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Ansia e attacchi di panico: la testimonianza di Ilaria

Da Psytornello @psytornello

Ho chiesto ad una mia paziente, oramai quasi del tutto fuori dal tunnel degli attacchi di panico, di condividere la sua esperienza. In questo modo, desideriamo dare speranza a chi attualmente soffre di questo disturbo e pensa (sbagliando) che ci vogliano anni di terapia per tornare a stare bene.

Uscire dagli attacchi di panico, migliorare la propria vita è possibile?
Chissà quante volte vi sarete fatti questa domanda, se state soffrendo di questi pesanti e
stravolgenti stati d’ansia, apparentemente incontrollabili.
Sì apparentemente, perché con il giusto aiuto, sostegno e forza interiore si riesce a migliorare la propria vita, anche quando si pensa di aver toccato il fondo.
Per provarlo, racconterò la mia personale esperienza con gli attacchi di panico e l’agorafobia. Sono una ragazza di 28 anni, sensibile, creativa e molto emotiva; i primi attacchi di panico sono comparsi in adolescenza e in altri periodi lavorativamente difficili.
Ovviamente all’inizio non si sa definire quella sensazione, il disagio e la paura che prende anche nell’eseguire attività quotidiane; a questo si risponde d’istinto con l’evitamento, che apparentemente ci fa sentire al sicuro e ci difende dal quel circolo che diventa la paura della paura.
Putroppo però più si evitano le situazioni, i luoghi e le circostanze più rafforziamo e diamo ragione alla nostra paura di esistere, chiudendo sempre di più il cerchio.
A questo punto in cui sono arrivata ad avere il terrore di uscire di casa, anche solo per fare un giro dell’isolato, o con la difficoltà di arrivare a lavoro, fare la spesa, andare nei grandi magazzini e molte altre cose che chiaramente richiedevano l’allontanamento da casa, ho dovuto trovare la chiave, qualcosa che mi desse la spinta per sbloccare il meccanismo che si era creato e riuscire a compiere le stesse azioni di prima senza farmi bloccare dalla paura.
Avrete sentito dire che ‘le paure si vincono affrontandole’ e immagino che possa sembrare scontato e ovviamente difficile, ma nel mio caso è stato proprio così: più affrontavo le mie paure e più sentivo che un pezzo di me si sbloccava e di conseguenze potevo farne altre e altre ancora…
Fino a riaprire quel cerchio che si era chiuso e che era diventato piccolissimo.
Il segreto è cambiare la prospettiva di guardare le cose e di guardare in faccia la propria paura non allontanandola o soffocandola, ma al contrario accogliendola.
Cambiando prospettiva di vedere cose che ci sembrano insormontabili e che ci fanno paura, affrontandole a piccoli passi è un modo per riprendere in mano la nostra vita, migliorare la propria autostima e la sicurezza in sé stessi.
Nel mio caso è tutto iniziato con un selfie e una mela al supermercato: compito indicato dalla dott.ssa Tornello, che sul momento mi ha vista incredula e spaventata solo all’idea di entrare in un supermercato, dopo svariati tentativi e conseguenti attacchi di panico.
Ebbene ci sono riuscita: all’inizio è stato difficile ma quando sono arrivata a scegliere la mela più bella per il mio selfie, ho sorriso e divertita ho scattato la foto, sentendo una sensazione di leggerezza ma anche di forza.
Quella forza utilizzata successivamente, a piccoli passi, per entrare pian piano in altri centri commerciali e via via in altri luoghi che mi procuravano ansie, cercando di spingermi oltre e fare piccoli miglioramenti, non forzando troppo e prendendomi del tempo.
Questo è stato quello che a me viene da chiamare ‘avvenimento chiave’, che ha aperto la porta e mi ha dato quel piccolo slancio per compiere azioni che sembravano purtroppo così lontane e che invece nell’arco di pochi mesi si sono realizzate.
Volersi bene, accettare le proprie insicurezze e paure fa bene a noi stessi e come si dice ‘ la vita è una scalata, ma la vista in cima è meravigliosa’.

Ilaria S.

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