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Ancora due condanne per usura (a cura della Fondazione Buon Samaritano – Foggia)

Creato il 30 ottobre 2017 da Yellowflate @yellowflate
Ancora due condanne per usura (a cura della Fondazione Buon Samaritano – Foggia)

In merito all'un'ordinanda di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di MORETTI Rocco, classe '50, elemento di vertice della "Società Foggiana" e, in particolare, della batteria "MORETTI-PELLEGRINO-LANZA", e di VALENTINI Domenico, classe '72, per i reati di tentata estorsione e porto abusivo di armi da fuoco, sia comuni che da guerra, aggravati dall'avere agito col metodo mafioso, la Fondazione Antiusura di Foggia "Buon Samaritano" ha rilasciato una nota stampa. Eccola di seguito.

Ancora due condanne per usura (a cura della Fondazione Buon Samaritano - Foggia)

"Ancora una volta il coraggio mostrato dalle persone offese vittime di usura ha trovato risposte positive e decisive da parte della giustizia e la dimostrazione che la costituzione di parte civile nei procedimenti penali a carico di imputati per il reato di usura può fornire un apporto rilevante allo svolgimento del processo.
La terza sezione penale del Tribunale di Foggia- Presidente dott. Civita- ha inflitto infatti condanne pesantissime per i reati di usura ed estorsione a carico di F.N. e V. M., rispettivamente condannati alla pena di 5 e 7 anni di reclusione, oltre all'interdizione dai pubblici uffici per anni 5 per il primo imputato e all'interdizione dai pubblici uffici in perpetuo per il secondo imputato; gli stessi sono stati condannati, oltre al completo risarcimento del danno, anche ad una provvisionale immediatamente esecutiva di circa euro 50.000,00 a favore delle persone offese costituitesi parte civile.
La brutta vicenda che ha coinvolto un padre e due figli di San Severo trova le sue origini in un prestito di euro 50.000,00 a fronte del quale le persone offese hanno versato, all'atto del prestito, € 5.000,00 a titolo di intermediazione ad uno degli imputati e € 5.000,00 a titolo di interessi all'altro imputato, facendosi promettere, altresì, la corresponsione di € 5.000,00 mensili a titolo di interessi sulla somma prestata, dando così luogo ad un tasso del 150,00 % annuo.
La richiesta assillante degli interessi mensili si è trasformata da subito in un incubo infinito per le vittime, oltre che di usura, di pesanti minacce di morte finalizzate al versamento degli interessi pattuiti e costrette alla vendita dell'unico appartamento di loro proprietà ad un prezzo imposto dallo stesso usuraio pari alla metà dell'effettivo valore dell'immobile.
L'ampia e sentita istruttoria dibattimentale, oltre a confermare in toto l'impianto accusatorio, ha portato alla luce il lungo calvario patito dalle vittime di usura le cui testimonianze, precise e concordanti, hanno offerto al tribunale una ricostruzione dettagliata dei rapporti intercorsi con gli usurai e della loro condizione di soggiogazione dovuta allo stato di bisogno.
Anche in questo ennesimo e triste episodio di usura, la Fondazione antiusura Buon Samaritano, rappresentata dall' Avv. Andrea C. D'Amelio, si è costituita parte civile nel procedimento penale, offrendo una concreta dimostrazione di vicinanza delle istituzioni a chiunque, vittima di reato, trovi la forza ed il coraggio di reagire ai fenomeni criminali del nostro territorio.

Di seguito il comunicato stampa della Compagnia Provinciale dei Carabinieri di Foggia in merito all'ordinanza cautelare prima descritta.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un'ordinanda di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di MORETTI Rocco, classe '50, elemento di vertice della "Società Foggiana" e, in particolare, della batteria "MORETTI-PELLEGRINO-LANZA", e di VALENTINI Domenico, classe '72, per i reati di tentata estorsione e porto abusivo di armi da fuoco, sia comuni che da guerra, aggravati dall'avere agito col metodo mafioso.
I due arrestati erano già stati colpiti, lo scorso 9 ottobre, da un provvedimento di fermo di indiziato di delitto del PM della DDA di Bari, provvedimento che era poi stato convertito in misura cautelare dal GIP di Foggia. Questi, disponendo che gli arrestati rimanessero rinchiusi nella casa circondariale di Foggia, aveva però anche dichiarato la propria incompetenza, in quanto aveva anch'egli ravvisato l'aggravante dell'avere gli indagati agito avvalendosi del c.d. metodo mafioso per la commissione dei reati contestati, e cioè il tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore operante nel settore agricolo il quale, dalla fine del 2015 era continuamente vessato da appartenenti al clan MORETTI, nel tentativo di estorcergli la somma di 200.000 euro. Lo stesso, in più occasioni era stato avvicinato da soggetti appartenenti al predetto clan, i quali, anche con percosse e con la minaccia di armi comuni e da guerra (come ad esempio fucili mitragliatori Kalashnikov), avevano cercato di costringerlo, per poter continuare a svolgere la sua attività senza problemi, a versare la predetta somma nelle casse del clan. Analoghe minacce erano poi state rivolte anche ad alcuni dei suoi familiari e dipendenti.
Il GIP di Bari, il 26 ottobre u.s., sulla scorta degli accertamenti già presenti agli atti e di ulteriori risultanze investigative, ha emesso una propria ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico degli indagati, notificata loro presso il carcere di Foggia.


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