Aprire un blog: 8 cose stupide da non fare

Da Anima Di Carta

Tutti vorremmo avere un seguito, ma...

L'altro giorno leggevo un post su Bookblister che mi ha fatto riflettere sugli errori si fanno quando si è presi dall'entusiasmo di avere un blog. Molti si commettono per ingenuità, perché non si considerano le conseguenze delle nostre azioni o semplicemente si è alle prese con un mondo nuovo e ancora sconosciuto. Per quanto mi riguarda, anche se non credo di aver fatto errori madornali, tornando indietro eviterei di commettere certe stupidaggini. Volete sapere quali in particolare?

1) Iscriversi ai portali che raggruppano blog


Comincio da qui per riagganciarmi al link dell'articolo che ho citato e che vi invito a leggere.
Penso sia più che naturale, una volta aperto uno spazio nostro, pensare di promuoverlo. Vorremmo farlo sapere a tutti, no? E allora cominciamo a iscriverlo a destra e a manca, pensando di garantirci un po' di visibilità. Ebbene, sappiate che non serve a nulla. Il numero di visite che arrivano da certi siti è del tutto irrisorio. Inoltre, in cambio ti viene chiesto di inserire sulla tua home dei banner, che a uno a uno sembrano piccolini e innocui, ma che tutti insieme rallentano molto il caricamento del blog. E, anche se presenti a piè di pagina, sono brutti da vedere.
Alcuni li ho già fatti fuori, gli altri mi ripropongono di toglierli prima o poi.
Quanto alle considerazioni dell'articolo di Bookblister su Paperblog, pur non avendo mai avuto in modo specifico un problema di link non funzionanti, trovo che il sistema adottato in quel sito non offra nessun vantaggio a chi si iscrive, perché non sono presenti link esterni (o se ci sono, non sono di facile reperibilità).

2) Riempire il blog di gadget


L'entusiasmo di avere un angolo virtuale tutto nostro ci fa sentire all'inizio un po' come davanti a albero di Natale da decorare. Cominciamo ad aggiungere gadget e alla fine ci ritroviamo con una grafica che ricorda davvero gli alberi di Natale, scintillanti e colorati. Un blog così è lento da caricare e fastidioso da guardare. E poi, quanto sono utili quegli elementi per un lettore? Davvero deve venire da noi per sapere che ora è?!
Per quanto mi riguarda, sto cercando di ridurre al minimo gli orpelli, perché trovo insopportabili certi siti pieni di figure o scritte lampeggianti, musiche di sottofondo e menu a destra e a sinistra, che non sai come orientarti. Allo stesso modo, è importante pensare ai lettori prima di usare sfondi troppo vivaci, caratteri minuscoli o, al contrario, a prova di miope.

3) Non curare gli aspetti pratici 


La prima cosa che guardo in un blog sono gli articoli precedenti. Se c'è un modo rapido per farlo, questa operazione mi è facilitata, se non c'è do un'occhiata ai primi, ma non sempre mi spingo oltre, magari mi passa la voglia di sfogliare pagine e pagine. Quindi, può essere utile raccogliere tutti i post in una pagina o almeno avere un archivio chiaro. Su wordpress non so come funzioni, ma per blogger può essere utile inserire il gadget dell'archivio, ma quello con il menu che mostra i titoli, perché l'opzione che li accorpa per mesi rende l'archivio poco pratico.
Un altro problema può essere quello delle etichette. Se non si mettono fin dall'inizio dei tag appropriati, si finisce (come me) per avere una mole di articoli etichettati nel modo sbagliato e riordinarli diventa un'impresa titanica. Meglio pensarci subito.

4) Girovagare per la rete lasciando tracce


Anche questa sembra una pratica innocente: andare su blog simili al nostro e commentare lasciando il nostro indirizzo, del tipo: "Ciao, anche io ho un blog come il tuo, vieni a trovarmi".
In realtà non c'è niente di male nell'informare altri blogger della nostra esistenza, però ci sono due cose da considerare.
1) L'invito esplicito è inutile, perché siamo portati automaticamente a curiosare su chi lascia commenti.
2) Lasciare una traccia senza seguito suona estremamente fastidioso. Per "senza seguito" intendo dire che dopo esservi presentati non tornare mai più.
Un'altra cosa non proprio simpatica è lasciare indirizzi di post, dicendo cose come: "Ah, ma lo sai che anche io ho scritto un post uguale? Eccolo qui". Il link farà storcere il naso a tutti quelli che lo vedranno, padrone di casa per primo.

