Analisi di chi governerà l’Europa: Angela Merkel

Creato il 05 giugno 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

Non stupisce la riconferma del partito tedesco CDU di Angela Merkel.
Il partito dal nome Unione Cristiano Democratica ha infatti dimostrato negli ultimi anni di saper vincere qualunque elezione, sia europea che amministrativa, regionale o nazionale.
Fino al 2005, però il successo del CDU non era così limpido. Anzi.
L’unione del CDU con il CSU (Unione Cristiano-Sociale in Baviera) aveva raggiunto, fino ai primi anni del duemila, un consenso che non raggiungeva il 7%. Diversi erano stati gli alti e i bassi.
Dopo l’unificazione della Germania Est e Ovest, nel 1989, la fiducia data ai partiti crebbe e il CDU/CSU riuscì a vincere sia le elezioni del 1990 che del 1994.
La loro popolarità però iniziò a calare e fino al 2005 il loro gradimento scese ai livelli di cui sopra.
Fu proprio in quell’anno che il CDU/CSU riide la luce. Sconfisse in più di dieci regioni il partito SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) e alle elezioni politiche anticipate raggiunse il 32,6%, poco meno della percentuale dell’SPD stesso che prese il 38,4%. Il consenso raggiunto dagli alleati del CSU, dell’8,2%, permise al CDU di attestarsi come primo partito della Germania, risultato replicato anche nel 2009 e nel 2013.
Dal 2005, Angela Merkel è anche la prima Cancelliera donna della Germania.

Il partito di coalizione CDU/CSU ha fatto incetta di voti anche alle recenti europee del 2014, raggiungendo un consenso del 35,3%, contro il 27,3% del partito socialista SPD e dei verdi, fermi al 10,7%.
Al CSU sono andati 34 seggi, all’SPD 27 eai Verdi (Die Grunen) 11.
L’ideologia del partito CDU è legata essenzialmente a un’area di centrodestra, che fa però attenzione ai diritti delle minoranze, dei lavoratori e degli omosessuali. Fino al 1998, quando alla testa del partito sedeva Helmut Kohl, il CDU portava avanti una politica conservatrice e neoliberista.
Oggi il partito si è modificato in maniera più centrista e non esita a cercare voti anche tra l’elettorato socialista riguardo alle sue politiche del lavoro.
Fotemente legato a una visione socialedemocratica-cristiana, il partito pone l’accento sulla protezione dell’ambiente secondo l’idea espressa da Papa Benedetto XVI e si propone oggi come un partito di centro che difende le sue radici cristiano sociali (in campo economico), liberali (ossia il rispetto della persona) e legate al conservatorismo sociale (nel senso di conservazione dei principi cristiani e della famiglia).
Duramente criticata in numerosi casi, Angela Merkel ha saputo mantenere la coalizione di partito intatta e robusta anche nell’ultimo voto di maggio.
L’Irish Independent scriveva, già nel 2006, righe irate contro la cancelliera: “i martiri irlandesi del 1916 si sono sacrificati per farci salvare da una cancelliera tedesca”, accusandola di “neocolonialismo”.
Nonostante ciò, il gradimento nella Merkel rilevata nei diversi paesi auropei è piuttosto alto (47%). Più alto del gradimento che i recenti sondaggi danno al nostro Capo dello Stato Giorgio Napolitano da parte degli italiani: 39%.
I cittadini europei avrebbero più fiducia in lei che nelle istituzioni europee (43%), anche se i dati variano sensibilmente in base ai diversi paesi: Italia, Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo, i cosiddetti Pigs, ovvero i paesi più in crisi, non registrano percentuali così alte.


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