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» Anna, di Niccolò Ammaniti – Recensione

Creato il 21 maggio 2020 da Marta @M_Sognatrice

» Anna, di Niccolò Ammaniti – Recensione

Per la tappa di maggio della #fantadistochallenge ideata da Ambra del blog Sono solo Libri, che prevedeva la lettura di un distopico/fantascientifico scritto da un autore italiano, ho deciso di leggere “Anna” di Niccolò Ammaniti.

Ero rimasta particolarmente attratta dalla trama, da questo mondo post-apocalittico ambientato in Sicilia dove uno strano virus colpisce tutti gli adulti, lasciando immuni i bambini fino ai 14 anni.
Però, arrivata alla conclusione del libro devo ammettere che purtroppo non mi sia piaciuto quasi per nulla. Forse è anche una questione molto soggettiva, non lo nego. Quando parlo di libri, non essendo una critica letteraria, scrivo molto di pancia; lascio scorrere così le mie emozioni, non limitandomi solo all’aspetto oggettivo.

Quella cosa lì non era sua madre. Di fronte a quei resti la bambina intuì che la vita è un’insieme di attese. A volte così brevi che nemmeno te ne rendi conto, a volte così lunghe da sembrare infinite, ma con o senza pazienza hanno tutte una fine.

» Anna, di Niccolò Ammaniti – RecensioneÈ la prima volta che mi approccio alla scrittura di quest’autore, ma non sono rimasta coinvolta dal suo stile, diretto, a tratti crudo. Purtroppo dopo le prime pagine ho fatto un po’ fatica, non perché pesante, anzi, ma ho trovato alcune descrizioni forse un po’ superflue, certe immagini non necessarie. La storia per me si è ripresa un po’ all’inizio della terza parte, ma poi è tornata a calare, a farmi sentire un po’ perplessa di fronte a quanto stavo leggendo, e anche il finale, lasciato aperto, non è riuscito a sorprendermi, anzi… Non avendo ancora letto altri libri sullo stesso tema – bambini/ragazzini lasciati soli in un mondo post-apocalittico – non posso fare possibili confronti con altri testi, né parlare di possibile originalità.

Anna è una ragazzina di tredici anni della Sicilia del 2020. Siamo però in un mondo post-apocalittico dove quattro anni prima un virus – La Rossa – proveniente dal Belgio ha provocato una pandemia globale che ha colpito tutti gli adulti, portandoli alla morte. Immuni sono i bambini, ma solo fino ai quattordici anni, età in cui il virus, assopito, si manifesta anche sui loro corpi. Anna è ormai rimasta sola con il suo fratellino, ancor piccino. Deve badare a lui, insegnargli a leggere, trovare cibo e medicinali, cercare di andare avanti. Ad aiutarla c’è un quaderno – delle cose importanti – lasciatole dalla madre in punto di morte, nel quale può trovare ogni genere di consiglio sulla vita. Inoltre la invita a promettere di non perdere mai di vista il fratello e di insegnargli a leggere. Sì, ma quella in cui si ritrovano ora Anna e Astor è una realtà nuova, incerta, terribile. Un mondo distrutto, tra roghi e città in macerie, negozi sempre più privi di cibo o altri beni utili, e il futuro sembra impossibile. Non esiste un vaccino, una cura, e non essendoci adulti come possono cavarsela dei bambini?
Un giorno, tornando a casa dopo aver fatto scorta di medicinali per il fratello in preda alla febbre, Anna scopre una terribile realtà: qualcuno è giunto in casa sua, al Podere del Gelso, e dopo aver messo in disordine la casa, gettato a terra le ossa di sua madre, ha rapito suo fratello. Inizierà per Anna un primo viaggio alla ricerca di Astor, fino al Grand Hotel Terme Elise, dove gruppi di ragazzini e bambini, sembrano essere ormai simili a popoli selvaggi, in preda a strane e assurde superstizioni, per poi proseguire con uno scopo: raggiungere la Calabria, nella flebile speranza di incontrare qualche adulto e salvarsi.
Durante il tragitto a loro si uniranno un ragazzo, Pietro, che vuole trovare determinate scarpe che dovrebbero rendere immuni alla malattia, e un grande cane, un pastore maremmano, che inizialmente attacca con ferocia Anna, e poi pian piano diventa una sorta di protettore, di aiutante.

La vita non ci appartiene, ci attraversa.

Tra le poche cose che mi sono piaciute c’è questa descrizione e riflessione su una ragazzina, poco più che una bambina, che all’improvviso si ritrova quasi a dover far da madre a un altro bambino. Astor ha quell’età in cui fa molte domande, ha molta fantasia, ma che la vita con i suoi colpi può traumatizzare facilmente. C’è anche la crescita di una bambina che diventa donna, che vive quel momento difficile da sola, senza sua madre; e che pian piano prova anche un sentimento simile all’amore. Il legame tra i due fratelli diventa pian piano sempre più forte, il senso di protezione che ha Anna, scalda il cuore; il suo coraggio sorprende.
Interessante è anche l’analisi su come i bambini possano organizzarsi senza la presenza e guida dei genitori. C’è quasi un ritorno al passato, all’essere selvaggi, simili a bestie incapaci di ragionare. L’importanza del saper leggere, per andare avanti, per non tornare a un clima di violenza gratuita. Anche se certe scene – soprattutto all’Hotel – non le ho ben comprese né apprezzate molto.
Ho apprezzato anche il concetto del vivere in maniera completa la propria vita, anche se breve, anche se finisse a 14 anni.

È per me sempre complicato parlare di un libro che non mi è piaciuto, ma ad eccezione di questi aspetti e riflessioni, e di alcuni flashback interessanti, l’ho trovato abbastanza scontato – soprattutto nel finale – e non è riuscito a convincermi, né coinvolgermi granché. Sì, sembra esserci una parvenza di speranza, ma alla fine mi sono posta solo una domanda: e quindi?

Non ho provato quella sensazione di oppressione, di ansia, e vera paura che ho avvertito nella lettura di altri distopici, o post-apocalittici. Lo scenario che si presenta è tipico del genere: città ormai in macerie, la natura che riprende i suoi spazi, negozi distrutti, difficoltà nel reperire viveri. Però, sebbene speri con tutto il cuore che Anna riesca a salvarsi insieme al fratello e ai suoi compagni di viaggio, non percepisci molto quella sorta di panico nel vivere in una realtà simile.

Riproverò con un altro libro a tema, nei prossimi mesi. E vedremo se questa tematica dei bambini/ragazzini in un mondo distopico mi convincerà di più con Il Signore delle Mosche.

Alla fine non conta quanto dura la vita, ma come la vivi. Se la vivi bene, tutta intera, una vita corta vale quanto una lunga.


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Anna,
di Niccolò Ammaniti
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 274
Prezzo: 19 euro
Anno di pubblicazione: 2015

Voto: ♥♥.25


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