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Anche l’operaio vuole il figlio dottore

Creato il 14 luglio 2012 da Fabiosiena @alternativadem
a cura di Oreste SabatinoSiamo il Paese della zona Ue che presta servizi di diritto allo studio al 7% degli iscritti alle università,contro il 18% della Spagna,il 25% della Francia ed il 30% della Germania e abbiamo i costi universitari tra i più alti in Europa.Una quota di diplomati che si iscrive all’università inferiore a quella degli altri Paesi europei e ciò riguarda soprattutto i figli di quel famoso ceto medio stremato dalla crisi, che non riesce a sopportare i costi dell’istruzione,sempre in aumento.Ed il governo Monti cosa fa, nel decreto della spending review,una manovra camuffata da un nome che vuol dire tutt’altro, modifica profondamente la norma che finora aveva regolato i limiti della contribuzione studentesca fissato ad oggi al 20% del fondo per le Università, facendo il calcolo non più sull’intera platea degli studenti ma solo su quelli in corso. Ciò potrebbe far lievitare la contribuzione media da 1200 euro a 2400.A ciò si aggiungono i 10 milioni  stanziati alle Università non statali(Bocconi,Cattolica,Luiss,Jean Monnet di Bari,l’E-Campus della Polidori), che vanno ad accrescere quei 67 milioni stanziati da Profumo con la legge di stabilità del 2012.I Gd in vista dell’assemblea nazionale Pd di domani, hanno presentato un’Odg dove chiedono esplicitamente ai gruppi parlamentari Pd di ritirare il testo.Ci risiamo, dopo i tagli lacrimi e sangue dell’era Tremonti – Gelmini, ora il Governo dei tecnici o professori che dir si voglia, impoverisce sempre di più la scuola pubblica ingrossando le file delle scuole non statali.Invece di investire in ricerca,innovazione e formazione per proiettare l’Europa verso la costruzione della società della conoscenza e delle relative competenze, Monti,Profumo & co. attraverso le loro “manovre” fanno riemergere quella lotta di classe tra i figli di papà e i figli di nessuno.Monti,il classico Robin Hood al contrario, toglie ai poveri per dare ai ricchi e si dimostra sempre più forte con i deboli e più debole con i forti.

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