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Alternanza scuola lavoro o sfruttamento dei minori?

Creato il 04 aprile 2016 da Alessandro Zorco @alessandrozorco

La nuova "sinistra" incarnata dal Governo Renzi, ormai lontana anni luce da quella che difendeva i lavoratori italiani, continua imperterrita l' opera di demolizione delle garanzie minime a favore di chi lavora. Dopo aver messo in soffitta l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ultimo baluardo contro i licenziamenti illegittimi, e dopo la riforma del Jobs Act (che sta immettendo sul mercato del lavoro lavoratori senza diritti che non potranno che eseguire senza fiatare gli ordini dei datori o dei superiori), oggi con l'attuale sistema di alternanza scuola lavoro lo Stato fa di più: rischia persino di sdoganare lo sfruttamento del lavoro minorile, espressamente vietato dalla legge e dai più elementari principi di civiltà giuridica.

La cosiddetta alternanza scuola lavoro - pur rispondendo a un principio teoricamente valido (quello di far capire agli studenti come funziona il mondo del lavoro) - si presta infatti a degli abusi che in un sistema del lavoro perverso come quello italiano si sono purtroppo già verificati.

Alternanza scuola lavoro o sfruttamento dei minori?

La previsione di un monte ore di 200 ore di lavoro obbligatorio e gratuito in tre anni a carico di un minorenne, che diventano addirittura 400 per gli studenti degli istituti professionali, risultano infatti contrarie alla normativa comunitaria che prescrive che i minori non possano svolgere alcuna attività lavorativa prima di aver terminato la scuola dell'obbligo.

In particolare l'alternanza scuola lavoro, prevista dai commi 33 e seguenti della legge 107 del 2015, risulta contraria all' articolo 32 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea come richiamata dall'art. 6 del Trattato di Lisbona che recita:

Articolo 32 - Divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro

Il lavoro minorile è vietato. L'età minima per l'ammissione al lavoro non può essere inferiore all'età in cui termina la scuola dell'obbligo, fatte salve le norme più favorevoli ai giovani ed eccettuate deroghe limitate. I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione.

Se questo divieto assoluto - - che in base ai principi di diritto internazionale deve essere applicato prioritariamente rispetto alla legge nazionale - vale per i ragazzi infrasedicenni, è assai discutibile che anche per gli altri minori dai 16 ai 18 anni siano previste attività lavorative obbligatorie e non retribuite che - prolungandosi per tante ore - rischiano di pregiudicare il loro diritto allo studio senza alcuna reale utilità formativa. Soprattutto se - come succede nella maggior parte dei casi - i genitori non sono assolutamente al corrente di chi sono i formatori che prendono in carico i loro figli, quali sono le loro qualifiche e in base a quali criteri di idoneità sono stati selezionati.

Il sistema alternanza scuola lavoro si presta dunque a notevoli abusi. La prova lampante è quanto avvenuto qualche anno fa, quando la Guardia di Finanza di Bassano del Grappa ha scoperto un sistema con cui 2700 studenti delle scuole di tutta Italia (le 36 scuole superiori coinvolte si trovavano nel Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mentre le aziende che facevano lavorare gli studenti stavano in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna) venivano sfruttati per lavorare gratis in alberghi e ristoranti, soprattutto nei periodi di punta. Ovviamente ad essere retribuito era chi mediava tra le aziende e le scuole, che intascava 60 euro alla settimana per ogni studente.

Allora è giustissimo indignarsi per i ragazzini sfruttati dalle multinazionali nei paesi dell'Africa per estrarre il coltan, il prezioso metallo che serve per realizzare i nostri telefonini, ma bisogna guardare anche le altre forme di sfruttamento minorile che si vogliono istituzionalizzare nel nostro Paese.

E' giusto che i nostri ragazzi (dopo i 16 anni) provino cosa vuol dire lavorare. Ma siccome quella lavorativa è un'attività che gli farà perdere parecchie ore di lezione a scuola è necessario che il sistema alternanza scuola lavoro non sia concepito come il classico sistema all'italiana, ma che la formazione sia effettiva, ci siano rigorosi controlli da parte delle scuole e le famiglie siano sempre informate sulle persone alle quali sono affidati i loro figli.

E soprattutto è necessario che sia ben chiaro che i ragazzi continuano ad essere prima di tutto studenti e non lavoratori: l'adesione che obbligatoriamente il Miur ha fatto firmare ai genitori italiani è invece un classico esempio di contratto capestro dove il minore lavoratore ha solo obblighi, persino quello (assurdo) di presentare il certificato medico in caso di assenza dal lavoro.

