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"Alexandr Nicolaievic Scriabin, tra Genio, Follia e Spiritualità" di Riccardo Muti

Da Risveglioedizioni
Risveglio Edizioni, Libri, Spiritualità, Meditazione, Medicina, Cosmologia, Arte, Filosofia, Ufologia, Federico Bellini, Ambra Guerrucci, Osho, TV Alexandr N. Scriabin fu una personalità di estrema sensibilità, dal carattere visionario e dalla manifesta fragilità psichica, a cui probabilmente non fu estraneo il fatto che la madre morì quando egli era ancora bambino (il padre, un diplomatico, lo affidò alle cure di tre anziane parenti)...
Fin da giovane egli ebbe una visione tormentata del mondo e si dedicò assiduamente a letture di carattere filosofico. Se da una parte cercava risposte di pensiero a quesiti arditissimi, d’altra parte cercava queste medesime risposte nella musica. In questo modo, il legame fra il pensiero filosofico e la musica si fece nell’Autore sempre più stretto, al punto da diventarne inscindibile e a creare per il grande pubblico una notevole difficoltà d’ascolto. Per fare un esempio della iper-sensibilità della mente del compositore, che continuamente si muoveva fra genialità-creativa e disturbo mentale, vale la pena di citare queste frasi: “Tutto quello che esiste esiste, esiste soltanto nella mia coscienza… Io sono Dio… L’onda del mio essere inonderà tutto il mondo… tempo e spazio sono solo creazioni del mio Io”. Quella di Scriabin è una musica visionaria, che fonde gli elementi di decadenza del Romanticismo europeo con quelli provenienti da varie esperienze di pensiero come la teosofia, l’esoterismo e il misticismo. Il musicista russo (che era anche un grande pianista) ricercava una dimensione “circolare, “assoluta” della sua musica, dove misticismo e sensualità si fondessero in un tutt’uno globale. In questo senso “Le Divin Poème”, rispetto alle altre due sinfonie – tutti e tre i lavori sono scritti nella forma di un solo grande movimento comprendente nel proprio interno una serie di movimenti diversi  - raggiunge il risultato più alto, proprio perché questa idea di circolarità, di universalità, di fusione fra spiritualità e sensualità, tocca vertici assoluti. In anni successivi Skriabin si avvicinò alla “Divina Commedia” di Dante, il cui finale sembra ricordare la dimensione cosmica del “Divin Poème”. La tappa successiva di questa ricerca della musica totale si sarebbe dovuta chiamare Misterium e avrebbe fuso tutte “le seduzioni dei sensi”, suoni, danze, luci e profumi, in un rituale da celebrare in un tempio emisferico. Purtroppo Scriabin non ebbe il tempo di realizzare questo lavoro, perché sopraggiunse la morte, a soli 43 anni. Fonte: www.muti.ch

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