ANYTHING ELSE THINGS 10 / Back to school!

Creato il 06 settembre 2012 da Lenselse


Finalmente (spero anche per voi!) un’altra foto della rubrica ANYTHING ELSE things. Il tema non poteva che essere, in questi primi giorni di settembre, la scuola. Non è vero, in realtà potevano essere tanti ma guarda caso qualche giorno fa ho rivisto "An education" e booom è subito scattata la voglia di cartelle, vestiti collegiali e ritorni a scuola. Non esageriamo, non che non vedrei l’ora di tornare a scuola, ogni tanto faccio il seguente incubo: ricevo a casa una lettera in cui in seguito ad un cambiamento di norme e complicazioni varie devo rifare l’ultimo anno delle superiori. C’è chi ha l’incubo di rifare l’esame di maturità (ci han fatto pure un film su!), no, io proprio il terrore di rifare qualche anno a scuola. Ecco questa è la voglia di tornare. Se invece torno indietro di qualche anno in più, ai tempi delle elementari, ecco quelli si che erano bei ritorni a scuola. Il rito dell’acquisto del nuovo diario, dell’astuccio, penne matite e cose varie e quando andava proprio bene si cambiava anche lo zaino. Si faceva senza ansie varie, con quella felicità ,tipica dell'infanzia,per le piccole cose che con il tempo piano piano si perde…..Si mi sono un pochetto dilungata, passiamo alla foto:
zaino Springfield. E’ da tempo memorabile (non ricordo neanch’io quanto….) che sto cercando un bello zaino, uno di quelli in pelle, senza tempo che sia abbastanza grande anche per il portatile. Siccome questa ricerca (fino ad ora) è andata vana, a Vienna per semplicità ho acquistato questo. L’acquisto di questo zainetto vi dico è stato da subito sfortunato. Mi trovato in questo negozio mai sentito (orfana dell’accoglienza di Zara e H&M varie dove non avevo trovato nulla di adatto) quando vado per prendere lo zainetto appeso in un gancio e bummmm! Viene giù lo zainetto con tutto il gancio dritto dritto nell’occhio. Dopo una prima fase di confusione varia in cui non sapevo più dove mi trovavo ecc (si sono una che non si prendere dall’ansia io…) vado in camerino e vedo un livido che manco se m’avessero dato un cazzotto in pieno viso. Ancora molto confusa mi dirigo all’acquisto e poi verso casa con la convinzione di morire da un momento all'altro visto che il gancio aveva toccato l’occhio quindi il cervello e quindi ….fine. Si sono decisamente ipocondriaca!!
occhiali da vista. Appartenuti alla nonna scovati in cantina, ultimamente stavo pensando di cambiare montatura (mi sa che anche la vista si è abbassata ma questo è un'altro discorso...) e in realtà avevo in mente a qualcosa di molto simile. Avrei pensato ad usare questi se non fosse che sono parecchio usurati....
agenda. Questo è uno di quegli oggetti ai quali sono iperaffezionata. La leggenda vuole che la sottoscritta, durante la prima visita in quel di Firenze si innamori perdutamente della città e di tutte le sue botteghe dedite al commercio di carta, pelle e oggettistica varia rigorosamente fatta a mano. Ecco, questo non è stato il primo diario comprato in quel di Firenze (quando si dice amare un oggetto…) ma il secondo. Si dice che le cose più belle siano le vacanze e i ricordi a loro legati, ma secondo me sono i diari di pelle fiorentini in cui puoi scrivere, appuntare, incollare idee, biglietti d’ingresso, rubati al ritorno.
timbro. “dieses buch gehort” (questo libro appartiene) per imprimere tutti i libri della mia “piccola biblioteca”, che piano piano sta crescendo e di cui sono orgogliosa. Questo ex-libri, l'ho scovato al book-shop di una adorabile galleria viennese, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste Wien che vi consiglio di visitare se amate Bosch, Rubens, Rembrandt, van Dyck. Piccola curiosità sull'accademia che ospita la galleria: è la scuola che ha rifiutato Hitler quando si era trasferito a Vienna per intraprendere la professione di pittore. 
mele. La merenda ideale. Si, ideale ma magari nell’immaginario di un studentessa in un film francese con basco e gonna a pieghe o nel testo di una canzone di Vasco. Ma in realtà, c’è veramente un bambino che per merenda si porta la mela? La cosa che più si avvicina alla frutta potrebbe essere un succo, rigorosamente in bric, come quello che sto sorseggiando scrivendo questo post... pensandoci bene non sono così grande per un ritorno a scuola :)!
foto d’epoca del nonno a scuola datata 1940 circa. Un’altra storia, un’altra epoca, un altro bambino....
sveglia, per non essere mai in ritardo. Per me la sveglia non ha mai funzionato, la staccavo e dormivo ancora finchè mamma non entrava in camera strillando che era tardi e lanciando per aria la coperta. Erano risvegli dolci i miei, per nulla di fretta.
scarpe Asos. Diciamo la verità io queste scarpe non me le sono mai messe a scuola. Io nel periodo della scuola ho attraversato tutte le fasi della bruttezza: dalle Fornarina (alzi la mano chi non le aveva!!), alle scarpe da tennis con gli accostamenti cromatici più improbabili. Quanto sarebbe stato meglio idossare un paio di derbies? Anche qua l’immaginazione prende il sopravvento…
camicia Zara. Anche in questo caso, devo essere sincera e ammettere che la camicia più stilosa che penso di aver indossato a scuola è stata quella di pail quindi ecco niente, anche qui si sogna….
pennelli, matite. Si, questo è un ritorno alla scuola immaginario e quindi posso scegliere la materia….allora sceglierei arte. Disegnare, dipingere, tutte cose che non so fare e che avrò sempre il rimorso di non aver imparato. Si è vero che non è mai troppo tardi ma io sono convinta che per certe cose devi avere qualcosa dentro e quel qualcosa dev’essere coltivato in tenera età anche se un po spero di sbagliarmi, per avere una possibilità.
libro. Vedi sopra. Io sono dell’idea che da Italiani siamo in dovere. Siamo in dovere di sapere, apprezzare, amare e conoscere la nostra ricchezza più grande. No non parlo di conoscere a memoria tutta la rosa della propria squadra eh, ma d’arte. Se penso a quanta bellezza c’è nel paese in cui vivo e di quanto poco conosco mi sento quasi in difetto. So che questo potrebbe sembrare il pensiero di una squilibrata (e per carità, non ho mai detto di non esserlo almeno un po…) ma confido che avete capito il senso, a volte con le parole non sono troppo brava.
Voi ci tornereste a scuola? O soffrite della "fobia di immaturi"? Son curiosa!

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