Almanacco

Creato il 31 luglio 2010 da Fluente

Ciao da Federico alle prese con l’almanacco del fine settimana targato sabato 31 luglio.Un due giorni caratterizzato da un tempo variabile che ha poco a vedere con l’estate,ma diamo spazio agli esperti per vedere che tempo avremo per la prossima settimana.

Domenica, 01 agosto 2010:

Sul nord-ovest bel tempo su tutte le regioni al mattino. Verso sera moderato aumento delle nubi su Alpi e Prealpi, con qualche rovescio possibile in serata. Ventilazione debole, temperature in aumento. Sul nord-est bel tempo su tutte le regioni al mattino. Nel pomeriggio moderato aumento delle nubi su Alpi e Prealpi, ma tempo generalmente asciutto sino a sera. Ventilazione debole, temperature in aumento.

CENTRO: Tempo ben soleggiato ovunque su tutti i settori. Qualche nube nelle zone interne di pomeriggio, senza conseguenze. Ventilazione debole occidentale, mari poco mossi. Temperature in aumento.

SUD: Soleggiato su tutte le regioni. Qualche nube residua sulla Puglia e la Calabria Tirrenica, in attenuazione. Nel pomeriggio qualche nube all’interno senza conseguenze, per il resto bel tempo. Ventilazione moderata da nord, in attenuazione. Temperature in aumento.

Lunedì, 02 agosto 2010
NORD: Sul nord-ovest aumento dell’instabilità su tutte le regioni. Temporali in attivazione su Alpi, Prealpi, in sconfinamento locale verso le zone pianeggianti adiacenti verso sera, ma in Valpadana in gran parte asciutto e cielo solo velato. Qualche focolaio temporalesco anche sull’Appennino ligure. Ventilazione moderata da sud, mar ligure mosso. Temperature in lieve calo nei valori massimi. Sul nord-est nubi sparse su Alpi e Prealpi, con tendenza a temporali sparsi tra il pomeriggio e la serata, che potranno coinvolgere l’alto Garda e la fascia pianeggiante più settentrionale. Altrove parzialmente soleggiato ma senza precipitazioni, addirittura sereno sulla Romagna. Ventilazione moderata da sud, mare mosso. Lieve calo delle temperature massime. CENTRO: Bel tempo su tutte le regioni. Qualche nube solo sulla Toscana, senza conseguenze. Ventilazione moderata occidentale, mari mossi. Temperature in aumento.

SUD: Bel tempo ovunque. Pochi anche gli addensamenti nelle zone interne nel pomeriggio. Venti deboli da sud-ovest, temperature in aumento.
Martedì, 03 agosto 2010

NORD: Sul nord-ovest tempo in miglioramento, con gradevole ventilazione da nord, nubi residue solo sulle Alpi e sull’est della Lombardia, dove non si esclude qualche isolato rovescio pomeridiano. Temperature in calo nei valori minimi, massime in contenuto aumento, ma clima gradevole. Sul nord-est e sulla Romagna nuvolosità irregolare con alcune schiarite e qualche spunto temporalesco sparso, in discesa dai monti verso pianure e coste. Prevalenza di schiarite e solo pochi rovesci isolati sull’Emilia. Lieve calo termico.

CENTRO: Sulle Marche e la Toscana interna lieve accentuazione dell’instabile con qualche rovescio o breve temporale, segnatamente nel pomeriggio, altrove cielo poco nuvoloso o velato, con sviluppo di cumuli in Appennino nel pomeriggio, ma con scarso rischio di fenomeni. Temperature senza grandi variazioni.

SUD: Bel tempo su tutti i settori. Un po’ di caldo, ma senza eccessi.

TENDENZA SUCCESSIVA
MERCOLEDI qualche temporale pomeridiano su zone interne marchigiane ed abruzzesi, per il resto bel tempo, temperature gradevoli. GIOVEDI bel tempo ovunque, con caldo nella norma. La tendenza vedrà una persistenza del tempo soleggiato, salvo addensamenti passeggeri nelle Alpi. Aumento delle temperature e un po’ di caldo, specie al centro-nord.

