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Alexander Calder, fontana di mercurio

Creato il 05 aprile 2020 da Artesplorando @artesplorando
Alexander Calder, fontana di mercurioAlexander Calder, fontana di mercurio

L’artista statunitense Alexander Calder è principalmente conosciuto per aver inserito elementi mobili all’interno delle proprie opere denominate appunto “mobili”. Con queste particolari sculture, realizzate con materiali diversi, l’artista può tranquillamente essere inserito tra i pionieri dell’arte cinetica, un tipo particolare d’arte contemporanea che mette al centro della propria ricerca il movimento. Sebbene le sculture mobili di Calder appaiano come strutture casuali e totalmente arbitrarie, in realtà ci sono regole specifiche da seguire per il collegamento e la disposizione dei singoli elementi. Le sue creazioni più note sono fatte con forme di alluminio dipinte, estremamente leggere, sospese a sottili fili e corde.

Una fontana di mercurio

Nel suo passato l’artista ebbe una formazione come ingegnere meccanico e solo negli anni Venti iniziò a costruire le sue prime sculture. In particolare Calder cominciò a realizzare opere capaci di spostarsi con i più lievi movimenti dell’aria a partire dal 1934. L’opera che vedete qui però non è una delle più classiche dell’artista, infatti non è appesa, ma si tratta di una fontana. E se pensate che si tratti di una comune fontana vi sbagliate di grosso anche perché funziona con un liquido molto diverso dall’acqua: il mercurio.

Ma serve una premessa. Calder si trovò a Parigi nell’anno in cui numerosi artisti spagnoli stavano ottenendo commissioni per il padiglione della Repubblica spagnola al Salone Internazionale tenutosi nel 1937 nella capitale francese. Calder fu l’unico artista non spagnolo a lavorare nel padiglione, e la sua Fontana di mercurio fu il modo per evidenziare un aspetto economico della guerra civile in corso in Spagna in quegli anni. Le miniere di mercurio di Almadén erano infatti assediate dall’esercito nazionalista del generale Franco.

Questa fontana in realtà è una replica esatta dell’opera fatta sempre da Calder e riproduce la struttura sopra un’ampia piscina di mercurio. La curiosa composizione ha dovuto risolvere alcuni problemi tecnici perché il liquido era parte integrante del lavoro, dovendo generare esso stesso il movimento. Il mercurio, metallo liquido, esce da un tubicino e scorre attraverso una serie di piccole vasche prima di tuffarsi definitivamente nella grande piscina. Le due antenne sospese sopra la vasca, terminanti con placche d’alluminio dipinte di nero e di rosso, si muovono proprio grazie all’ultima cascatella creata dal mercurio. L’antenna più alta, oltre ad avere un grande cerchio rosso, termina con la parola “Almaden”, scritta con un filo di rame. Ciò rappresenta un chiaro riferimento alle miniere spagnole.

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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