5) Non interagire con gli altri blogger


Se esagerare con l'imporre la propria presenza è sbagliato, lo è anche il contrario. La mia teoria è che il 90% dei blog che non hanno commenti o visite, ha un autore che si crede un isola nel mare del web. Che ci piaccia o no, la realtà è che la blogosfera è un microcosmo, anzi è un insieme di tanti microcosmi, e non tenerne conto ha delle conseguenze. Se ci riflettete, gli esseri umani tendono ad aggregarsi, quindi tutto ciò è normale, come sottolineava un interessante e divertente articolo pubblicato tempo fa (Se i blogger fossero scimmie).
Insomma, se nessuno lascia un commento a casa nostra, può darsi che sia perché per primi non ci siamo mai mossi dal nostro divano.

6) Aggiornare quando ci pare


Trascurate il blog significa trasmettere, non volendo, un messaggio ai lettori (fissi o passanti per caso): non mi interessa davvero questo spazio, quindi gli dedico un po' di tempo ogni tanto, quando non ho di meglio da fare. Lo so che il tempo è sempre poco e che a volte non si può far altro che mettere in pausa il nostro spazio virtuale, ma se prendiamo l'abitudine di aggiornarlo a scadenza irregolare dobbiamo aspettarci anche meno attenzione da parte dei lettori.
Devo dire che i primi anni di questo blog sono stati parecchio travagliati, c'è stato un lungo periodo di silenzio da parte mia prima che mi decidessi a scrivere con regolarità. Anche se la cosa non è stata dettata da un capriccio, ma da un problema personale, se tornassi indietro cercherei comunque il modo per evitare pause troppo lunghe.

7) Non rispondere ai commenti


Quando ci ritroviamo catapultati in una realtà nuova, abbiamo bisogno di tempo per capirne le regole. Ovviamente non si può considerare una regola il rispondere ai commenti, ma più una questione di gentilezza. Magari però non siamo abituati a questa consuetudine, oppure navigando abbiamo sempre incontrato esempi di siti dove non c'è l'abitudine di interagire con i lettori. Quando ho iniziato questo blog, non avevo nessuna esperienza di questo mondo e mi sembrava naturale rispondere solo se qualcuno mi faceva una domanda o un complimento. Però se si considera un blog soprattutto nella sua funzione di mettere in contatto le persone, è giusto porsi come obiettivo rispondere a tutti, nei limiti del possibile.

8) Avviare collaborazioni sbagliate


Uno dei segni che il tuo blog comincia a marciare nella direzione giusta è quando arrivano richieste di collaborazione. Il che è lusinghiero, anche perché spesso questi inviti sono pieni di complimenti, che bello il tuo blog, quanto ci piacerebbe avviare una collaborazione con te, bla, bla, bla. Occorre però stare attenti, perché dietro tutte queste belle parole c'è talvolta il concetto: voglio farti lavorare gratis.
In questi casi bisogna sempre mettere sul piatto della bilancia dare e avere, perché collaborazione è una parola ambigua. Di solito significa che qualcuno vuole farti scrivere testi promettendoti in cambio qualcosa di vaghissimo, oppure vuole servirsi del tuo spazio per farsi pubblicità senza alcun beneficio da parte tua. Diffidate sempre, dunque.
In tutto ciò non mi riferisco ovviamente alle collaborazioni tra blogger, soprattutto quando nascono spontanee e amichevoli, che al contrario sono più che auspicabili.
Non sono un'esperta di SEO e affini, e mi rendo conto che si possono fare errori di portata molto più ampia rispetto a tutto ciò, ma stare attenti alle piccole cose potrebbe già essere molto, non credete?
E voi, quali piccoli sbagli vorreste non aver fatto aprendo i vostri blog?

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