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Ala anteriore 2019: gli effetti sull’aerodinamica

Da Chiaramarina

Da questo momento in poi le ali anteriori hanno smesso di avere la semplice funzione di creazione di carico aerodinamico ed hanno iniziato ad assolvere funzioni aggiuntive di generazione vortici e loro direzionamento per “addomesticare” le turbolenze nocive generate delle ruote anteriori.

Ala anteriore 2019: gli effetti sull’aerodinamica

Y250 il vortice fondamentale

Partendo dal centro del muso e percorrendo con lo sguardo l’ala anteriore in direzione di uno dei due pneumatici, osserviamo che alla fine della parte piana imposta per regolamento, le ali presentano una sequenza di profili particolarmente lavorati e acuminati che, come fossero delle “dita”, si raccolgono verso una zona ben precisa. Questi profili riescono a generare dei piccoli vortici che si compongono poi in un unico grande vortice artificiale estremamente potente e ben direzionato che percorre tutto il corpo vettura. Questo vortice è noto agli aerodinamici come “Y250 vortex” ed è un po’ la “pietra angolare” dell’aerodinamica di una F1 moderna. Il suo nome deriva dal fatto che si genera a 250 mm dal centro del muso della vettura e percorre la stessa in direzione longitudinale, convenzionalmente indicata con la lettera “Y”. Il vortice Y250 ha una doppia funzione. Da un lato costituisce il lato interno del corridoio destinato ad incanalare le turbolenze nocive generate delle ruote anteriori. Dall’altro lato prosegue attraverso i bargeboard e poi attorno al fondo piatto della monoposto, fino alle ruote posteriori, generando una specie di “minigonna pneumatica” che sigilla il flusso d’aria che scorre al di sotto la vettura. Grazie a quest’ultima funzione, le moderne monoposto possono permettersi di viaggiare con angoli di “rake” particolarmente elevati dal momento che il flusso che genera deportanza al di sotto della vettura è “sigillato” dal vortice Y250.

L’effetto Outwash

La parte più esterna di un ala di F1 è dotata di una combinazione di profili che anch’essi servono a generare una serie di vortici che si uniscono a formare un unico grande vortice con la funzione di costituire il muro più esterno del corridoio descritto sopra. In questo modo, unitamente al vortice Y250, si viene a generare un canale che imbriglia ed allontana dal corpo vettura le turbolenze generate dagli pneumatici anteriori che risulterebbero particolarmente nocive ed inefficaci per funzionamento dell’aerodinamica posteriore della monoposto dal momento che porterebbero aria turbolenta verso il retrotreno della vettura, oltreché rallentarla per via dell’impatto con le ruote posteriori. Questa funzione di deviazione flusso è definita in inglese “outwash effect”. E’ il caso di evidenziare che questo “outwash effect” è stato reso possibile solo dopo che, dal 2009, le ali hanno raggiunto una larghezza tale da riuscire a ben indirizzare esternamente alle ruote anteriori il flusso generato dalle le loro estremità. In fase di sorpasso, questo flusso risulta particolarmente disturbante per la monoposto che segue, la quale viene investita dai “corridoi” di aria turbolenta prodotto dalla vettura di testa che i ricongiungono proprio di fronte a lei.


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