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Alla scoperta delle tribù arabo-berberi residenti nelle zone del Sahara Occidentale del Marocco

Creato il 21 settembre 2018 da Yellowflate @yellowflate

Alla scoperta delle tribù arabo-berberi residenti nelle zone del Sahara Occidentale del Marocco
di Domenico Letizia*
L'Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi) in collaborazione con la Federazione Italiana Diritti Umani (Fidu) ha svolto una missione dal carattere politico economico e giuridico in Marocco per comprendere le opportunità nel Regno per le imprese, monitorare gli avanzamenti in termini di democrazia e stato di diritto e visionare con incontri, interviste e colloqui la situazione nelle regioni del Sahara Occidentale del Marocco, visitando tribù locali, cooperative e strutture industriali. Nella regione di Laâyoune incontriamo i rappresenti del Centro Regionale d'investimento della Regione di Laayoune Sakia Hamra. Ad accoglierci una serie di analisti con il direttore del centro Mohamed Boumesmar che ci presenta i dati economici della regione: una regione in piena espansione. La regione ha grandi riserve di sale la cui produzione rimane artigianale. Tali riserve sono presenti nelle zone di Tazgha, Oum Dbaa, Tislatine, Tizfourine e Oum Trais. Non solo, immensa è anche la ricchezza della zona legata ai fosfati. Studi geologici hanno rivelato che solo l'area di Boucrâa, situata a circa 100 km a sud-est di Laayoune, possiede un immenso giacimento, stimato in circa 2 miliardi di tonnellate di fosfato e rappresentano solo dal 2 al 3% delle riserve totali del paese, stimate in oltre 60 miliardi di tonnellate. Se, al momento, solo i fosfati sono oggetto di ricerca e sfruttamento industriale, altre risorse come il rame e il ferro, che dopo i fosfati è la principale ricchezza minerale del Sahara marocchino, possono essere sfruttati in tali territori. Il centro invita gli imprenditori italiani a conoscere la zona dando il loro benvenuto a tutti coloro che vogliono costruire una progettualità serie e competitiva. Anche l'allevamento risulta molto florido nella regione.

Alla scoperta delle tribù arabo-berberi residenti nelle zone del Sahara Occidentale del Marocco

Cammelli e capre si adattano perfettamente all'ambiente arido della regione. Dal 1976, il settore ha registrato una forte crescita, mentre il bestiame dei cammelli è passato da 3.000 capi a 90.000 capi divenendo un patrimonio da tutelare. Cammelli e capre si adattano perfettamente all'ambiente arido tipico della zona geografica. Inoltre, il latte di cammello e la lavorazione dei suoi derivati, tipico nella zona è il formaggio di cammello privo di grassi, sono ancora distribuiti secondo un'economia "domestica" e tali prodotti meriterebbero, indubbiamente, l'accesso e la conoscenza di mercati più ampi. Ad allevare i cammelli sono le locali tribù arabo-berberi organizzate in piccole aziende familiari o in cooperative. Tra le richieste dei rappresentanti delle tribù vi è quella di far conoscere le eccellenze e i prodotti del cammello anche al mercato italiano ed europeo. Altro settore in forte espansione è quello del turismo. Il turismo balneare è in piena espansione, ma altre tipologie di approccio turistico restano da implementare, tra cui il turismo sportivo nel deserto e l'ecoturismo.
*Presidente dell'Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale

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