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Amami se hai un contratto: “L’amore al tempo del precariato”

Creato il 26 maggio 2016 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

L'amore al tempo del precariato titolo

Durante le mie ricerche su nuove serie TV e web series da seguire, sono incappata su Ray nella serie web “L’amore al tempo del precariato”, scritto da Michele Bertini Malgarini, Olga Lateano ed Eva Maria Giovanna Milella, secondo progetto vincitore al concorso del Premio Solinas “La Bottega delle Webseries”, prodotto da Rai e Young Films.
L’idea di base è molto semplice, raccontare con ironia la situazione di precariato lavorativo e sentimentale che affligge i giovani d’oggi.
È la storia di Giulia e Michele. Giulia, fidanzata da molti anni ed in procinto di sposarsi con Marco, laureata in sociologia, è alla ricerca di un impiego all’università, ma comprende sin da subito che senza voler scendere a compromessi ha poche possibilità di raggiungere il suo sogno.
Michele è diametralmente l’opposto. Ha cambiato molti lavori nel corso degli anni, non si è laureato e vive ancora in casa con i suoi, per la felicità della madre che lo vizia e la disperazione del padre che non lo vorrebbe ancora a suo carico.
Cosa accomuna questi due giovani, apparentemente così diversi, oltre la loro situazione di precariato?
Un incontro fortuito al locale dove Giulia fa la cameriera per mantenersi e Michele è andato a bere con i suoi amici, una notte di follia e le sue conseguenze, cioè una gravidanza inaspettata.
Tutta la loro esistenza cambierà radicalmente. I loro modi differenti di vedere la vita si incontreranno. I due precari decideranno di fingersi una coppia borghese e di sfruttare la gravidanza per raggiungere i loro fini. Tutto, però, diventa più complicato per Michele con il sopraggiungere nel suo posto di lavoro di Elisa, sua vecchia conoscenza e tagliatrice di teste.

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Sullo sfondo la situazione sociale dei giovani d’oggi. Insicuri, non temprati alle difficoltà della vita, viziati o cresciuti con la falsa favoletta che basta studiare ed impegnarsi per raggiungere i propri sogni e avere più strade aperte tra cui scegliere.
Si ritrovano, invece, alla soglia dei trenta o a vivere da bamboccioni senza alcuna velleità, poiché preferiscono questo alla paura di fallire, o a districarsi tra mille lavori precari, anche non affini ai propri studi.
Fin da subito è chiaro a tutti il messaggio che scendere a compromessi è l’unica via per sopravvivere.
La sola scelta che rimane loro è quanto mettere da parte i propri ideali e i propri valori.
In questo caos ed in questa instabilità ne risentono anche i sentimenti.
Come si può solo ipotizzare di costruire qualcosa con qualcuno se non si è nemmeno sicuri sul proprio futuro personale.

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Quale è la soluzione, dunque, per uscire da questa impasse?
Forse la soluzione è proprio quella di buttarsi almeno nei sentimenti, provare ad investire sulle persone che ci fanno stare bene, nonostante l’insicurezza.
Durerà, oppure no. Ma almeno nell’unica cosa in cui la società ci ha lasciato la possibilità di decidere, potremmo sempre dire di averci provato.
Perché alla fine quello che tutti, o quasi, vogliamo è solo trovare il proprio spazio di ingombro nel mondo, una nostra serenità e stabilità.

Chiara Iovino



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