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Apple taglia di nuovo la produzione di iPhone ma Tim Cook può festeggiare

Creato il 09 gennaio 2019 da Andreapuchetti
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Apple conferma di attraversare uno dei momenti più delicati della sua recente storia: la casa della mela morsicata ha infatti tagliato del 10% la produzione dei nuovi iPhone. La scure sulla linea produttiva non giunge inaspettata, poiché anche il primo trimestre del 2019 sarà, per Cupertino, piuttosto debole. Insomma, non serviranno gli iPhone che Apple aveva previsto, perché la domanda resta contenuta.

La notizia  proviene dal quotidiano economico giapponese Nikkei, pochi giorni dopo la lettera dell’amministratore delegato Tim Cook, che annunciava una correzione al ribasso delle previsioni sui ricavi del quarto trimestre a causa di un rallentamento di vendite di iPhone. Già alla fine del mese di dicembre Apple aveva chiesto ai fornitori di ridurre la produzione di smartphone tra gennaio e marzo.

Il taglio interessa tutti i nuovi modelli lanciati sul mercato in autunno: iPhone XS, XS Max e XR.

Ma quanti iPhone sono stati venduti nel terzo trimestre 2018? E quanti iPhone si venderanno nel primo trimestre del 2019? La risposta alla prima domanda non è per ora possibile, poiché Apple, a novembre, aveva confermato di non voler più comunicare i dati di vendita dei suoi iPhone.

Per il futuro, invece, una stima è possibile: Apple produrrà infatti 40-43 milioni di iPhone tra gennaio e marzo, contro i 47-48 milioni precedentemente pianificati. Per avere un valore di confronto pensare che, nel primo trimestre 2018, l’azienda di Tim Cook aveva venduto 52,21 milioni di iPhone.

Se Apple piange, Tim Cook, tuttavia, può stappare una bottiglia di Champagne. Il Ceo di Cupertino, ha ricevuto per il 2018 un bonus record: 12 milioni di dollari. Non male per un anno nel quale l’azienda da lui guidata può vantarsi eccesivamente.

Ma non è tutto. Il suo compenso complessivo – riporta Bloomberg – è ben più elevato e pari a 136 milioni di dollari, includendo 3 milioni di salario e azioni per un valore di 121 milioni di dollari, ottenute nell’ambito del suo piano decennale di riconoscimenti in titoli.


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