Andiamo a fare la spesa

Da Thewomoms2013

Care womoms eccoci ritrovate nel nuovo anno con la nostra rubrica sulle usanze e sui costumi americani. Gennaio è un mese lungo e freddo da queste parti, nessuna festa particolare, non si ha voglia di fare molto, giusto starsene al calduccio a casa o per i più temerari andare in palestra. Eppure, a parte il lavoro, per fare la spesa bisogna pur uscire, anche se ora è molto di moda farla online. Tuttavia a me, che sono tradizionalista, piace vedere che c’è di nuovo, toccare le verdure e il pane per testarne la freschezza e così, infilo il cappotto, il cappello e la sciarpa e mi avventuro al supermercato.

Ora con Real Time TV e il programma “Pazzi per la spesa” ( “Extreme Couponing” in USA) anche in Italia si sta diventano familiari con il metodo di shopping statunitense, ma quasi sei anni fa, quando sono arrivata qui, non ne avevo idea. In Italia ero sempre quella che andava a fare la spesa, perché, al contrario di mia sorella, mi è sempre piaciuto gironzolare tra le corsie, leggere le etichette, provare nuovi prodotti, ma quando sono entrata in un supermercato qui, mi si è aperto un mondo. La prima cosa che salta agli occhi è la grandezza dell’edificio, che di solito ospita anche un Dunkin Donuts, la Farmacia, e a volte un negozio specializzato, di solito una gioielleria e un Costumer Care che, oltre ad occuparsi dei clienti e degli oggetti smarriti, vende i tabacchi e i biglietti della lotteria, per capirsi Lotto e gratta e vinci, anche se questi ultimi puoi anche trovarli nella macchinetta automatica. Diciamoci la verità, alla fine fare la spesa è la stessa cosa dappertutto, gli alimenti ovviamente sono gli stessi, ma la scelta qui è enorme e le corsie sono tantissime e rifornitissime. Nella frutta e verdura, che comunque d’estate mi piace prendere ai banchetti delle tantissime fattorie che ci sono qui intorno, non a caso il New Jersey è chiamato “The Garden State”, “Lo stato dell’Orto”, si trovano tantissime delizie, tra cui anche molti frutti tropicali o fuori stagione, perché importati da Stati più caldi come la Florida o la California o, proprio come in Italia, da Paesi lontani, ma neanche troppo vista la vicinanza degli Stati Uniti con Messico e Caraibi. Di mio preferisco comunque prendere sempre prodotti di stagione, anche se a volte mi lascio tentare.

Proprio come in molti super e ipermercati italiani, c’è il forno e la pasticceria, l’angolo delle insalate o dei pasti già pronti e la salumeria, ma anche la rosticceria cinese e giapponese e inoltre, per me che sono vegetariana, c’ è un angolo di prodotti freschi e uno di prodotti surgelati, quindi c’è ampia scelta, nonostante ci siano comunque dei supermercati specializzati che offrono più prodotti organici e vegani e addirittura il self service con pietanze già preparate. Ci sono corsie con prodotti internazionali, soprattutto centro e sud Americani, Italiani, ebraici “kosher”, più o meno grandi a seconda della zona in cui è situato il negozio.

Sicuramente una delle mie corsie preferite è quella della colazione: non ho mai visto tante qualità di cereali tutte insieme, per non parlare di marmellate, creme da spalmare, burri di arachidi, oatmeal, barrette di cereali, pancakes mix, ecc. Puoi trovare sia cibi salutari e “junk food” che gli americani sono noti consumare; ce ne è davvero per tutti i gusti. Quello che tenta sono le offerte e le confezioni formato famiglia che hanno sempre un prezzo molto vantaggioso. A parte i regolari supermercati, ci sono dei Club, ai quali devi essere iscritto facendo una tessera annuale, come BJs, Costco, Sam’s Club, dove le offerte e le dimensioni delle confezioni fanno davvero la differenza. Ogni settimana proprio come in Italia, c’è il depliant con tutte le offerte. Puoi pagare alla cassiera o puoi fare da te. Dopo aver dato la tessera del negozio, prima d’iniziare a scannerizzare i prodotti, la cassiera ti chiede: “Any Coupons or Rain Checks?” I coupons sono biglietti con un codice a barre con sconto per il prodotto indicato nello stesso biglietto e si possono trovare in riviste specializzate, nei giornali, online, e anche sullo stesso prodotto. I coupons hanno di solito una data di scadenza e possono essere utilizzati in tutti i negozi se è la compagnia che produce il prodotto a farli uscire, o nel negozio specifico, se è il negozio stesso a fornirli. A volte possono essere accettati più di un coupon per lo stesso prodotto, ma non è la regola, alcuni ne accettano solo uno. Quando un prodotto è in offerta, ma non è disponibile perché terminato, il costumer service ti rilascia un rain check che serve ad ottenere il prodotto allo stesso prezzo dell’offerta una volta che è stato rifornito in negozio, anche se l’offerta è già terminata. Di coupons di solito se ne usa giusto qualcuno, ma per alcuni pare sia proprio un lavoro. Anzi, se non sbaglio, l’ “extreme couponing”, il collezionare coupons, è forse annoverato tra le nuove malattie e non è neppure poi cosí conveniente, soprattutto in tempo perso ad accumularli.


Come in Italia e in ogni altro posto credo, andare a fare la spesa nel fine settimana o prima delle feste è un delirio, a volte anche impossibile trovare un carrello disponibile. Gli americani comunque non si scompongono. Solo in caso di annunciata tempesta o calamità naturale, si fanno prendere dal panico e allora, se ti rechi tardi al negozio rischi di trovare gli scaffali del pane e i frigoriferi del latte vuoti. La fila alla cassa da massimo 10 prezzi al supermercato è di solito veloce perché gli americani se vanno a fare la spesa riempiono il carrello, mentre per prendere solo un gallone di latte o una cosa che hanno dimenticato di acquistare durante l’ultima spesa preferiscono recarsi al grande magazzino.
C’è una cosa in cui il Canada e alcuni Paesi Europei, tra cui l’Italia, superano il sistema americano: i carrelli. Qui non si usa il sistema di blocco dei carrelli con i gettoni, cosí capita di trovare carrelli sparsi dappertutto nel parcheggio del supermercato che il malcapitato di turno, al gelo, sotto la pioggia o sotto al sole cocente, dovrà andare a recuperare.

È molto raro trovare il piccolo negozio a gestione familiare, qui le grandi catene hanno preso il posto dei piccoli rivenditori. In ogni caso, con la crisi economica anche molti supermercati di grandi dimensioni non ce l’hanno fatta a rimanere in attività e hanno dovuto chiudere.
I negozi qui vendono di tutto, cosí non solo al supermercato classico, ma anche in un grande magazzino come Walmart o Target, oppure in Farmacia puoi trovare pure il latte, la cioccolata e tanti altri prodotti. Il segreto di questi negozi è vendere un po’ di tutto. La regola è comprare, spendere, provando a risparmiare o comunque tornando a casa con l’idea di averlo fatto.
Ora vi saluto che hanno detto che nevicherà di nuovo, vado a prendere il pane e il latte se li trovo ancora. A presto.



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