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alessia e michela orlando: L'ESILARANTE VIAGGIO DI STEINBECK DA NAPOLI A POSITANO-LA FINE INGLORIOSA DEL TACCHINO

Creato il 23 agosto 2010 da Gurufranc

alessia e michela orlando: L'ESILARANTE VIAGGIO DI STEINBECK DA NAPOLI A POSITANO-LA FINE INGLORIOSA DEL TACCHINO

L'ESILARANTE REPORTAGE DI JOHN STEINBECK

LA CRONACA DI UN VIAGGIO DA NAPOLI A POSITANO

LA FINE INGIUSTA E INDECOROSA DEL TACCHINO

Leggiamo (non occorre spaventarsi: giungerà, poi, l'italiano):

by John Steinbeck( from Harper's Bazaar, May 1953)

 I first heard of Positano from Alberto Moravia. It was very hot in Rome. He said, "Why don't you go down to Positano on the Amalfi coast? It is one of the fine places of Italy." Later John McKnight of the United States Information Service told me the same thing. He had spent a year there working on a book. Half a dozen people echoed this. Positano kind of moved in on us and we found ourselves driving down to Naples on our way.

To an American, Italian traffic is at first just down-right nonsense. It seems hysterical, it follows no rule. You cannot figure what the driver ahead or behind or beside you is going to do next and he usually does it. But there are other hazards besides the driving technique. There are the motor scooters, thousands of them, which buzz at you like mosquitoes. There is a tiny little automobile called "topolino" or "mouse" which hides in front of larger cars; there are gigantic trucks and tanks in which most of Italy's goods are moved; and finally there are assorted livestock, hay wagons, bicycles, lone horses and mules out for a stroll, and to top it all there are the pedestrians who walk blissfully on the highways never looking about. To give this madness more color, everyone blows the horn all the time. This deafening, screaming, milling, tire-screeching mess is ordinary Italian highway traffic. My drive from Venice to Rome had given me a horror of it amounting to cowardice.

 I hired a driver to take me to Positano. He was a registered driver in good standing. His card reads: Signor Bassani Bassano, Experienced Guide-all Italy-and Throt Europe." It was the "Throt Europe" that won me.

E poi:

(…) Well, we had accomplished one thing. We had imported a little piece of Italian traffic right into our own front seat. Signor Bassano was a remarkable man. he was capable of driving at a hundred kilometers an hour, blowing the horn, screeching the brakes, driving mules up trees, and at the same time turning around in the seat and using both hands to gesture, describing in loud tones the beauties and antiquities of Italy and Trhrot Europe. It was amazing. It damn near killed us. And in spite of that he never hit anybody or anything. The only casualties were our quivering, bleeding nerves. I want to recommend Signor Bassano to travelers. You may not hear much of what he tells you but you will not be bored.

Abbandoniamo l'Inglese (ma la versione integrale è qui:

http://www.fortunecity.com/littleitaly/amalfi/84/positanosteinbeck.htm

e passiamo alla versione pubblicata a cura di ENTE PROVINCIALE PER IL TURISMO-SALERNO.

Breve riassunto di ciò che è stato letto in Inglese:

John Steinbeck è un americano. Ed è, ovviamente, a Roma. Ha caldo e Alberto Moravia: Perché non andate a Positano?, sulla costa amalfitana? (…) È  uno dei posti più belli d'Italia.

John McKnight, dell'United States Information Service, ribadì cosa simile: c'era stato un anno, laggiù.

Steinbeck è scottato dalla vita italiana e dal modo di guidare degli indigeni: i motor scooter ronzano a migliaia come zanzare; c'è la minuscola Topolino ma anche gli autotreni, i camions, per il trasporto merci; dopo Venezia e Roma, dove ha guidato lui, non ne vuol sapere più. Sceglie un autista autorizzato, influenzato dalla parola EUROPA che emerge dal suo biglietto da visita. E questi è uno che riesce a: guidare a cento all'ora; suonare; frenare terrorizzando i somari; girarsi da ogni parte; gesticolare con entrambe le mani; illustrare le bellezze d'Italia e d'Europa. Uno spasso: che per poco non li ammazzava. Ma non investì niente e nessuno. Napoli fu attraversata come un fulmine; lasciata Pompei alle spalle, guizzarono come un lampo nelle montagne dietro Sorrento. E lui che fa? Ovvio: mastica un malinconico Torna a Sorrento…

Dopo è un tuffo dalla strada alta sull'azzurro, attraverso una strada dal bordo esile, dove non possono incrociarsi due auto, dove però c'è di tutto (autobus, camion, scooter, bestiame vario), verso il mare ovviamente. Ma loro non vedono nulla: loro, lui e la moglie, se ne stanno avvinghiati, piangendo istericamente, mentre Bassano continuava a gesticolare. Scrive: L'azzurro Tirreno si leccava i baffi aspettandoci.  

Alla fine: fummo depositati a Positano, semisvenuti ma salvi.

E: Positano colpisce profondamente.

Il resto va letto; a limite la versione in Inglese che è liberamente fruibile cliccando sukl link precedentemente trascritto.

Segnaliamo un antefatto al finale, altrimenti incomprensibile: si avvicina la festa più importante per gli americani: il Giorno del Ringraziamento. Di solito si mangia il tacchino. Non si può rinunciarci. Il volatile finirà a mare, forse per gli incubi; verrà cucinato lo stesso (dopo avergli fatto ingurgitare gocce di Brandy; in questo caso si ha del Gran Marnier e quello si impiega), come usa farsi in quelle aree del mondo. Sono solo pagine 25 nella versione cartacea italiana. Un articolo da Harper's Bazaar del 1953 in Inglese. E dentro quelle parole, siano esse in Inglese o in Italiano, nella versione cartacea o web, c'è una Italia che in parte è comparsa. La strada, però, è la stessa.

L'ultima frase:

They cooked the turkey that afternoon and sat down to dinner about eight in the evening. And they say that not even an extra dose of sage in the dressing completely removed the taste of sea water from the white meat.

Cucinarono il tacchino quello stesso pomeriggio, e verso le otto andarono a tavola. Dicono che nemmeno una dose speciale di salvia riuscì a togliere alla carne il sapore di acqua salata.

La foto: copertina di POSITANO, di John Steinbeck.

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