I lavori della settimana:


In semenzaio si seminano cicoria, catalogna, cipolla, radicchio.Si piantano all’aperto finocchio autunnale, lattuga e radicchio da taglio, spinacio, valerianella,scarola.Si cimano cetriolo, melanzana, peperone pomodoro, zucca.Si raccolgono i pomodori da conserva, le verdure a bulbo per la conservazione invernale (aglio, cipolle ramate, scalogno) e le patate.Si rincalzano finocchio e, se le piante hanno raggiunto il massimo sviluppo, si compie la stessa operazione   anche con sedano,indivia riccia e scarola.   Si potano rosai rampicanti non rifiorenti, alberi e arbusti sfioriti: si tagliano alla bas i rami vecchi e sfioriti delle ortensie   e quelli più interni e deboli.

Da sapere


La lunazione “Del sole”

Questa lunazione, detta “Del sole”, ha inizio con la luna nuova di agosto e termina con quella di settembre. È il periodo del solleone e la temperatura diurna raggiunge i suoi massimi livelli. L’attività vitale delle piante subiscono un rallentamento, la linfa che scorre è ricca d’energia, ma non è spinta dalla vitalità e dagli eventi della stagione primaverile. Durante la notte, con”bagni di luna”, la vegetazione fa scorta di energie per prepararsi al prossimo autunno. Per gli indiani Cherokee questo è il “mese della fine della Luna della frutta”, mentre per i Lakota questo periodo corrisponde alla “Luna in cui le ciliegie diventano nere”. È possibile eseguire dei lavori sulle piante senza provocare danni (grazie al rallentamento dell’attività della pianta stessa): si possono effettuare rinvasi, innesti a gemma, trattamenti vari e tagli di riordino.

Il libro verde

Un Giardino (quasi) Senz’Acqua


Come dimostrano Michèle e Jean-Claude Lamontagne, un giardino per essere rigoglioso non richiede per forza abbondanti annaffiature. Con l’ausilio di molte fotografie, gli autori ci invitano a concepire un giardino sobrio che necessita di poca acqua senza però essere troppo austero.

Il risparmio idrico presenta il duplice vantaggio di limitare i costi di annaffiatura e di preservare una risorsa del pianeta, il cosiddetto ‘oro blu’. Dalla lavorazione del terreno alla scelta delle varietà di piante adatte alle diverse condizioni climatiche, passando per tecniche di coltivazione ragionate che includono sistemi di annaffiatura razionali, questo libro ci offre una miniera di consigli che ci consentiranno di non sprecare acqua e di ottenere un giardino di rara bellezza.
Prezzo -€ 9,90
Libro – Pagine 96
Formato: 16,5×21
Anno: 2010-Red Edizioni.

Itinerari marchigiani


San Ginesio

Il nome

È legato al patrono, Lucio Ginesio, martire romano, che fu attore, musico e mimo.Visse sotto l’imperatore Diocleziano (284-305) che lo fece decapitare, nonostante gli fosse molto caro, perché, dopo aver a lungo dileggiato i cristiani durante i suoi spettacoli, improvvisamente si convertì alla nuova fede. Le sue spoglie sono custodite nella Chiesa Collegiata.
La Storia

è documentata l’esistenza di una grande chiesa funzionale alle esigenze religiose di una comunità in piena espansione demografica, conseguente al fenomeno dell’incastellamento.un documento parla dell’istituzione di un corpo di canonici (capitolo) della Collegiata, segno di agiatezza e vitalità dell’amministrazione. Il castello diviene un libero comune spesso tormentato da lotte intestine o con i comuni vicini. Intorno al 1250 San Ginesio raggiunge, secondo gli storici, i 27 mila abitanti. Dalla metà del ‘200 al 1434 il comune è sotto l’influenza dei signori Da Varano.inizia la ricostruzione della cinta muraria, intervallata da otto porte (oggi ne restano quattro), per far fronte ai continui dissapori, sfociati anche in battaglie, con Fermo.una fazione di cittadini favorevole al ritorno del regime dei Da Varano manda in esilio 300 ginesini, i quali si rifugiano a Siena e vi tengono un comportamento così esemplare da indurre i senesi a perorare la loro causa presso le magistrature comunali, che acconsentono al loro rientro in patria.Papa Pio II approva il nuovo ordinamento municipale redatto sul modello senese.gli abitanti di San Ginesio si tassano per sostenere le spese per la richiesta al Papa della promozione a città, ma senza successo.
Nascosta nel portale della Collegiata c’è la mano di Dio che regge il mondo

