infatti, dal 21 al 25 ottobre all’ottava edizione del Salone internazionale del Gusto, in programma al Lingotto Fiere nel capoluogo piemontese. Ma la vera novità di quest’anno è che tra gli ospiti sarà presente anche Colombino, la prima vera guida turistica elettronica che, per l’occasione, ha predisposto un particolarissimo “itinerario del gusto” in cui vengono citati i più di trecento soggetti partecipanti alla kermesse gastronomica internazionale: un modo originale per far conoscere Colombino ai visitatori che potranno così “orientarsi” all’interno del Salone, utilizzando l’innovativo ritrovato tecnologico messo a punto dall’ingegnere Vincenzo Meola.


L’edizione 2010 del Salone del Gusto consacra in maniera compiuta la propria vocazione internazionale e si afferma come un momento centrale nel calendario di chiunque al mondo abbia a cuore il cibo. Insieme a Terra Madre, con la quale costituisce ormai due parti inscindibili e interconnesse che dialogano fittamente tra di loro, il Salone del Gusto è forse l’unico luogo al mondo dove contadini e artigiani, il mondo della cultura accademica e i cuochi, grandi cultori dell’enogastronomia e “semplici” neofiti si possono incontrare, dando vita a scambi e amicizie.
L'evento-mercato, vetrina della produzione enogastronomica artigianale e di qualità nel mondo, sarà affiancata da Terra Madre, il momento d’incontro globale delle comunità del cibo, che riunisce attori della filiera agroalimentare da 150 Paesi, impegnati a difendere e promuovere modi di produzione rispettosi dell’ambiente, attenti alle risorse naturali, alla conservazione della biodiversità, alla giustizia sociale. Le due manifestazioni biennali rappresentano un momento unico, che vede come protagonista il mangiar bene, declinato in tutte le sue accezioni.
Il tema del Salone del Gusto di quest’anno trova la sua espressione nel connubio di due parole: una è cibo, l’altra territori. Perché senza il territorio non esisterebbe il cibo, espressione del terreno, del clima, del “savoir-faire”; ed è proprio attraverso il cibo che ogni territorio manifesta le sue caratteristiche peculiari, riconoscibili. Territorio coniugato al plurale, però: per esaltare la diversità di luoghi, culture, conoscenze e pratiche.
Sono tante le novità previste quest’anno: un’esposizione rinnovata, infatti, conferisce un volto tutto nuovo al Salone del Gusto, dove il rapporto tra cibo e territori si esprime in modo immediato e tangibile: la suddivisione degli espositori non segue più le vie tematiche ma l’origine e la produzione degli alimenti. Nei padiglioni 2 e 3 è rappresentato il territorio italiano, mentre il padiglione 1 ospita il resto del mondo.
Oltre ai territori, spazio ai Presìdi Slow Food, gli esempi concreti di un modello di agricoltura basato sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sulla sostenibilità. Oltre 200 stand faranno da vetrina alle produzioni locali di qualità dai formaggi ai salumi, dai pani ai dolci, dagli ortaggi ai cereali, passando ai mieli. L’alleanza tra il mondo produttivo e Slow Food si fa sempre più salda e si arricchisce di nuovi presìdi che tutelano la biodiversità in tutto il mondo, tanto che al Salone del Gusto 2010, dei 106 Presìdi internazionali presenti, 29 sono del tutto nuovi per il pubblico. Anche in questo caso, per rendere visibile e meglio esprimere la relazione tra cibo e territorio, tema portante dell’edizione 2010, lo spazio espositivo è allestito in funzione dei territori. Gli stand dei Presìdi sono dunque integrati nell’area territoriale di appartenenza.

Non poteva mancare lo spazio dedicato al vino di qualità, dove assaggiare le ultime annate, conoscere nuovi vitigni o nuovi territori scegliendo tra le oltre 2000 etichette italiane ed estere della carta dei vini. Enogastronomia di qualità, ma anche cucina di strada, quella del cosiddetto “street food”, espressione fondamentale della cucina territoriale: dalla focaccia di Recco alla piadina romagnola, sino a specialità da Cina e Kurdistan iracheno. Tante le produzioni in mostra, con un’attenzione particolare all’aspetto didattico, alla degustazione e all’approfondimento.

Il Salone del Gusto è quindi divenuto di diritto il luogo dove si realizza una fitta rete di relazioni nel nome di un cibo sostenibile, che sa ancora trasmettere gioia, e a cui sia restituito il suo pieno valore. Il Salone del Gusto è quindi un evento educativo, perché permette di imparare, conoscere, confrontare e informarsi, ma tutto questo si realizza nel nome di un diritto al piacere molto responsabile e pienamente condiviso. È soprattutto una festa, fatta per conoscere ciò che mangiamo e celebrare l’umanità che è coinvolta nella sua produzione.
 


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