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appunti a margine

Da Patalice
appunti a margineFrida Kahlo diceva che non avrebbe saputo che fare senza l'assurdo.
Nella fortunata abbondanza delle parole lasciateci da quel genio incommensurabile, questo concetto mi ha fatta particolarmente sua.
E così ho deciso di dedicare un pezzo di pelle all'artista messicana, e sono in cerca del disegno giusto per tatuarmi.
Per la prima volta su questi schermi con il consenso, anzi l'approvazione della SuperMamma.
Ieri sera ho sentito per la prima volta "Marta", di Venditti, e pochi minuti dopo una stella è caduta ed io l'ho vista.
È stata Jn a farmi riflettere sul collegamento tra la mia amica che non c'è più, ed un suo possibile regalo celeste, in un momento nel quale avrei così bisogno di un piccolo miracolo, mia sorella che non crede nelle coincidenze ma nei segni del destino si, mi ha fatta pensare che sperare di credere è una speranza, non così vana per quanto vaga.
Camminando per Verona, in un tardo pomeriggio di bocconi consumati ed acquisti mancati, abbiamo sviluppato, sempre Jn ed io, una teoria innovativa sul dolore, che mette al bando tutto il lavorio filosofico orientale e meditabondo:non siamo chi siamo grazie al dolore che abbiamo provato.Noi il dolore ce lo saremmo risparmiato.A noi il dolore ha fatto soprattutto male.Il dolore non ci ha formate....abbiamo imparato a piangere e a guidare di notte con la radio alta,ma non abbiamo smesso di fare errori ed abbiamo continuato a soffrire.
appunti a margineFaccio tanti selfie, imprigiono momenti nutrendomi di attenzioni.
I like mi interessano se vengono da chi vorrei ma non posto, per il resto lo faccio per vanità e per non dimenticarmi che faccia vedono gli altri.
Sempre migliore ammetto.
Un paio di ginniche dalla para alta ed un tronchetto maculato, un body succinto ed una maglia di cashmere leggera, un golfone over iper colorato e una camicia bianca classica.
Potrei andare avanti ancora.
È la lista degli acquisti per la nuova stagione.
Sono femmina.
Sempre più femmina, con la piega a posto, la manicure fatta, le ciglia lunghe, il rossetto sgargiante.
La musica mi è successa,
ed è stato bellissimo vederla accadere.
Ho trovato in essa la chiave per spiegarmi, quando le mie parole erano troppo arrabbiate e spaventate, per non essere retorica.
La canzone che senti ma non ascolti, quando ti ci soffermi l'istante che occorre,scopri poterti dare quello che ti serve quando ti serve.
Non avete idea di quanto ne stia approfittando...
Nel cassetto i sogni non stavano più, appunti a marginee così mi sono messa a viverli.
Che non è che se vuoi puoi,
ma è che vivere con la ricerca della felicità come obbiettivo, è un gran bel vivere.
Essere me stessa, mettendo me come prima priorità, purtroppo è una cosa che lascia dietro il facile giudizio;e con intrinseco menefreghismo, la parte dell'egoista la si impersona facile.
E vorrei mi interessasse, vorrei mi toccasse, vorrei un sano ri-ri-baltamento delle priorità, ma quei vorrei sono un condizionale falso e tendenzioso.
Fosse che fosse la volta buona, e che forse mi trovo?Nel frattempo,
mi piace la pelle che abito,
e mi piace la persona che abita la pelle che mi piace.

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