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Approccio al BDSM, prima lezione: “Non puoi dire mettere lo zenzero nel culo”

Creato il 19 settembre 2015 da Olga
Approccio al BDSM, prima lezione:

In questo momento storico della mia vita vorrei solo preparare torte al cioccolato per i miei cari e fare ridere le persone che mi circondano facendo battute imbarazzanti.

Mi sono quindi avvicinata al mondo del bondage (bdsm, bondage disciplina, dominazione, sottomissione, sadomaso). E’ successo per caso. Un mio amico giornalista mi ha commissionato un pezzo captatio benevolentiae nel quale dovevo intervistare una rigger che teneva un seminario sul bondage. Rigger è quella che lega gli altri esseri umani. Con captatio benevolentiae non intendo marchetta, sia ben chiaro. Intendo che il mio amico si voleva fare una che lavorava a quel seminario (non quella che ho intervistato, altrimenti sarebbe stata una marchetta). Da quel che so poi lui non se l’è fatta, la tipa, ma non perché lei non volesse anzi: il problema era opposto, era troppo, e non c’era bisogno di nessuna benevolenza.

Conoscendo questa rigger ho avviato un turbinio di curiosità sull’argomento, e poi mi sono confrontata col mio amico giornalista e ci siamo convinti che tutto è la solita noia. Lui ha aggiunto che è sempre la stessa cosa. “La donna è uno strumento con un paio di buchi e l’uomo ne tira fuori gli stessi due o tre suoni” (citazione di una citazione).

Nella fattispecie, quel che è successo interessandomi all’ambiente bdsm, è che ho sentito l’ odore di scout, ovvero quel profumo di camposcuola, di doccia nel fiume, di tenda, di sesso nel sacco a pelo. Tutte cose che ho sempre accuratamente evitato. Spiego meglio: ho sentito quello spirito di affiliazione a un gruppo, di definizione della sessualità in categorie molto precise. Devo ammettere che nelle mie sperimentazioni bondage mi sono sempre posta in una condizione di semiestraneità, cioè non facente parte del gruppo, ma se poi fai cose… cioè insomma, sei dentro.

Non dichiaro  la questione chiusa affatto. Queste sono le prime impressioni sotto forma di lista (è una lista che a ben vedere potrebbe diventare una gallery per i quotidiani)

  • Prima regola del fight club, non parlare mai del fight club: non parlare mai del bdsm con chi non è del bdsm, se sei del bdsm.

  • Il bdsm è una parrocchia, una chiesa, una gerarchia, una religione. Ci sono regole. Ma non è un problema: come sempre bisogna entrare e farli fuori.

  • come nei linguaggi di settore c’è un dizionario specifico, ed è infinito e rovina la purezza dell’italiano. Non so se vi è capitato di avere amici che hanno fatto la Bocconi e hanno cominciato a parlare un linguaggio incomprensibile. O non so se vi è capitato di avere una passione smodata per le figure retoriche, è un altro settore pieno di innumerevoli varianti. Nel bdsm non puoi dire “mettimi nel culo dello zenzero”, perché il nome preciso di questa pratica è il figging.

  • esistono pratiche legate alle ortiche. Frustare con le ortiche i genitali, tipo. Così, tra una carezza e un bacino. Lo trovo molto comico.

  • ci sono i gruppi e i sottogruppi che peggio dei giovani turchi, i dem, i comunisti di una volta, i verdiniani che poi non so nemmeno bene.

  • C’è un modo di fare sesso senza morire. “Ok va bene, passeremo una serata vanilla”. “ok” “sai cosa signififica vanilla?” “sì, che non mi uccidi”. “più o meno”

  • vorrei integrarmi con loro perché sogno di indossare un abito di latex e al momento, a meno che non mi assumano da Price, non posso farlo in nessun altro luogo. E non credo mi assumeranno mai da Price.

  • In Italia ci sono regole molto precise e schemi, ruoli. Pare che non sia così in Germania, o almeno mi hanno detto ma non ne ho certezza. Cioè se sei una sottomessa non puoi farti baciare i piedi, perché sono solo le mistress a farsi baciare i piedi. “Ma se a me piace prendere le botte e farmi baciare i piedi?” “Non si può”. “Ma se a me piace?” “sei una switch, ma devi scegliere” (switch è uno che cambia in relazione ad alcune variabili: tempo, clima, ecc) “Io non voglio essere niente di definibile” “non puoi” “

  • Legare non significa che poi si andrà a letto, può essere anche solo come giocare una partita di tennis. Scaricare le tensioni, fare l’uncinetto.   “Ma l’85 % degli uomini vi si vuole fare” – come sostiene la mia amica rigger.

  • Di bdsm si muore (bene).

ps. Se nella questione di prima vi state chiedendo perché un giovane giornalista viene mandato, da un altro vecchio giornalista, a fare i favori per lui, e soprattutto perché il giovane giornalista comunque un po’ vecchio svolge il favore per il vecchio giornalista comunque un po’ giovane: siete più intelligenti di me.


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