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AL VOTO AL VOTO (E PERCHE’?), di GLG

Creato il 01 febbraio 2017 da Conflittiestrategie

Voi già sapete cosa penso delle elezioni, che si possono senz’altro scegliere come metodo di consultazione della popolazione in condizioni di relativa tranquillità e benessere quasi generale. Non certo perché abbiano qualcosa a che fare con il “governo del popolo”. La massa dei cittadini è sempre esclusa dalla reale configurazione delle volontà decisionali, che reggono le sorti di ogni dato paese. Ripeto: in certe condizioni di tranquillità, è un metodo possibile per dare le sorti del governo a chi sa meglio imbrogliare le carte e convincere la cosiddetta “maggioranza” che si attiene alle volontà di quest’ultima, mentre invece attua le proprie.

Non mi sembra sinceramente che nell’attuale contingenza storica si sia in condizioni di tranquillità; e, detto per inciso, guardate che condizioni del genere esistevano proprio nel “nostro mondo” durante l’epoca bipolare Usa-Urss, malgrado certi imbroglioni cercassero sempre di far credere che la guerra poteva essere imminente. Era invece un’era di singolare pace per noi e di scaricamento dei conflitti, quelli sì atroci, nel “terzo mondo”. Noi si stava tra due guanciali, a parte i noti “anni di piombo”, ma anche qui con molte esagerazioni di chi si serviva degli “ultrarivoluzionari” per i propri fini di potere e di intrallazzo reciproco. Tipico esempio il caso Moro, contrabbandato per quello che non era, perché serviva solo a togliere di mezzo un intralcio al “compromesso storico” tra parte del Pci e parte della DC, agli accordi sottobanco tra quella parte del Pci e ambienti statunitensi, ecc.; insomma, serviva ad aprire la strada a tutto ciò che poi è venuto alla luce dopo il “crollo” del “socialismo reale” e che ci ha condotto al disastro attuale. Avete capito che imbroglio ci hanno propinato per decenni? E continuano tuttora, i furfantoni

Torniamo a bomba. Oggi come oggi, avremmo bisogno di metodi ben diversi dalle elezioni; necessario sarebbe l’entusiasmo di una parte decisiva della popolazione per qualche prospettiva di rinascita di un nuovo spirito. E chi se ne sbatte delle percentuali? Il 40% dei votanti, quindi al di sopra dei 18 anni? Ma va là, anche più giovani, ma soprattutto, giovani e meno giovani, incazzati di questi che ci s-governano e ben guidati da una nuova organizzazione determinata e con idee chiare sul da farsi. Malcontento ce n’è, soprattutto disistima di tutte le forze politiche, anche di opposizioni che badano solo ai voti per avere qualche posizione di potere in più e arrangiarsi con il cosiddetto sottogoverno. Tuttavia, è ancora un malcontento non indirizzato e non deciso a farla finita con i farabutti. E la prima cosa da fare sarebbe intanto cacciare a calci in culo gli intellettuali semicolti dalla TV. Per il momento, i peggiori hanno ancora in mano il bandolo della matassa.

Però proprio per questo, bisogna appoggiare chi vuole le elezioni subito; se c’è una possibilità di smascherare l’inetto e disonesto ceto politico odierno è proprio nel votarli (sperando per l’ultima volta) e nel mostrare alla popolazione tutta la loro insipienza e incapacità di andare oltre le alchimie parlamentari e simili. Per questo uno dei peggiori nemici che abbiamo è il nano d’Arcore; e chi ancora esita nel denunciarlo si rende suo complice. E’ quasi peggiore di Renzi, è il vero supporto dei governanti italiani dal 2011 in poi. Non ci si faccia ingannare dalla magistratura che ancora (appena un po’ del resto) lo tiene d’occhio; ma solo per dargli l’aureola sufficiente ad ingannare i suoi ottusi fan e a favorire gli altri politici imbroglioni di cui è circondato. Bisogna spazzare via i forzaitalioti, forse ancor più dei renziani; comunque non meno di questi.

E alle elezioni subito per mostrare infine, in tutta evidenza, come il voto non serva affatto in questa fase storica, che non è più di tranquillità; è seria, molto seria, al limite del nostro totale tracollo. Via con le elezioni e poi….. speriamo in un regolamento di conti che faccia più epoca ancora di quello dei primi decenni del ‘900. E non solo in Italia evidentemente. Occorrono anche Francia e Germania.


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