Sorge nella piazza principale il gioiello di San Ginesio. è la chiesa Collegiata, che si presenta con la facciata suddivisa in due parti, di cui l’inferiore è più antica e comprende il magnifico portale (sec. XI) in travertino, con archi concentrici a tutto sesto che continuano lo stesso ritmo architettonico delle colonnine e dei pilastrini.Incastonata in una formella nell’angolo destro del portale vi è la rozza figura del santo istrione, forse longobarda. Fra i capitelli delle colonnine del portale fanno capolino a destra, il volto di Ginesio e a sinistra la mano dell’Eterno che sorregge la Sphaera Mundi, il globo della terra.La parte superiore della facciata è un vero ricamo in cotto: suddivisa in cinque prospetti di uguale larghezza ma di differente altezza, fu costruita da un maestro tedesco nel 1421, durante le ultime fioriture del gotico che s’innesta sulla tradizione romanica. Accanto alla facciata è la torre civica romanica con cuspide a bulbo ricostruita nel XVII sec.Nel silenzio delle sue navate la maestosa chiesa ha accolto testimonianze di ogni epoca e stile. Il Crocefisso ligneo è quello portato dai 300 esuli nel 1450 durante il loro ritorno a San Ginesio.Dalla scuola del Perugino viene una Madonna con Bambino e Santo Patrono, mentre le cappelle che si aprono sulla navata destra custodiscono opere di Federico Zuccari, del Pomarancio, di Simone de Magistris e altri valenti pittori.Nella cripta, si ammirano gli affreschi di Lorenzo Salimbeni del 1406.Quasi contemporanea alla Collegiata è un’altra splendida chiesa romanico-gotica, edificata nel 1050 e dedicata a S. Francesco: l’armonioso portale e l’abside sono le testimonianze più antiche, mentre l’interno a sala, in stile neoclassico, ospita opere pregevoli tra cui un’intensa Crocifissione di scuola riminese-marchigiana.A pochi passi si trova un’altra antichissima chiesa (996), quella di S. Michele, dal bel portale gotico e con un’edicola interna affrescata da Stefano Folchetti, pittore locale di echi crivelliani.Del periodo gotico restano inoltre le mura castellane e i portici superstiti dell’Ospedale dei pellegrini (XIII sec.), così detto perché vi ricevevano assistenza e ospitalità i pellegrini che transitavano per San Ginesio diretti a Loreto o a Roma, quasi sempre a piedi.Restaurato nel 1456-57 con l’aggiunta della loggia, l’edificio preserva il fronte in stile romanico. Da vedere infine: diversi bei palazzi, le quattro porte superstiti, le chiese di S. Gregorio, di S. Maria in Vepretis e dei SS. Tommaso e Barnaba. Ma è tutta l’atmosfera del borgo, avvolto in panorami luminosi, a incantare e stupire.Lo chiamano “il balcone dei Sibillini”, per le belle vedute panoramiche, il verde d’intorno, i tesori all’interno.
Il prodotto del borgo

Dalla farina di granturco viene il polentone che si mangia alternato a sugo di carne (maiale, vitello o pollo) o in bianco (con salsiccia, costate di maiale e funghi) con aggiunta di formaggio pecorino.

Il piatto del borgo
La ricetta dei prelibati vincisgrassi è legata al nome di Windischgratz, principe austriaco per il quale questo piatto venne preparato per la prima volta.

Ciò che rende unici i vincisgrassi, da molti impropriamente associati alle lasagne emiliane, è la scelta delle carni usate per il ragù, che viene amalgamato alla besciamella per condire gli strati di pasta.


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