Amore e follia

Creato il 30 aprile 2014 da Dino Licci

                                      Il nascondino (immagine tratta da internet)
Rovistando tra le mie vecchie carte ho trovato questo scritto. Non ricordo da dove l’ho tratto né e quando e con chi ne abbia parlato. Ma mi sembra interessante e ve lo propongo per riderci su o forse meditare:Il gioco è bello e conosciuto da  tutti. E’ anche nostalgico perché ci riporta all’infanzia. E’ anche veritiero perché ognuno di noi può essere uno. due, tre o tutti i personaggi della favola. Una favola  bella che  si può usare per esprimere un’opinione, per generare una discussione, per cominciare un iter dialettico che possa portare riflessione o gaiezza.
Il gioco si chiama “nascondino” che tutti conosciamo e  che, prima o poi  tutti i  bambini hanno praticato   tranne la PAURA e la PIGRIZIA . Si comincia a giocare.  E mentre  la FOLLIAcomincia a contare, la FRETTAsi nasconde per prima senza pensarci due volte e la TIMIDEZZA nascosta fra i cespugli, non osa guardare  mentre la CURIOSITA’ cerca di scoprire  quali nascondigli abbiano scelto gli altri. La GIOIAcorre di qua  e di là  ridendo e saltellando. La  TRISTEZZA piange  perché non trova un posto adatto e più piange  e più le lacrime le impediscono di cercare. Poi c’è TRIONFO che sceglie di occultarsi sotto un grande masso e subito l’INVIDIA gli corre dietro e si nasconde dietro di lui. La DISPERAZIONE  urla perché  la FOLLIA sta ultimando il conteggio  e lei ancora non ha scelto il nascondiglio. Ma la prima ad essere trovata è la CURIOSITA’ che ancora si aggira  spiando dappertutto e poi, uno per volta, vengono  scoperti la GIOIA, la PIGRIZIA, la TIMIDEZZA…
Ma l’AMORE, dov’è l’AMORE? La FOLLIAlo cerca dappertutto ma senza trovarlo. Lo cerca nel letto di un fiume, in cima ad una montagna, nel profondo degli oceani…Alfine lo cerca in un mucchio di rovi e mentre rovista col suo bastone spinoso, involontariamente lo acceca e, presa dallo sconforto  e dal rimorso, si offre di accompagnarlo per sempre.

Ecco perché   oggi non esiste amore senza un po’ di follia.


Fin qui la bella favola che ha dimenticato di citare la SUPERBIA, la PERMALOSITA’, la GELOSIA, la FRENESIA   e tanti altri difetti e tante qualità che albergano in maggiore o minore misura in ognuno di noi. Forse, continuando a giocare, ognuno di noi scoprirà i difetti degli altri e forse anche i propri e la favola avrà una sua morale e una sua finalità. Dino