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Andrea e Carlo Marvellini: le maschere di una cultura pop fotografica

Creato il 22 aprile 2013 da Alessiamocci

Quando vedi per la prima volta una Marvellini, soprattutto se la vedi di persona, la prima reazione è di shock. Arrivi al banco dei fratelli milanesi ignaro, poi uno sguardo, ed ecco, il rapimento.

 

Andrea e Carlo Marvellini: le maschere di una cultura pop fotograficaSul tavolo e appese tutt’attorno le fotografie d’epoca stranianti che Marvellini ideano, rielaborandole, modificandole, dotando i personaggi che vi sono rappresentati di maschere che fanno parte della cultura pop.

Già i titoli scelti di norma fanno sorridere (e rabbrividire): Nonno Batman, zia Gundam, Nonno Darko (come se la maschera di Frank Coniglio, Batman, Gundam, Uomo Ragno o V per Vendetta facessero assurgere la persona ritratta di diritto alla famiglia del mascherato originale).

Andrea e Carlo Marvellini: le maschere di una cultura pop fotograficaIl discorso che ci sta sotto è semplice: che foto aveva a casa sua Bane?

Ovviamente foto di parenti con la stessa maschera sul volto, come il quadro “Young Bane” dimostra. E Thor? Ovviamente, aveva una Nonna Thor (esiste).

Alcuni ridono, altri restano turbati.

Loro preferiscono dire “perturbati”:  il perturbante si avvera quando ci troviamo davanti una persona o a un oggetto e la sentiamo sia familiare che estranea. Insomma, come se si parlasse delle foto dei Marvellini.

Sono fotografie d’epoca, i soggetti rappresentati sono veri. Marvellini hanno preso le fotografie, le hanno scansionate e vi hanno applicato dettagli stranianti.

Andrea e Carlo Marvellini: le maschere di una cultura pop fotograficaIl bambino che fa la comunione vestito da Uomo Ragno, la famiglia con la maschera di Hannibal Lecter, in vacanza al mare,  una Guardia Imperiale danzante, o sposa,  una foto di gruppo con Godzilla, un gesuita mascherato da Batman, un uomo con la maschera di Capitan America che accarezza un gattino, due sposi con l’elmo delle Guardie Imperiali.

Il tutto viene ristampato, seppiatissimo, e infilato sotto montature antiche, di ferro battuto (spettacolare quella con il ragno appeso), o con il legno ormai smangiato.

I due fratelli hanno un nome, Andrea e Carlo Marvellini, e sul web li trovate come Foto Marvellini. Chi è di Milano conosce il nome, che fa ridere i più (che credono Marvellini sia un nome inventato, una storpiatura di Marvel), sa che è un laboratorio antichissimo, che ha più o meno l’età della fotografia stessa.

I due – pittoreschi, dotati di baffi e abiti sgargianti ornati da farfallino  si definiscono
fantasiosi, appassionati, autocritici, sperimentatori, sarcastici, romantici.

Andrea e Carlo Marvellini: le maschere di una cultura pop fotograficaPensiamo in cerchi concentrici, viviamo su piani paralleli. Ci sentiamo e amiamo definirci come dei libri pop-up”.

Hanno raccontato che “i soggetti che preferiamo non li rivoluzioniamo più di tanto. Per una sorta di rispetto, supponiamo. Per tutti gli altri la storia è modificata in quella camera oscura che è la mente Marvellini. Annullando la precedente identità provvediamo a crearne una nuova a chi, quasi sempre, non era più nella memoria di alcuno”.

E forse anche questo affascina: il fatto che, passati più di cent’anni, a quei soggetti ritratti sia concessa una nuova identità.

Non hanno un negozio, lavorano in Bovisa, zona Dergano, e le fotografie sono acquistabili on line, prezzo medio 140, 180 euro.

 

Written by Silvia Tozzi

 


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