Da Cagliari è comunque partito un accorato appello ai genitori affinché tutelino i propri figli contro il sistema alternanza scuola lavoro varato con la legge 107/2015 (peraltro anche in violazione degli articoli 4, 8 e 13 della Carta Europea dei diritti dell'Uomo che prevedono il divieto di lavoro minorile e la tutela dei rapporti familiari): dalla sua pagina Facebook l'avvocato Francesco Scifo ha fornito ai genitori il fac-simile di una lettera da inviare al Miur per denunciare l'illegalità della alternanza scuola lavoro così come è impostata attualmente.

" Ribelliamoci e impugnamo la nuova schiavitù minorile - scrive il legale -. Nessuno deve essere acquiescente alle leggi immorali altrimenti si giustifica tutto, anche le leggi razziali! Io combatto e voi? Scrivete il vostro dissenso alle scuole dei vostri figli! Protestare, reagire ai soprusi è doveroso ".

Questo è il modulo di adesione fornito dal Miur che i genitori italiani hanno firmato obbligatoriamente per le attività di alternanza scuola lavoro dei propri figli.

MODULO DI ADESIONE ALLE ATTIVITÀ DI ALTERNANZA SCUOLALAVORO

Il/a sottoscritto/a __________________________ nato/a __________________ il __________________

residente a ________________ in via/piazza ___________________________ frequentante la classe _______________ sez. A in procinto di frequentare attività di alternanza scuola lavoro nel periodo dal _________ al ______________ presso la struttura ospitante _____________________________

DICHIARA

- di essere a conoscenza che le attività che andrà a svolgere costituiscono parte integrante del percorso formativo;

- di essere a conoscenza che la partecipazione al progetto di alternanza scuola lavoro non comporta alcun legame diretto tra il sottoscritto e la struttura ospitante in questione e che ogni rapporto con la struttura ospitante stessa cesserà al termine di questo periodo;

- di essere a conoscenza delle norme comportamentali previste dal C.C.N.L., le norme antinfortunistiche e quelle in materia di privacy;

- di essere stato informato dal Tutor formativo esterno in merito ai rischi aziendali in materia di sicurezza sul lavoro, di cui al D.Lgs. 81/08 e successive modificazioni;

- di essere consapevole che durante i periodi di alternanza è soggetto alle norme stabilite nel regolamento degli studenti dell'istituzione scolastica di appartenenza, nonché alle regole di comportamento, funzionali e organizzative della struttura ospitante;

- di essere a conoscenza che, nel caso si dovessero verificare episodi di particolare gravità, in accordo con la struttura ospitante si procederà in qualsiasi momento alla sospensione dell'esperienza di alternanza;

- di essere a conoscenza che nessun compenso o indennizzo di qualsiasi natura gli è dovuto in conseguenza della sua partecipazione al programma di alternanza scuola lavoro;

- di essere a conoscenza che l'esperienza di alternanza scuola lavoro non comporta impegno di assunzione presente o futuro da parte della struttura ospitante;

- di essere a conoscenza delle coperture assicurative sia per i trasferimenti alla sede di svolgimento delle attività di alternanza scuola lavoro che per la permanenza nella struttura ospitante.

SI IMPEGNA

- a rispettare rigorosamente gli orari stabiliti dalla struttura ospitante per lo svolgimento delle attività di alternanza scuola lavoro;

- a seguire le indicazioni dei tutor e fare riferimento ad essi per qualsiasi esigenza o evenienza;

- ad avvisare tempestivamente sia la struttura ospitante che l'istituzione scolastica se impossibilitato a recarsi nel luogo del tirocinio;

- a presentare idonea certificazione in caso di malattia;

- a tenere un comportamento rispettoso nei riguardi di tutte le persone con le quali verrà a contatto presso la struttura ospitante;

- a completare in tutte le sue parti, l'apposito registro di presenza presso la struttura ospitante;

- a comunicare tempestivamente e preventivamente al coordinatore del corso eventuali trasferte al di fuori della sede di svolgimento delle attività di alternanza scuola lavoro per fiere, visite presso altre strutture del gruppo della struttura ospitante ecc.;

- a raggiungere autonomamente la sede del soggetto ospitante in cui si svolgerà l'attività di alternanza scuola lavoro;

- ad osservare gli orari e i regolamenti interni dell'azienda, le norme antinfortunistiche, sulla sicurezza e quelle in materia di privacy.

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Alternanza scuola lavoro o sfruttamento dei minori?

Alessandro Zorco è nato a Cagliari nel 1966. E' sposato e ha un figlio. Laureato in Giurisprudenza è giornalista professionista dal 2006. Ha lavorato con L'Unione Sarda e con Il Sardegna (Epolis) occupandosi prevalentemente di politica ed economia. E' stato responsabile dell'ufficio stampa dell'Italia dei Valori Sardegna e attualmente è addetto stampa regionale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Dall'aprile 2013 è vicepresidente regionale dell'Unione Cattolica Stampa Italiana e dal 2014 è nel direttivo del GUS Sardegna.


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