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Allattare è una scelta. Dove e come farlo anche.

Da Mammachevita @mammachevita_g

Non sono sicuramente la prima mamma al mondo che decide di parlare di allattamento.

E se di una cosa sono più che certa, probabilmente non sarò nemmeno l'ultima.

Ho scritto post sul mio modo di vivere l'allattamento esattamente come ho parlato delle mie esperienze su tantissimi altri temi. Esperienze personali (strettamente personali aggiungerei) che possono essere il riflesso di quelle di altre donne con la stessa probabilità con il quale per altre, possono essere esattamente l'opposto.
Come ho già detto e come tengo a ribadire al mondo esistono solo mamme imperfette: io faccio una determinata cosa in un modo, mentre tu per raggiungere lo stesso obiettivo probabilmente la fai in un altro.

È anche per questo che il mondo è vario.

E se di allattamento si parla, nella mia personale avventura di mamma che ha allattato in passato e che allatta tutt'oggi posso dire che nel tempo ho cambiato la mia visione delle cose cavalcando le mie necessità e, rispettivamente, le esigenze dei miei tre figli.

La mia avventura è iniziata con molte domande: come, quanto, quando ma soprattutto dove? Si... dove?
Il pensiero di allattare fuori casa o comunque in presenza di persone al di fuori di mio marito mi metteva estremamente a disagio. Non mi faceva sentire serena.
Il momento della poppata era per me un istante così intimo da volermelo godere in quell'unica compagnia che era di quella di mio figlio. Il mio primo figlio.

Il primo figlio è quello che ti sconvolge la vita ma che allo stesso tempo ti aiuta a mettere le basi per poter essere mamma di nuovo.

Magari (e si spera) in un modo ancora migliore di come lo sei stata per il primo facendo tesoro delle esperienze vissute.

Ed è così che mi sono ritrovata ad essere una reclusa in casa per mia volontà.
Nonostante allattassi al seno, il mio bambino era puntuale come un orologio svizzero ad ogni poppata e questo mi permetteva di fare una passeggiata per rientrare all'orario stabilito dalla sua fame, facendolo mangiare rimanendo seduta comodamente sul divano di casa o sdraiati fianco a fianco nel lettone.

Mi sentivo più felice così. Semplicemente.

Ho rivoluzionato il mio modo di pensare e di gestirmi solo dopo l'arrivo del secondo figlio. Un bimbo che al contrario del fratello maggiore mangiava con una frequenza allucinante e, essendo nato d'estate, tra il caldo e la fame poppava almeno ogni ora. Mi ero quindi organizzata per far si di allattare all'aperto, deglutendo a forza quella pudicità che tanto mi aveva segnato con il primo figlio.

Munita di reggiseni e maglie dall'allattamento riuscivo a mettermi in un angolino ad allattare senza dare nell'occhio coprendo il mio seno e il mio vorace bambino grazie all'aiuto dei teli di mussola. Una scoperta utilissima ancora oggi.

Grazie alla perenne fame del mio secondo bimbo sono riuscita a vincere il mio disagio e la mia timidezza potendo godere di quegli attimi che in qualche modo con il più grande dei miei figli avevo perso. Attimi che nonostante le difficoltà mancano ma che sto rivivendo ancora con il mio terzo bambino.

Lo stesso terzo bambino che mi ha fatto cadere ogni velo.

Con lui ho allattato e sto allattando ovunque.

Ho allattato e allatto sull'aereo.
Ho allattato e allatto sugli autobus, in metropolitana e in aeroporto.
Ho allattato e allatto in negozi, al parco, in piazza.
Ho allattato e allatto camminando sul corso della città, facendo shopping e nei ristoranti tra una pizza e una patatina.
Ho allattato persino seduta su uno scalino sul ciglio di una strada di passaggio in mancanza di una panchina.

Ho allattato e allatto ogni qual volta che mio figlio ha sete o fame. Ogni volta che bisogno di una coccola o di un abbraccio.
Lo faccio ogni volta che uno dei due sente la necessità di un contatto pelle a pelle permettendo così ai nostri corpi di entrare in contatto in un modo più unico che speciale.

E lo faccio coprendomi esattamente come con la stessa frequenza mi dimentico di farlo. Perchè anche a me capita di essere presa alla sprovvista o di dimenticarmi il lenzuolo per l'allattamento soprattutto se esco di casa in ritardo o se ho la borsa piena.

Ma nessuno dovrebbe sentirsi in soggezione o a disagio per questo.

Ho persino allattato davanti a dei docenti intenti nella loro sezione e io seduta in prima fila.
Uomini e donne che hanno vissuto quel momenti come un bisogno naturale madre/figlio. Loro spiegavano, io seguivo. L'importante era solo quello e ho avuto la fortuna di avere di fronte persone così intelligenti da comprenderlo.

Persone che non posso dire di incontrare sempre anche sui social.

I social infatti sono diventati ufficialmente un mezzo per dare voce a chiunque. Ignoranti compresi.

Io amo condividere la mia quotidianità nel suo essere spesso anche noiosa. Amo ironizzare allo stesso modo di come amo ricordare piccoli momenti con entusiasmo condividendoli con chi nel tempo mi è entrato nel cuore e che è un po' come se facesse parte della mia famiglia.

E anche l'allattamento fa parte di questi momenti.

Condivido foto del mio bambino che dorme, che gioca, che sorride e, anche se non sempre con molta semplicità, anche mentre mangia. Questo perché volente o nolente ci sono mamme che possono avere il bisogno di sentirsi meno sole anche grazie alla solidarietà che, almeno tra di noi, dovrebbe esistere.
E lo dico come mamma che lo è stata per la prima volta e che spesso aveva bisogno di conferme a dubbi e perplessità. E che trovava sostegno e conforto grazie ad altre mamme nel web.

Un sostegno e una complicità che oggi, quattro anni dopo, ancora non esiste a 360 gradi e dove le persone sono pronte a giudicare una foto dove la mamma allatta il suo bambino e dove, citando testualmente n commento fatto sotto una mia foto sul profilo Instagram

Premesso che ho allattato anche io i miei figli e il gesto è assolutamente il più naturale che possa esistere, trovo che postare questa foto in un profilo pubblico travalichi di gran lunga ogni limite del buon gusto

la domanda più ovvia da farsi sarebbe:

Ma di cosa stiamo parlando?!

L'allattamento è vita e come tale ha il diritto di essere presente ovunque.

Qualche giorno fa ho letto un bellissimo articolo di Olga Zappalà (aka Mammaholic) sul tema allattamento. Un articolo che ho sposato quasi integralmente in ogni sua parola ma che, soprattutto, ho trovato molto interessante
Un articolo che pur toccando lo stesso l'argomento da una voce a tante donne che hanno il diritto di allattare dove meglio credono e dove ne deriva necessità
Un articolo da leggere soprattutto da parte di chi ha ancori dubbi su un gesto così tanto naturale.


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