Andare in Australia con il Working Holiday Visa non è per tutti #sapevatelo

Creato il 22 settembre 2014 da Elisa Pasqualetto @LizAu87

Non è per fare la guastafeste di turno, ma andare in Australia con il Working Holiday Visa non è per tutti, e non lo dico perché voglio mettere me in un piedistallo solo perché ci sono stata, ma semplicemente perché ne ho visti tanti di italiani partire e poi tornare dopo un paio di mesi con la coda tra le gambe. L’Australia può essere il paese dei balocchi come, allo stesso tempo, un inferno ma questo dipende solo ed esclusivamente da voi.

SPIRITO DI ADATTAMENTO

Andare in Australia con il Working Holiday Visa è un salto, indubbiamente uno sforzo che inizia nel momento in cui mettete piede sul suolo australiano e non al momento dell’acquisto del biglietto aereo. A comprare un biglietto son capaci tutti, basta avere dei soldi messi via e un sogno in tasca. Se il vostro inglese non è eccellente non aspettatevi di andare a fare il lavoro dei vostri sogni, scordatevelo.

Bisogna sapersi adattare, questa è la prima regola. Ricordatevi che siete comunque in un paese straniero e, per quanto possano essere aperti mentalmente e le offerte di lavoro siano plurime, rimate, sempre e comunque, qualcuno che la lingua non la sa alla perfezione, quindi non stupitevi se per i primi tempi dovrete adattarvi a fare il primo lavoro che vi capita.

FORZA DI VOLONTÀ

Il primo mese sicuramente sarà il più duro, per alcuni anche il secondo e il terzo. Passerete le giornate a girare per la città, andando porta a porta a portare il vostro curriculum vitae sperando che vi richiamino. Non abbattetevi, insistete fino allo sfinimento, se non vi richiamano, richiamate voi, fatevi vedere realmente interessati e ben disposti, che non significa però farsi vedere disperati, perché ricordatevi che la paga base per un cameriere, ad esempio, è 15 dollari, non accettate paghe inferiori.

UNA FORTE CONVINZIONE

Andare in Australia con il Working Holiday Visa significa fare dei sacrifici, nei momenti di sconforto fate appello al motivo per il quale siete partiti, perché se siete saliti su quell’aereo senza convinzioni farete ben poca strada. I colloqui sono un po’ come quelli inglese, bisogna essere convinti delle proprie capacità e dimostrare al vostro futuro datore di lavoro che siete voi la persona che cerca e nessun altro, anche se non è vero. Dovete sapervi vendere, il lecchinaggio italiano e le conoscenze lì funzionano davvero poco, per cui armatevi di pazienza e caparbietà.

FARSI I CONTI IN TASCA

L’Australia è davvero cara per un italiano senza lavoro, i primi tempi è necessario farsi due conti in tasca e rinunciare a qualche serata fuori ( i cocktail costano attorno ai 15 dollari l’uno), se fumate e non riuscite a rinunciare al vizio ripiegate sul tabacco, un pacchetto di sigarette da 40 costa attorno ai 20 dollari. La prima settimana vi sentirete in vacanza e non baderete a spese, ma già dalla seconda comincerete a rendervi conto che se non trovate un lavoro nel più breve tempo possibile non rimarrete lì più di un mese.

ESSERE PAZIENTI

Spirito di adattamento sì, ma non per sempre. Scegliere di andare in Australia con il Working Holiday Visa può voler dire grosse opportunità se vi giocate bene le vostre carte. Abbiate pazienza, stringete i denti e siate caparbi, la fortuna sorride agli audaci, la vostra occasione arriverà, bisogna riuscire a non mandare tutto in vacca.

Photo Credit: Angelo Failla


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