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"Amnesty International sulla sentenza Diaz, Genova 2001: "importante, ma incompleta e tardiva"

Creato il 06 luglio 2012 da Gaetano61


Nichi Vendola (dichiarazione tratta da l'Unità) ha detto che, con la sentenza della Cassazione emessa ieri sui fatti della Diaz (Genova, 2001) «la nube tossica che per undici anni ha coperto la mattanza alla Diaz si è dissolta. La Cassazione ci dice, con sentenza definitiva, che a Genova nel luglio 2001 i tutori della legge si trasformarono in carnefici di ragazzini». A proposito della posizione assunta dal ministro Cancellieri, Il Fatto Quotidiano ha osservato che «in undici anni, nessun esponente di governo aveva mai preso una posizione così netta e critica sul blitz della polizia alla scuola Diaz al termine del G8 di Genova. Men che meno un ministro dell’Interno. Ci voleva un “tecnico”, il prefetto Anna Maria Cancellieri, per dire che a Genova "sono stati commessi gravi errori” ed “è giusto che i responsabili paghino”». Qualcuno ha parlato di "vertici della Polizia decapitati" dalla sentenza. Ma in mezzo a tutto questo, e non per voler sminuire la portata della pronuncia, rimane ancora "più" di qualcosa da dire. Come fa Amnesty International in un suo comunicato stampain cui, dopo aver parlato di «sentenza importante, che finalmente e definitivamente, anche se molto tardi, riconosce che agenti e funzionari dello stato si resero colpevoli di gravi violazioni dei diritti umani di persone che avrebbero dovuto proteggere», parla, di «pene che non riflettono la gravità dei crimini accertati - e che in buona parte non verranno eseguite a causa della prescrizione» e di «condanne [che] coinvolgono un numero molto piccolo di coloro che parteciparono alle violenze ed alle attività criminali volte a nascondere i reati compiuti».Per Amnesty International, «terminata la fase degli accertamenti delle responsabilità individuali, resta [...] da fare un'analisi che porti a conclusioni condivise su cosa non funzionò a Genova nel 2001 a livello di sistema e su come fare in modo che ciò non si ripeta più». Amnesty avanza alcune proposte, tra le quali:
1) l'introduzione nel Codice Penale italiano del reato di tortura, adottandone una definizione che «includa tutte le caratteristiche descritte nell'articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura»;2) la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura, creando «un meccanismo indipendente nazionale per prevenire torture e maltrattamenti»;3) la possibilità di poter identificare gli appartenenti alle forze di polizia nelle operazioni di ordine pubblico.


 

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