Regia: Ilaria Jovine
Anno di produzione: 2013
Durata: 60′
Tipologia: documentario
Genere: biografico/sentimentale/sociale
Paese: Italia
Produzione: Marechiaro Film
Ambientazione: Colombia / Monteflavio (Sabina) / Roma
Titolo originale: Almas en Juego
Soggetto: Ilaria Jovine
Sceneggiatura: Ilaria Jovine
Montaggio: Ilaria Jovine e Andrea Campajola
Effetti: Roberto Mariotti
Fotografia: Roberto Mariotti
Suono: Michele Boreggi (postproduzione e mix audio)
Produttore: Roberto Mariotti e Ilaria Jovine
Riprese: Roberto Mariotti
Due persone che non si conoscono, due vite segnate dalla sofferenza, due anime che si incontrano per caso. Diana è una donna di 33 anni che vive a Chinchina’, piccolo paesino in Colombia. La donna ha avuto un figlio da un uomo che si è dimostrato poco adatto a fare il padre: un tossicodipendente. Nicola è di Roma, ha 40 anni e in passato ha avuto una relazione con una donna che poi si è rivelata una prostituta. Due vite lontane, separate da un oceano. Due anime sole in cerca di un futuro migliore. Due mondi che si incontrano grazie ad Internet. Alma en juego, infatti, è il nickname che Nicola ha usato nella chat in cui ha conosciuto Diana. Ancora una volta, è la tecnologia a fare da padrona, in un mondo dove sentirsi soli e’ quasi parola d’ordine. La tecnologia che ormai è diventata parte di noi, anche in questo caso, regna sovrana. Se non fosse stato per Internet i due sarebbero rimasti perfetti sconosciuti che ignorano l’uno l’esistenza dell’altra. Un clic fatto per caso che cambia la tua vita e quella di tuo figlio. Una donna che non si sente piu’ sola e si innamora di un perfetto sconosciuto che poi diventerà suo marito e padre di suo figlio. Una storia d’amore romantica segnata dalla modernità. Durante la durata del documentario, il figlio di Diana, Nicolas, legge Pinocchio di Collodi ed è quasi un messaggio nascosto che la regista vuole mandare a chi guarda. Una metafora della vita dei due che anche se finalmente sono assieme, realizzano che, l’amore non basta per poter vivere una vita serena. Manipolati come dei burattini dalla società e dalle difficoltà che trovano una volta arrivati nel paese dell’altro. Nicola arrivato in Colombia cerca disperatamente lavoro anche fuori dal suo campo e Diana una volta in Italia si trova con un quadernetto in mano a studiare la lingua italiana e con mille difficoltà nel trovare un lavoro e nell’integrarsi
La ricerca della felicità. La ricerca di qualcosa che nemmeno Diana e Nicola hanno ancora capito bene. Innamorarsi e creare un futuro assieme. Credere che l’amore vinca ogni cosa. Ma nel mondo d’oggi, nella velocità di Internet e nella superficialità della società, basta davvero solo l’amore?
Luana Verbanac