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All’Angelo, Nell’Anno del Signore torna a coinvolgerci

Creato il 26 dicembre 2017 da Dfalcicchio

All’Angelo, Nell’Anno del Signore torna a coinvolgerci

Roma

Dal 29 dicembre il Teatro dell’Angelo, la bella sala che apre il proprio palcoscenico in zona Prati, sarà scena totale, con coinvolgimento della platea per l’allestimento di Nell’Anno del Signore, l’opera di Luigi Magni, che fu un film di straordinario successo, con Manfredi, sordi e Tognazzi. Da qualche tempo Antonello Avallone, direttore artistico del teatro, attore e regista mette in scana questo spettacolo corale, coinvolgente, divertente e drammatico allo stesso tempo.

Nell’Anno del Signore ritorna sulle tavole dell’Angelo con un nuovo allestimento, ancora più movimentato e avvolgente.

C’è grande attesa in città per questa nuova performance. Avallone garantisce sempre un teatro di qualità, mai banale e sempre ispirato dalla sua vena artistica che sa mescolare tradizione e modernità, come ha dimostrato anche nelle riletture di Woody Allen.

Questa volta, il protagonista è la figura di un uomo del popolo che, tramite le sue invettive scritte contro il papato, diventa il simbolo delle pasquinate e di Pasquino, nome della statua che raccoglieva idealmente intorno a sé i fogli ricchi di versi/invettive.

La pièce ha come protagonista e regista Antonello Avallone ed è un affresco popolare del malessere del popolo contro le restrizioni e le violenze del papato. E’ un lavoro che sa miscelare battute divertenti e fulminanti, con momenti di riflessione e drammaticità.

Nella compagnia di attori citiamo la coprotagonista, la brava e bella Maria Cristina Fioretti che ha già recitato in precedenti versioni e che molti ricorderanno per una Anna Magnani teatrale e televisiva di rara sensibilità.

Nel cast vi è anche Giovanni Scipioni, un giornalista di lungo corso di La Repubblica, ideatore e direttore per tanti anni de I Viaggi di Repubblica, che debutta come attore e che, con grande passione, trova così una deviazione originale e stimolante nel proprio percorso di vita.

Mauro Pecchenino


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